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“Basta campanilismi, lo sviluppo si afferra
facendo squadra” Interlenghi
dalle periferie al ruolo di Fermo capoluogo

FERMO - Parla Renzo Interlenghi, capogruppo di Fermo Futura: "La città capoluogo deve diventare punto di riferimento per tutta la provincia. Calcinaro deve pensare anche alla periferia, non puntare solo sul turismo, rivedere il piano casa e del traffico e prevedere l’abbattimento delle barriere architettoniche. Basta promettere, è ora di lavorare”
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di Federica Broglio

Analizza con lucidità, concretezza e propositività il periodo che stiamo vivendo, offrendo alla città il suo contributo, pur nel ruolo di capogruppo dell’opposizione. Renzo Interlenghi, ex candidato sindaco, della lista Fermo Futura non risparmia critiche a Paolo Calcinaro, ha una visione diversa di sviluppo, ma è convinto su certi temi importanti di poter far quadrato “quando – dice – ne va della vita delle persone e del bene comune. Il dibattito ci sarà per forza, nel rispetto dei ruoli di ognuno di noi che, non dimentichiamolo, ci stimiamo reciprocamente”.

Come giudica i primi 100 giorni di mandato del sindaco Paolo Calcinaro, certamente condizionata dalla gestione della seconda fase pandemica?

La maggioranza ha promesso continuità e la continuità c’è stata: nel gestire l’ordinaria amministrazione senza prospettive per il futuro. Ogni situazione emergenziale comporta grandi sacrifici per la popolazione e le situazioni di povertà si sono acuite e si è allargata la forbice tra ricchi e poveri. L’amministrazione comunale ha fatto ciò che poteva con i mezzi a disposizione, ha gestito la quotidianità riversando sulle fasce sociali più deboli delle risorse che sono molto ridotte. Quella che manca, però, è una visione di sviluppo che non credo possa essere legata al solo settore turistico. La nostra è terra di produzione, prima agricola, poi artigianale e in alcuni casi piccolo/medio industriale. Questi sono i settori che vanno valorizzati. Il terziario è una conseguenza dello sviluppo e non può essere considerato il volano della ripresa economica.

Le tre direttrici indicate dal sindaco nel suo programma, ultimazione delle opere pubbliche iniziate, recuperare il senso di comunità della città e lo sviluppo economico sono sufficienti per la città di Fermo?

Non bastano. E’ stato certificato il calo dei residenti, la chiusura delle attività produttive e commerciali e il calo del reddito pro capite. Le cose, così, non vanno bene. Calcinaro è stato eletto la prima volta grazie alla debolezza di una certa parte della politica, sia di centrosinistra che di centrodestra, ed è stato riconfermato a grandi numeri perché ha saputo ben interpretare gli umori del popolo che ha visto nella sua figura quella di un uomo capace di caricarsi sulle spalle le responsabilità del vero leader. Senza di lui, capace di unire parte del centrodestra e del centrosinistra mascherando lo schieramento di un civismo che non basta per una Fermo che ha l’ambizione e il prestigio del Capoluogo, oggi racconteremmo un altro risultato.

E’ stato esaltato lo spirito campanilistico ma, così facendo, ne ha perso la comunità dell’intero territorio. L’unità si realizza sui progetti comuni, confrontandosi e scegliendo il meglio delle proposte dei singoli Comuni per giungere ad un risultato condiviso e plurale, con umiltà e tanto lavoro di squadra. Altrimenti siamo condannati al Medioevo o alle lotte tra Comuni.

Piazza del Popolo

Quali a suo avviso i capitoli trascurati?

Oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche e ad un nuovo “piano casa”, si è persa la concezione di Fermo come capoluogo di Provincia, sembra piuttosto una città a sé stante e questo non lo affermo io ma gli altri Comuni e gli imprenditori del territorio che non hanno trovato in Fermo un punto di riferimento per la crescita del proprio prodotto interno. Purtroppo i nostri imprenditori sono troppo assoggettati alla politica e credono che legandosi al “carro dei vincitori” ne avranno benefici ma così non è. L’amministrazione comunale deve essere ambasciatrice a partire dalla Regione, quindi in Italia per poi giungere oltre ai confini nazionali per promuovere la nostra qualità della vita, i nostri prodotti agricoli e industriali. E’ mancata la vicinanza ai temi del lavoro e quanto accaduto ai lavoratori di un’azienda di Fermo ne è stato un tragico esempio, si trovano da soli a combattere in un sistema burocratico che li fa vivere nell’incertezza del domani. Il sindaco su questi temi deve battere i pugni.

Ritiene che ci sia troppa attenzione al centro storico rispetto al resto del territorio?

I centri storici vanno salvaguardati ma esiste anche quello di Capodarco e non solo quello di Torre di Palme, così come Caldarette che è il luogo in cui vennero trucidati dai nazisti i fratelli Fortuna. Tutto è centro e tutto rappresenta la storia della città. Se i commercianti del centro hanno avuto benefici dalle feste di piazza così non è stato per quelli di altri quartieri. Bisogna pensare a tutti. Non ci si può ricordare delle periferie solo in occasione del Palio dell’Assunta, manifestazione tra l’altro sotto tono da diverso tempo che andrebbe rivista e, soprattutto, rifinanziata adeguatamente. Spero che alcune cose vengano fatte, anche se non sono nel programma dell’amministrazione: il bypass per l’accesso e l’uscita a Capodarco, la rotonda di Caldarette d’Ete, le infrastrutture per collegare la variante del “Ferro” a Campiglione, il miglioramento della viabilità di zona Salvano dove molte famiglie hanno anche diritto ad avere l’erogazione del metano, una diversa viabilità che contempli il senso unico permettendo ai cittadini di Via Bellesi di evitare lo stress di un traffico insostenibile, migliorare i sottopassi che si allagano, ecc…Aggiungerei un diverso modello di smaltimento dei rifiuti, cominciando a ripensare il metodo dell’abbancamento in discarica che non è più sostenibile. Maggiore efficienza dell’Asite dove la politica sceglie di mantenere dei servizi in perdita come ad esempio i parcheggi a pagamento che, mediamente, comportano una perdita di circa 60/70 mila euro annui: paradossalmente sarebbe meglio non farli pagare ai cittadini e risparmiare i costi del servizio.

Se il turismo non basta per il rilancio, quale è la sua idea di sviluppo?

Non lo dico io ma i principi di economia. Occorre porre le basi per il miglioramento delle vie di accesso alla città dove nulla è stato fatto, per allargare le strade Pompeiana e Castiglionese e la Val d’Ete, migliorare la viabilità da Salvano a Fermo, vicino al casello autostradale. Gli imprenditori hanno bisogno di infrastrutture materiali e immateriali, con autostrade virtuali per il commercio on line. Ci vuole, inoltre, un piano di sviluppo che tenga conto del sistema creditizio, nei prossimi mesi ed anni dovremo gestire le risorse del Recovery Fund e bisogna già sapere cosa farne perché questo è l’unico modo per drenare le risorse che, altrimenti, andranno agli altri territori. Fondamentale è implementare il tavolo dell’Area di Crisi Complessa ma se nessuno dell’amministrazione vi partecipa…

E’ stata annunciata una variante urbanistica per la zona di Molini e Campiglione in vista del nuovo ospedale. E’ d’accordo sul tipo di espansione prevista dall’amministrazione?

E’ già tardi. L’ospedale è stato messo in cantiere da 5 anni, cioè da quando Cesetti lo promise in campagna elettorale. Il fatto è che nessuno ci ha creduto, invece l’ex assessore al bilancio ce l’ha fatta. Adesso bisogna rincorrere, occorreranno altri anni e lo sviluppo sarà rallentato. Se questa è buona amministrazione…Ciò non toglie che dovremo, tutti impegnarci per raggiungere l’obiettivo con un’azione corale di tutti i sindaci del territorio che, tra l’altro, saranno chiamati insieme ai consiglieri ad eleggere il prossimo Presidente della Provincia. Mi auguro che si possa proseguire nel segno della continuità, in alternativa il prossimo o la prossima Presidente dovrà essere espressione di una grande comunità. La sanità non è un problema solo del Fermano e questo concetto è stato superato quando vennero trasformate le Usl in Asl demandando alle Regioni il compito di organizzare e gestire le risorse sanitarie. Troppo spesso viene vista come occasione per lanciare spot elettorali ma con la salute delle persone non si deve scherzare. Leggo, ultimamente, di politici che si sbracciano per promettere l’emodinamica a Fermo, senza sapere cosa occorra fare. Prima di promettere occorre progettare e iniziare a lavorare altrimenti si fa solo demagogia; se la si fa per promettere un’opera pubblica non si fanno danni se la si fa sulla pelle dei cittadini, si trasforma in qualcosa di inaccettabile.


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