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Lega Fermo, riqualificazione e sicurezza
per Lido Tre Archi: “Nuove case
per i fermani e caserma di Polizia sulla costa”

FERMO - Questa mattina il gruppo consiliare Lega Salvini Fermo ha presentato un progetto di edilizia residenziale pubblica che presenterà al prossimo Consiglio Comunale. Giacobbi, Tulli e Romanella: «Basta reprimere Lido Tre Archi, è tempo di proporre qualcosa di costruttivo per il quartiere».
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di Leonardo Nevischi

«Riqualificazione e sicurezza». Sono queste le due tematiche principali affrontate questa mattina dal gruppo consiliare Lega Salvini Fermo in conferenza stampa. «Di fronte all’immobilismo della giunta Calcinaro che si gingilla con skate park e supercommissari addetti alle mail, la Lega, incrocia sogni e bisogni dei fermani per dare la spallata alle politiche sociali e abitative del territorio comunale con un progetto nuovo e concreto di riqualificazione del quartiere, attraverso il recupero di alloggi da destinare ad edilizia residenziale pubblica – esordisce il consigliere Lorenzo Giacobbi -. La Lega Fermo da sempre ha a cuore Lido Tre Archi ed è per questo che ha concretizzato un piano serio e strutturato che proporrà nel prossimo Consiglio Comunale. Lido Tre Archi ha residenzialità prettamente stagionale ed un elevato numero di appartamenti in vendita a prezzi molto al di sotto del valore di mercato: può essere la risposta alla cronica carenza delle cosiddette “case popolari” che permette al Comune di Fermo ad oggi di evadere soltanto un 20% delle domande pervenute. La Lega è convinta che questa sia un’opportunità unica e da cogliere al volo. Per questo presenta una mozione che impegna l’amministrazione ad incrociare domanda ed offerta attraverso un tavolo di confronto con l’E.r.a.p. per definire un programma operativo di intervento che dia ai fermani che ne hanno bisogno le case, al quartiere la prospettiva per cui era stato pensato all’origine del suo sviluppo edilizio ed al territorio un quartiere popolato e vivibile senza cementificare ulteriormente».

Lorenzo Giacobbi

«La Lega non manca nemmeno questa volta di passare dalle parole ai fatti suggerendo all’immobile giunta Calcinaro l’occasione unica di prendere tre piccioni con una fava – ribadisce Giacobbi -. Il progetto di edilizia residenziale pubblica suggerito dalla Lega consente alle famiglie fermane in graduatoria di ricevere appartamenti di varie dimensioni e buona qualità, alla Giunta di risparmiare soldi e suolo pubblici visto che gli appartamenti sono in svendita e non se ne dovranno costruire ex novo, al quartiere Lido Tre Archi di riacquistare la sua funzione originaria di sbocco sul mare dell’offerta turistica fermana». Un Giacobbi che spiega anche i criteri di assegnazione degli appartamenti: «È tempo di tenere conto del “Fattore Famiglia”, uno dei pilastri del progetto Lega per il sociale. Nella mozione crediamo che nel nuovo avviso pubblico, le cui linee guida verranno ridiscusse in Consiglio Comunale, si preveda di integrare i criteri di assegnazione legati all’ISEE con criteri di equità legati alla vulnerabilità (numero dei figli, presenza in famiglia di disabili, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico). Solo così potrà esserci una valutazione più equa delle condizioni di bisogno dei richiedenti».

Luciano Romanella

A seguire il consigliere Luciano Romanella, che specifica come la Lega voglia «fare proposte per costruire qualcosa di concreto e non per reprimere ulteriormente il quartiere di Lido. Quella delle case popolari è una proposta per la città e non è un tornaconto personale di nessuno dei qui presenti. Il quartiere a livello turistico è fallito. Dobbiamo riportarvi la gente mettendolo a disposizione di chi non ha una casa. Spendere ulteriori soldi non serve a nulla: di telecamere ce ne sono a bizzeffe ma continuano ad occupare abusivamente le abitazioni, le sbarre per i rom sono state installate ma continuano ugualmente a stabilirsi a Lido. È tempo di proporre qualcosa di costruttivo per quel quartiere e non di repressivo. È necessario che l’amministrazione faccia anche un nuovo piano spiaggia. Lido Tre Archi ha una particolarità: è l’unico quartiere di Fermo dove l’amministrazione di Fermo fa cassa, perché lì il 90% sono classificate come seconde case e pagano l’Imu. A differenza di altri quartieri, lì si è investito tanto quanto negli anni si è incassato».

La seconda proposta dei consiglieri leghisti è quella che riguarda una maggiore sicurezza. «Noi vorremmo che il comune capoluogo di provincia – seguita Romanella – si facesse promotore di mettere una caserma di Polizia nella costa fermana: dal confine sud fino al confine nord. Non vogliamo una nuova postazione di polizia a servizio di un unico quartiere, bensì a coprire quel segmento che va da sud fino a nord della costa fermana. Certo che se si riuscisse a metterlo a Lido Tre Archi sarebbe la cosa migliore, ma la nostra filosofia è quella di incrementare il servizio di sicurezza per tutto il territorio fermano, nello specifico per la costa, e non solo per Lido Tre Archi. Noi della Lega apriamo un tavolo nelle sedi opportune e presentiamo questa proposta, di cui si è parlato tanto ma nessuno ha fatto nulla di concreto».

Gianluca Tulli

A concludere il consigliere Gianluca Tulli che sottolinea come «sotto campagna elettorale l’amministrazione comunale ha fatto molte proposte e promesse su lido Tre Archi, ma ad oggi il quartiere è stato abbandonato. Le proposte vanno portate avanti e questa è una proposta di buon senso che nasce sia dai cittadini sia dalle stesse forze dell’ordine e non deve cadere nel dimenticatoio. Una presenza locale è fondamentale perché è un punto strategico per un rafforzamento della sicurezza tra Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio. Con una nuova postazione di Polizia ci sarebbe un rafforzamento di tutto il territorio e verrebbero liberate risorse per l’entroterra».

«La riqualificazione di Lido Tre Archi con 8,5 milioni di euro va benissimo – seguita Tulli -, ma se non proponiamo altro rischiamo di vanificare quell’investimento nel giro di pochi anni. Siamo d’accordo sull’abbellimento del quartiere ma dobbiamo intervenire sul tessuto sociale. La palla ora passa al sindaco Calcinaro che, ci auguriamo, per una volta colga la differenza che c’è tra dare risposte alla città e darle ai giornalisti e sappia andare oltre le logiche di parte per il bene dei fermani».

 


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