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Ex Gigli, Marcotulli attacca:
“Agenzia delle entrate chiamata
per un parere, poi snobbata, perchè?”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'Agenzia delle entrate chiede nuovi documenti per una stima della struttura, il Comune non risponde; il capogruppo FdI:"Altra scelta poco chiara che alimenta i dubbi della cittadinanza"
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di Pierpaolo Pierleoni

L’ex cineteatro Beniamino Gigli da lunghissimo tempo divide la città e non è da meno l’ultimo orientamento dell’Amministrazione comunale, intenzionata ora a perfezionare l’acquisto dell’intera proprietà dell’edificio. Ma in attesa di capire se e a quali cifre l’operazione verrà completata, restano i punti interrogativi sul valore dello stabile. Lo scorso anno, aveva fatto discutere il parere dell’Agenzia del demanio, che aveva valutato 1,5 milioni di euro la parte dell’ex Gigli che il Comune voleva acquistare, per realizzarvi la nuova biblioteca comunale. Una somma sensibilmente inferiore a quanto previsto dall’Amministrazione e richiesto dalla proprietà per completare la compravendita.

Successivamente, è venuto meno l’obbligo di legge di acquisire il parere dal Demanio, così è caduto anche il vincolo di acquistare solo al prezzo indicato dall’agenzia. Il sindaco Nazareno Franchellucci, in disaccordo con la stima del Demanio, aveva deciso di rivolgersi all’Agenzia delle entrate, sezione di Ascoli Piceno, per ricevere un altro parere di congruità. Solo che a quanto pare, l’interesse per quella valutazione è decaduto.

A interrogare sulla vicenda è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Marcotulli. “La condotta dell’Amministrazione comunale lascia quanto meno sorpresi – spiega il consigliere – E’ bene ricordare che si erano rivolti all’Agenzia delle entrate di Ascoli, spiegando che il Demanio non aveva saputo considerare alcuni aspetti nella valutazione dell’ex Gigli, quindi ritenevano opportuno affidarsi ad un altro ente terzo, territorialmente competente e più vicino, per avere una relazione congrua sul valore della struttura. La richiesta era dello scorso gennaio, poi è iniziata la pandemia e solo a maggio è stata stipulata la convenzione. Nei mesi successivi accade qualcosa di singolare: ad agosto l’agenzia chiede dei documenti per poter effettuare una relazione dettagliata, ma il Comune non risponde. Ad ottobre invia un sollecito, ma nessuno, nuovamente, risponde. A dicembre una terza lettera in cui si comunica che, visti i mancati riscontri, l’Agenzia si considera sollevata dall’incarico che le era stato affidato”.

Perchè chiedere un parere e poi disinteressarsene? Marcotulli avanza alcune ipotesi: “Forse dal Comune hanno avuto sentore che anche l’Agenzia delle entrate avrebbe emesso una valutazione simile a quella del Demanio, che non era quella attesa e sperata? – punge il capogruppo di FdI – Se anche sono cambiate le strategie dell’ente, che ora vuole comprare tutto l’ex Gigli e non solo una parte, si poteva chiedere ad un ente terzo di fornire una valutazione su tutta la struttura, anziché solo sulla parte che si voleva acquistare inizialmente. Perchè invece si sceglie di non dar seguito all’indirizzo che l’Amministrazione stessa aveva adottato, rivolgendosi all’Agenzia delle entrate?”

Domande su cui Marcotulli esige una risposta: “Questo atteggiamento del sindaco Franchellucci e della sua amministrazione alimenta le perplessità della cittadinanza, non solo dell’opposizione, su una gestione poco chiara della vicenda ex Gigli, su cui c’è evidente malcontento riguardo la gestione dei soldi pubblici. Se non avremo risposte puntuali, presenteremo un’interrogazione da discutere in Consiglio comunalee ci riserviamo di interessare le autorità competenti”.

 


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