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I capigruppo di maggioranza
in consiglio regionale: ”Aborto,
la posizione del Pd è strumentale”

REGIONE - "L'istituzione marchigiana è per la piena applicazione della Legge 194", la sintesi dei partiti di governo nelle parole dei relativi vertici in assise quali Marinelli, Ciccioli, Marcozzi, Rossi e Latini, portavoce rispettivamente di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Civitas Civici ed Udc Popolari
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“A fronte delle notizie uscite sulla stampa in merito ad alcune posizioni personali scaturite dopo il dibattito sulla mozione presentata dal Partito Democratico sull’interruzione volontaria di gravidanza, i gruppi consiliari della maggioranza, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Civitas Civici e Udc Popolari Marche vogliono avanzare dei chiarimenti. Questa maggioranza non ha emesso né modificato alcun atto rispetto all’applicazione della legge 194 nella nostra regione, l’unico atto che è stato discusso è stata la mozione del Partito Democratico che, dopo aver governato per 25 anni, oggi chiede addirittura, tra i primi atti di questa legislatura, di attivare azioni e politiche capaci di garantire nelle Marche i diritti sanciti dalla 194 e di monitorare se e in quale misura tali diritti siano effettivi nella nostra Regione”.

E’ l’approccio congiunto di Renzo Marinelli, capogruppo in regione della Lega, dell’omologo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, di Jessica Marcozzi per Forza Italia, Giacomo Rossi per i Civitas Civici e di Dino Latini, al vertice dell’Udc Popolari Marche nell’assise anconetana. Nella nota a firma congiunta dei consiglieri regionali le rinnovate argomentazioni sulla vicenda relativa alla pillola abortiva, questione che nei giorni scorsi ha tenuto banco catturando ampia attenzione mediatica.

“Nella mozione, il Pd chiede che siano applicate le recenti linee guida del Ministero della Salute, le quali però, come stabilito anche dal Tar della Puglia, sono in conflitto con la stessa Legge 194. Si ricorda che anche la Corte di Cassazione nel 2017 ha deciso che ogni interpretazione della legge operata dalla pubblica amministrazione non costituisce fonte di diritto, con la conseguenza dunque di non essere vincolante, e il Consiglio di Stato, già nel 2007, aveva stabilito che ‘le circolari ministeriali non si devono ritenere applicabili laddove le stesse non risultino conformi a legge’. Dunque, per applicare le linee guida del Ministero della Salute, non si può prescindere formalmente da una modifica legislativa della stessa Legge 194″, le argomentazioni dei consiglieri del centrodestra marchigiano.

“Chiaramente questa mozione del Partito Democratico è strumentale. La Legge 194 è una legge nazionale e pertanto la Regione non può modificarla, non deve interpretarla, deve solo rispettarla ed è questa l’intenzione di questa maggioranza: la corretta e piena applicazione della Legge 194. Piuttosto, il Partito Democratico che è anche forza di governo nazionale, invece che presentare mozioni in consiglio regionale, se ritiene, può impegnarsi a far modificare direttamente la Legge 194 in sede parlamentare, attraverso i propri rappresentanti, per sanare queste discrepanze che oggi denunciano a noi”, hanno aggiunto gli stessi per poi concludere “restano fuori dal dibattito le varie opinioni personali, anche su questioni diverse dall’applicazione della 194. Come resta irricevibile l’ultima richiesta del Pd espressa nella stessa mozione: la proposta di attivare procedure per ridurre la percentuale di personale obiettore nelle strutture sanitarie marchigiane. Questa sì che è davvero una proposta antidemocratica, che vuole costringere coscienze diverse a conformarsi alla volontà di una parte su argomenti così importanti e delicati”.

 


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