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L’INTERVISTA
L’assessore Vesprini pronto
alle dimissioni: “Progetto tramontato”

Ipotesi candidatura a sindaco

PORTO SAN GIORGIO - "Ora la mia principale occupazione è quella di definire il mio futuro prossimo con e nell’attuale amministrazione. La mia eventuale fuoriuscita non comporterà nessun problema alla tenuta della maggioranza perché il consigliere comunale si atterrà, come già detto, al programma amministrativo che abbiamo anche noi sottoscritto. Stiamo lavorando, con tutto il gruppo civico, per far  crescere il gruppo stesso e per portare avanti il nostro progetto. Insieme decideremo cosa fare in futuro"
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di redazione CF

Da settimane, mesi, è dato per prossimo alle dimissioni. Fino ad oggi solo voci di corridoio, rumors, magari anche qualcosa in più rispetto a semplici illazioni. E infatti a sentirlo parlare, ora, le sue dimissioni sembrano ormai imminenti, cosa praticamente fatta. Mancherebbe quasi solo la consegna ufficiale dell’adieu. L’assessore Valerio Vesprini sembra prossimo all’addio alla giunta del Loira bis. Perché? Quali sono i motivi che starebbero spingendo l’attuale assessore allo sport e commercio a salutare per sempre l’amministrazione Loira? “Il progetto Loira bis è tramontato”, il sunto della disamina di Vesprini, in un’intervista ‘a cuore aperto’ rilasciata a Cronache Fermane. 

Assessore Valerio Vesprini, il suo nome è ormai sulla bocca di tutta la città per essere un esponente della giunta Loira prossimo alle dimissioni? E’ vero che sta per lasciare, e se sì, perché?

“In una città come Porto San Giorgio quando un amministratore non è più in sintonia con la maggioranza, viene subito dato per prossimo alle dimissioni. E questo, per carità, non di rado è corrisposto a realtà. Nel mio caso non ho ancora preso una decisione. Però mi preme puntualizzare che sì, è vero, ci sono delle divergenze politiche e problematiche amministrative. Ma di certo non sono sorte nelle ultime settimane. Non nego di aver più volte pensato di mollare, come ripetutamente manifestato al sindaco. Ma il momento drammatico che stiamo vivendo, soprattutto quello nella prima fase di lockdown, mi ha imposto civicamente di restare al mio posto. Se continuo a pensarci? Non lo nego. Ci sto seriamente riflettendo”.

In  cosa risiede la causa dei dissapori di cui parla?

“Ho iniziato l’avventura amministrativa con la prima giunta Loira, assessore di fiducia del sindaco. E abbiamo lavorato egregiamente. Non lo dico solo io. Lo hanno detto i cittadini rieleggendo il sindaco al secondo mandato, al primo turno addirittura. Un evento politico storico per Porto San Giorgio. Ma questa seconda amministrazione è nata con delle difficoltà, senza dubbio. E determinate scelte hanno contribuito solo a lacerare ulteriormente le ferite interne. Mi duole ammettere che, per come la vedo io, il progetto politico civico allargato, legato alla figura di Nicola Loira, figura moderata apprezzata anche da soggetti non solo circoscritti a una sola componente politica, è già finito. Con un anno di anticipo, dato che la scadenza naturale è quella del 2022 dal momento che il sindaco non si potrà più ricandidare. Anche perché non c’è stata voglia di rinnovarlo, rinvigorirlo. L’ultimo esempio? Il cambio di deleghe in cui si è preferito non allargare la giunta alla componente civica. Perché negare quella che per me, ma non solo per me, è evidenza dei fatti? E questi fattori, screzi, dissapori, un’opposizione dall’interno, stanno inevitabilmente immobilizzando l’azione amministrativa da un po’ di tempo, anzi è un’amministrazione che è partita e ha sempre lavorato con il freno a mano tirato. Personalmente penso che il secondo mandato avrebbe dato la possibilità a questa coalizione di portare a termine molti progetti, magari anche di azzardarne altri per dare una sferzata alla città, alla sua economia, al suo rilancio, al suo tessuto produttivo. Invece di tutto questo poco o nulla. Certo, stiamo vivendo la drammatica epoca del Coronavirus. Ma, ripeto, questa rigidità non ha origine da un anno a questa parte”.

Screzi? Si riferisce a quelli con una parte della maggioranza? Quale?

“Puntare l’indice e additare qualcuno per delle responsabilità, seppur abbia io ben chiare certe dinamiche, non è nel mio stile. Qui parliamo del bene della città, e le dinamiche interne alla maggioranza devono sempre e comunque, inevitabilmente, puntare, invece, solo ed esclusivamente a questo obiettivo. Dunque fare nomi e cognomi non ha senso. Certo è che, e questo posso affermarlo senza esitazione, sono esponente di una componente civica che, nonostante si sia dimostrata determinante per la vittoria al primo turno, è stata messa all’angolo, non presa mai nella giusta considerazione, esclusa da scelte delicate, come il rimpasto di giunta, tanto per fare un esempio, con Marcattili estromesso dall’amministrazione quando a mio avviso rappresentava e rappresenta una risorsa importante per la città e il suo tessuto produttivo. Non abbiamo mai fatto polemiche per non creare scossoni amministrativi che potessero ledere alla città stessa continuando a riporre fiducia, fino allo stremo, nel programma e nel sindaco ma questo non ha sortito gli effetti sperati”.

Vesprini con il sindaco Loira

Ecco, appunto, il sindaco. Che rapporti intercorrono tra di voi? Mutua fiducia svanita?

“Se volete sapere quale fiducia nutre Nicola Loira nei miei confronti è meglio che lo chiediate a lui. Dal mio canto posso dire senza ombra di dubbio che quella che io nutro nei confronti della persona, in Nicola, è immutata. Una persona specchiata che ama la sua città. Non posso però negare che il progetto del Loira bis, dal mio punto di vista, si è inesorabilmente impantanato per continue battaglie intestine. Essendo un suo delegato, ho sempre provveduto ad informarlo sull’andamento delle cose, sia sugli importanti problemi amministrativi sia sulle problematiche politiche legate ai civici ma anche ai miei personali, su ciò che per me non andava. Devo rilevare, come ho già detto a Nicola, che ci sono state anche disparità di trattamento: qualcuno ha potuto liberamente criticare l’amministrazione non solo sulla stampa ma anche in Consiglio comunale mentre altri, soprattutto noi civici, appena lo abbiamo fatto, siamo stati tacciati di voler tramare contro l’amministrazione solo per fini elettorali. Siamo la lista Servire, non asservire, questo sia chiaro. Ma purtroppo, nonostante i miei appelli, le cose non sono cambiate, anzi. Non sono affatto migliorate. Durante il primo mandato, Nicola ha amministrato la città senza rimanere imbrigliato in ideologie di partito o di area politica. L’esempio più eclatante? Il grande lavoro sulla sicurezza con la lotta all’abusivismo commerciale. Siamo stati tra i primi Comuni, prima ancora del decreto Salvini, a intervenire sulla spiaggia con la Polizia locale in borghese, conseguendo importanti sequestri di merce contraffatta, ricordiamo l’importante investimento fatto sulla videosorveglianza, dotando tutti i varchi della città di apparecchiature di video-controllo, per poi arrivare all’ordinanza ‘clou’ anti-accattonaggio”.

Continua a ripetere che è un civico ma una parte della maggioranza non manca occasione per ricordarle le sue affezioni al centrodestra, da ultimo il suo appoggio al governatore Acquaroli. Dunque lei si definirebbe di centrodestra, di destra?

“Le prime avvisaglie le ho avute quando sei anni fa ho appoggiato Calcinaro a sindaco di Fermo, mettendoci la faccia. Ed indirettamente mi sono giunte obiezioni sulla mia scelta che andava contro il Partito di maggioranza a quell’epoca (il Pd ndr). Per quanto riguarda Acquaroli non ho mai negato la verità, e tutti conoscono la mia idea a livello nazionale: a domanda diretta ho risposto senza ipocrisie. Cosa? Semplice: ero incuriosito dal progetto civico del rettore Longhi ma una volta tramontato, ho deciso di appoggiare e di aiutare il candidato Francesco Acquaroli, senza nascondermi. Mi sono limitato a una campagna elettorale di basso profilo anche per il ruolo istituzionale che ricopro. Comunque questo appellativo che mi sollevano, che mi sollevate ora, ‘di destra’, mi è stato più volte rinfacciato da alcuni esponenti della maggioranza, quasi fosse una colpa. E questo, a lungo andare, a me personalmente infastidisce anche perché sarebbe stato meglio pensare ad amministrare e non a perdere tempo con chiacchiericci inutili anche perché io ho sempre ritenuto determinante valutare le idee e la validità dei progetti. E se questi arrivano da ambienti di destra o di sinistra, a me interessa ben poco, ne è la riprova la mozione sulla sicurezza o anche, ad esempio, l’appoggio da parte della Lega in consiglio comunale sull’acquisto delle body-cam per la Polizia locale. Non dimentichiamoci, infatti, che siamo chiamati ad amministrare un Comune di 16mila persone dove l’ideologia di partito serve a ben poco”.

Ora, però, parla quasi da aspirante sindaco. Sta scaldando i muscoli in vista delle elezioni comunali? Magari proprio con il centrodestra? Dimissioni dietro l’angolo per smarcarsi in tempo utile per la corsa elettorale?

“Siamo arrivati addirittura alla mia candidatura e alla mia coalizione? Mi sembra un po’ avventato. Ora la mia principale occupazione è quella di definire il mio futuro prossimo con e nell’attuale amministrazione. La mia eventuale fuoriuscita non comporterà nessun problema alla tenuta della maggioranza perché il consigliere comunale si atterrà, come già detto, al programma amministrativo che abbiamo anche noi sottoscritto. Stiamo lavorando, con tutto il gruppo civico, per far  crescere il gruppo stesso e per portare avanti il nostro progetto. Insieme decideremo cosa fare in futuro”.


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