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La Casa del Popolo in video assemblea: “Mobilitiamoci anche a Fermo,
dove abortire non è permesso”

PROTESTA - "Il nostro territorio, il Fermano, più di ogni altro, ha bisogno di far ascoltare la propria voce, urge un grido d’allarme forte, a tutela della libertà di autodeterminazione della donna e nel rispetto della delicata e drammatica decisione connessa alla gravidanza"
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A seguito delle recenti scelte politiche regionali a danno della Legge 194, la Casa del Popolo di Fermo ritiene non più rinviabile una mobilitazione sul nostro territorio. Invitiamo tutti coloro che sentono la nostra stessa esigenza a partecipare alla video assemblea di domenica 7 febbraio ore 17.30 per decidere insieme le forme del presidio”. Inizia così la nota della Casa del Popolo di Fermo nel merito delle polemiche suscitate dalle decisioni recentemente prese  dalla Giunta Acquaroli. 

“Appena insediata, la giunta Acquaroli – scrivono i componenti de La Casa del Popolo –  tra i suoi primi atti ha scelto di attaccare la legge 194 e di vietare definitivamente la distribuzione della pillola abortiva RU 486 nei consultori, in contrasto a quanto previsto dalle linee di Indirizzo del Ministero della Salute. In un momento drammatico come quello attuale, in cui negli ospedali accade di contagiarsi di Covid, dove sono palesi e denunciate le carenze di personale, di mezzi, di risorse e organizzazione necessari per garantire ai cittadini la tutela della salute, si è scelto di occuparsi di altro e di farlo provocando, attaccando diritti civili. La decisione appare ancor più grave, in quanto sostenuta dalle gravi dichiarazioni del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli che ha esplicitato la sua contrarietà all’aborto, spiegando che tale applicazione porterebbe ad una “sostituzione etnica” ed insinuando così la logica che le donne italiane debbano tornare ad un ruolo marginale e votato alla procreazione, cancellando decenni di emancipazione femminile e ribadendo il primato di una società patriarcale. Il dibattito surreale e provocatorio che si è scatenato e che rischia di avere conseguenze nefaste a livello sociale e sanitario, che vanificherebbero le conquiste raggiunte con la L. 194/78, va quindi secondo noi affrontato in maniera unitaria, in uno spazio plurale e condiviso, unendo ancora una volta cittadini e realtà territoriali del fermano in difesa della piena applicazione di un diritto civile sancito da una legge dello Stato. Il nostro territorio, il Fermano, più di ogni altro, ha bisogno di far ascoltare la propria voce, urge un grido d’allarme forte, a tutela della libertà di autodeterminazione della donna e nel rispetto della delicata e drammatica decisione connessa alla gravidanza. Riteniamo dunque necessario e urgente, mai come ora, respingere l’attacco volgare che la Giunta Acquaroli ha mosso alle donne e a tutta la società civile, con la dovuta forza e determinazione, così come è necessario ed urgente iniziare a costruire una lotta politica, sociale e culturale a difesa dei diritti e dei valori democratici. Per questo motivo crediamo che sia necessario esprimere il nostro totale dissenso attraverso una manifestazione democratica e di piazza a Fermo, possibilmente Sabato 13 Febbraio. A tale scopo si chiede a chiunque sia sensibile a questa tematica, e voglia aderire a questo appello (singoli cittadini, associazioni, collettivi, forze politiche e sindacali) di presenziare ad un confronto (organizzativo) su piattaforma online il giorno domenica 07/02/2020 alle ore 17.30 circa. Per informazioni e adesioni, tramite la pagina fb “Casa del Popolo Fermo” con messaggio privato oppure al nostro indirizzo e-mail casadelpopolofermo@gmail.com”

 


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