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Metanodotto, i residenti di Cretarola
allarmati: “Tracciato spostato
senza motivo, saremo danneggiati”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il vicesindaco Stacchietti: "Non abbiamo potere, ma siamo in contatto con la Snam e cercheremo di farci ascoltare"
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di Pierpaolo Pierleoni

Un dibattito a tratti acceso, ma alla fine Amministrazione comunale e cittadini fanno quadrato per tentare una variazione al tracciato del metanodotto. Si è parlato del progetto per la conduttura Snam, oggi pomeriggio a Cretarola, dove è  diffusa la contrarietà all’opera. A sollevare la rabbia dei proprietari di terreni ed abitazioni interessati dal transito è soprattutto una modifica del tracciato, rispetto al progetto preliminare, che per i cittadini appare più impattante rispetto alla precedente.

Ad ascoltare le lamentele dei cittadini, ed incassare da alcuni le accuse di un’azione tardiva, il vicesindaco Daniele Stacchietti. “Comprendo le legittime aspettative sulle proprietà private – nota l’assessore – Tengo a chiarire che il ruolo del Comune in questa situazione è molto limitato. Il progetto passa da Ravenna a Chieti, è in capo al Ministero ed affidato alla Snam, il Comune ha compiuto un mero atto amministrativo, la conformità urbanistica. Abbiamo poco potere ma stiamo tentando di esercitare pressione con la Snam. Lunedì ho parlato col responsabile della società per i rapporti con le istituzioni, ho riscontrato una disponibilità ad ascoltare le nostre segnalazioni. Ricordo comunque che per rivendicare un diritto privato c’è sempre la soluzione delle vie giudiziarie”.

In sala c’è chi rumoreggia per non essere stato informato in tempo ed avrebbe voluto un’azione informativa più puntuale da parte del Comune. “Lo abbiamo saputo quando abbiamo visto i tecnici Snam che facevano sondaggi sui nostri terreni”. La critica più forte è sulla variante al progetto iniziale. “Il primo tracciato non infastidiva nessuno, toccava appena una proprietà rimanendo a debita distanza dall’abitazione. E’ stato poi cambiato e tocca svariate proprietà private, passando in mezzo a due fabbricati”. Un cambio che, a quanto risulta agli uffici comunali, è stato adottato in variante al progetto preliminare, una volta preso atto di osservazioni formulate da alcuni privati.

C’è chi teme per un piano di recupero su un terreno di proprietà che non potrà mai attuarsi, chi è preoccupato per la svalutazione dei propri terreni e chi avanza timori per la salute. “Il metanodotto passerà a 20 metri dalla camera del mio bambino di 2 anni. Sappiamo che la sicurezza totale non esiste, ma si può fare di più per garantire una maggiore tranquillità alle famiglie, aumentando la distanza del metanodotto dalle abitazioni. Non dimentichiamo l’esplosione avvenuta pochi anni fa in Abruzzo”. Partecipano anche i capigruppo di Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia, Moira Vallati e Giorgio Marcotulli, che si chiedono se “siano stati debitamente informati tutti i proprietari di terreni che saranno interessati dal passaggio del metanodotto”.

La conclusione al vicesindaco Stacchietti: “Non possiamo promettere che accoglieranno la nostra richiesta, ma prendiamo l’impegno a rappresentare alla Snam le criticità del nuovo tracciato ed a chiedere che venga rivisto il percorso del metanodotto”.

 

 


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