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Acquisto del Gigli, Pasquali replica agli attacchi: “Metterlo in relazione alle difficoltà della attuale crisi dimostra l’intento demagogico”

PORTO SANT'ELPIDIO - "L’acquisto del Gigli deve essere inteso come un investimento che va ad arricchire il patrimonio pubblico cittadino e, secondariamente, un’opportunità che consente di scegliere tutte le future funzioni degli spazi di quell’immobile"
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“Chi esordisce con l’immoralità dell’operazione Gigli o parla di esproprio fa solo demagogia e non ha memoria”. Arriva la presa di posizione della capogruppo del Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio Annalinda Pasquali in merito al completo acquisto dello stabile da parte del Comune.

“Innanzi tutto – spiega la Pasquali –   l’acquisto del Gigli deve essere inteso come un investimento che va ad arricchire il patrimonio pubblico cittadino e, secondariamente, un’opportunità che consente di scegliere tutte le future funzioni degli spazi di quell’immobile e, quindi, di agire sul ruolo che quell’edificio avrà per la piazza e tutta la città. La piazza con l’ex cineteatro, dopo la riqualificazione, sono divenuti il cuore della città e un punto di partenza e di arrivo delle due rinnovate vie Cesare Battisti e Principe Umberto e l’ex Gigli deve far parte del “Piano per il centro” di cui c’è bisogno e che cittadini e commercianti chiedono. Solo la gestione di tutto l’edificio potrà dare una risposta certa ed efficace a questo bisogno. Per questi motivi l’acquisto dell’ex Gigli è un investimento a medio-lungo periodo utile per il futuro della città. L’ex cineteatro ristrutturato, in piazza, col suo vincolo architettonico ha un valore intrinseco, vale a dire non mutevole a seconda di una serie di eventi come la pandemia e non si possono confondere le spese d’investimento per l’ex Gigli con le spese di parte corrente. L’ex Gigli si finanzierà con spese di parte capitale o con la contrazione di mutui. La pandemia si affronta con le spese di parte corrente, come abbiamo fatto coi recenti bandi a favore delle imprese (artigiani, esercizi pubblici e commercio) costrette a chiudere a seguito di contagio, oppure con l’ultimo bando per la concessione di contributi a fondo perduto a sostegno delle attività commerciali al dettaglio, di ristorazione, artigianali, degli acconciatori, dei barbieri, delle estetiste, delle agenzie per il turismo ecc… Risorse e bandi che continueremo a pubblicare nell’immediato futuro, senza dimenticarci dei bisogni sociali. Non esiste neppure il problema della competitività tra le future attività che potranno essere presenti nella parte commerciale del Gigli e quelle esistenti in piazza perché tutti i commercianti della città potranno fare richiesta di quegli spazi, quindi anche i commercianti che attualmente hanno le loro attività in piazza. Le proposte commerciali saranno valutate a tempo debito quando il comune ne deterrà la proprietà”.

Annalinda Pasquali aggiunge: “Per tutti questi motivi mettere in relazione l’acquisto del Gigli con le difficoltà derivanti dalla attuale crisi dimostra chiaramente l’intento demagogico dei capigruppo Marcotulli e Vallati. Riguardo la scarsa trasparenza di cui è accusata l’amministrazione preciso che l’accordo deve ancora essere definito e prima di questo ci saranno occasioni per discuterne tutti, la prima sarà nella competente Commissione consiliare, quindi non è vero che “l’operazione Gigli” avviene all’oscuro delle opposizioni e della città. Sulla questione dell’esproprio desidero ricordare quanto è accaduto in passato: con il campo da calcio “Belletti” siamo dovuti comparire davanti a un giudice per definire il valore finale dell’esproprio poiché l’espropriato non aveva sottoscritto un accordo bonario; per via Martiri delle Foibe ancora non riusciamo ad entrare in possesso della terra. Le procedure di un esproprio non sono sempre “snelle”, lineari e veloci. Ma non sono stati solo i tempi e il desiderio di evitare ricorsi giuridici a non far scegliere la via dell’esproprio. Nel caso specifico dell’ex cineteatro si poteva percorrere tale strada se la proprietà fosse stata inadempiente rispetto ai contenuti del piano di recupero o se quest’ultimo avesse individuato l’immobile come contenitore di un’opera pubblica specifica e quindi con vincolo preordinato all’esproprio. L’ex Gigli ha una destinazione in parte commerciale e in parte per attrezzature culturali, sociali e assistenziali. Infine, l’opposizione si era schierata contro pure riguardo il rinnovamento di via cesare Battisti, e con toni molto forti, per poi constatare, a posteriori, che quell’investimento ha consentito lo sviluppo di attività e il rilancio del centro. Completiamo la riqualificazione, gestiamo l’attribuzione di funzioni all’ex cineteatro e guardiamo positivamente al futuro della nostra città”.


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