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Imprese, il sistema Marche regge l’urto
del 2020: nel Fermano miglior
performance ristorazione e immobiliare

ECONOMIA - Il presidente della Camera di Commercio: "Segno meno per la variazione degli altri territori ma comunque in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno prima per Fermo al -0,45%"
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Gino Sabatini

“Anno 2020, il sistema ha sostanzialmente tenuto e ci sono quasi 7mila nuove imprese. Anche a Fermo miglior performance è quella di ristorazione e immobiliare. Bonus economy e cassa integrazione puntellano i flussi di impresa e a gennaio 2021 si riducono anche le cancellazioni”. E’ il commento del presidente della Camera di Commercio delle Marche ,Gino Sabatini, ai dati economici sulla consistenza imprenditoriale al 31 gennaio 2021 i quali mostrano come il 2020 sia stato un anno non solo di tenuta ma di lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti. “Nonostante la gravità della situazione gli ultimi dati mostrano che c’è ancora voglia di fare impresa e va sostenuta in tutti i modi”.

“Nonostante l’incidenza sull’economia dell’emergenza epidemiologica, che ha tra i suoi portati più dannosi il crollo della domanda internazionale , della circolazione di beni e persone, ed l’eccesso di indebitamento, il sistema Marche finora ha sostanzialmente tenuto: è la conferma che gli imprenditori marchigiani non hanno perso la voglia di lottare contro la crisi. Al tempo stesso, è un segnale importante soprattutto se lo si analizza in prospettiva: le nuove aziende nascono con la consapevolezza di dover mettere in campo nuovi prodotti, nuovi servizi per nuovi mercati, quindi già orientate al cambiamento. Le altre, quelle che hanno tenuto, hanno oggi la piena consapevolezza che non basterà più solo essere resilienti: un cambiamento prima di tutto culturale che come Camera Marche, in collaborazione con la Regione Marche, intendiamo stimolare e accompagnare con la massima concretezza. Tutto questo in una situazione che resta durissima per la perdita di vite umane in primo luogo, quindi di posti e opportunità di lavoro. Dramma che ha colpito molte famiglie e interi comparti produttivi in un frangente di grave preoccupazione per la salute e fragilità psicologica ed emotiva accentuata in molto casi anche dall’isolamento e dalla protratta mancanza di socialità. La fotografia al 31 gennaio 2021, mese in cui si completa la denuncia delle cessazioni di attività di dicembre, è chiara: le imprese attive in Italia (al netto di quelle in scioglimento o liquidazione, con procedura concorsuale aperta fallimento, sospese e inattive) , ovvero quelle effettivamente operanti sul mercato, sono 5.130.294 per una variazione rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente di +0,5%. Anche le Marche vedono ridurre il segno negativo della variazione anno su anno che si è assottigliata progressivamente dal massimo del -1,5% di marzo 2020 al’attuale -0,4%, . Il dato allinea la performance della nostra regione a quella del Veneto, cui ci accomuna storicamente una vocazione manifatturiera e organizzazione in distretti. Con riguardo alle province marchigiane la performance migliore è quella di Ascoli Piceno che vede addirittura una crescita, del +0,65% ; segno meno per la variazione degli altri territori comunque in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno prima: Ancona -1,01%, Fermo -0,45%, Macerata -0,69%, Pesaro Urbino -0,12%. I flussi diminuiscono, gli interventi nazionali e la cassa integrazione hanno sicuramente fermato potenziale emorragia di imprese; anche Camera Marche ha fatto la sua parte prevedendo nell’anno che poteva essere ancora più orribile, significativi investimenti per attrezzare le imprese marchigiane alla presenza sui mercati digitali e per il sostegno al credito. Non si tratta solo di una forma di sopravvivenza in bilico: nonostante la sensibile riduzione del flusso delle iscrizioni, pari al 24%, quasi 7000 iscritte nel 2020 e le 876 in questo primo scorcio d’anno stanno credendo nella possibilità di ripresa e sviluppo. Nelle Marche tra i settori col segno positivo più incisivo ci sono le attività di alloggio e ristorazione (9.847 in tutto, 135 in più, per una variazione anno su anno pari a +1,4%) e le attività immobiliari (con 7.303 imprese, 148 in più e una variazione corrispondente al +2,1%)”.


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