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Confindustria, Violoni: “Non solo A14 ma anche Mezzina e Lungotenna, così ripartiamo”

COLLEGAMENTI - Il presidente di Ance Fermo, Stefano Violoni, si rivolge al presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli: “Ci sono strade più efficaci e di più rapida realizzazione"
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“Infrastrutture non significa solo A14”. Il presidente di Ance Fermo, Stefano Violoni, si rivolge al presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli: “Ci sono strade più efficaci e di più rapida realizzazione. L’incontro del presidente Francesco Acquaroli a Roma con i vertici dell’Anas per parlare della Mezzina è un bel segnale. Una strada fondamentale per il territorio fermano e piceno”. Così come lo è, per il presidente degli edili, la Lungotenna. “Due strade che da tempo sono inserite nei piani urbanistici locali e che cambierebbero in maniera positiva la circolazione. Un’illusione? Speriamo di no, il pressing delle realtà produttive è continuo, poi c’è sempre la politica che decide”.
Violoni non ha dubbi: “La Mezzina sarebbe la vera alternativa all’allargamento della terza corsia. Il fatto che il tratto da Porto Sant’Elpidio a Giulianova non sia all’interno del piano finanziario, non può farci ben sperare. Purtroppo le promesse della ministra Paola De Micheli sono una costante. Anche a livello di Ance nazionale, quando ha preso parte alle riunioni ha avuto più parole che fatti”.
Chiaro che oggi, con i miliardi del Recovery Fund in arrivo, livello regionale e nazionale si intrecciano. “Ma è nel piano locale che non si può sbagliare. Il nuovo ospedale di Campiglione per essere davvero efficiente deve diventare raggiungibile da Valdaso e Val Menocchia. E quindi, ecco la Mezzina come unica alternativa alle attuali provinciali, a cui mancano le risorse per una manutenzione continua, e alla Statale”.
Per quanto riguarda la Lungotenna, il progetto del presidente dell’Ance è semplice: “La Lungotenna è già finanziata nel suo tratto iniziale dal mare, ma andrebbe allungata fino ad Amandola. Diventerebbe così l’agognata mare-monti che per il nostro territorio è irrinunciabile. Aggiungiamo che ci sarebbero già dieci milioni stanziati per il tratto verso monte dopo Servigliano. Sommando questi due tratti, con alcuni bypass in zone cardine della Faleriense, si creerebbe un collegamento fondamentale e fattibile”.
Alzando lo sguardo, inevitabile parlare dell’Aeroporto delle Marche. “Lo chiamiamo così, ma solo Ancona e Pesaro riescono a raggiungerlo in un tempo degno. E per questo le due province del sud preferiscono usare Pescara. Il presidente Acquaroli ha come priorità il collegamento di porto e aeroporto: siamo favorevoli, perché lo sviluppo non è solo nelle strade che ci toccano da vicino. E questo riguarda anche la ferrovia, che nelle Marche non sa cosa significhi alta velocità”.
L’ultima speranza è a livello di lavoro: “Potemmo parlare a lungo della vergogna della decontribuzione del 30% negata alle Marche e in particolar modo alle sue aree di crisi complessa. Vedremo se il nuovo governo Draghi modificherà una norma che crea un dumping locale pesantissimo, che si aggiunge all’assenza di investimenti infrastrutturali ormai decennale. Quello che invece mi auguro – conclude Stefano Violoni – è che la Regione Marche, negli appalti che avrà in gestione a livello di infrastrutture ed edilizia, riesca a far lavorare imprese locali. Se i lavori saranno frazionati in più lotti, senza violare il codice degli appalti, si renderanno più appetibili per chi ha sede e maestranze sul territorio”.


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