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Ricorso contro la Giunta Acquaroli
sulla parità di genere:
a giugno seconda udienza al Tar

MARCHE - Intervista a Paola Petrucci, consigliera regionale di parità, che ha presentato il ricorso insieme a decine di donne e uomini: "I tempi sono lunghi, ma non demordiamo"
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di Andrea Braconi

Una Giunta, quella guidata da Franceso Acquaroli, che non risponde a criteri equi e democratici. La considerazione di Paola Petrucci, consigliera regionale di parità, è uno degli elementi cardine del ricorso al Tar per il mancato rispetto della parità di genere. “Quando si vocifera della composizione della Giunta – ricorda – come consigliera di parità regionale ho mandato un avviso di diffida a Acquaroli, che non ha avuto risposta. In quel documento lo avvisavo che andava rispettato l’equilibrio di genere, altrimenti si sarebbe profilata una discriminazione collettiva indiretta, quindi come pubblico ufficiale sarei stata tenuta ad intervenire”.

Una Giunta che di lì a qualche giorno avrebbe preso forma, con 6 assessori di cui una soltanto donna, l’ex deputata della Lega Giorgia Latini.

Ma cosa mostra la giurisprudenza in questo ambito?

“Per quanto riguarda le Giunte comunali, la legge nazionale ha imposto almeno un 40% del genere meno rappresentato. Per le Giunte regionali, siccome c’è l’autonomia, la legge parla di equilibrio di genere ma i riferimenti sono gli Statuti regionali. Ce ne sono alcuni dove è scritto chiaramente che deve esserci l’equilibrio, quindi 50 e 50, mentre quello della Regione Marche da questo punto di vista non è chiarissimo, parla di equilibrio ed impegno, ma non dice chiaramente che devono essere metà e metà. Però ci sono state sentenze della Corte Costituzionale, ad esempio contro le Regioni Campania e Lombardia, con ricorsi vinti. Nel primo caso era più palese ciò che era scritto nello Statuto regionale, nel secondo era una situazione simile alla nostra. Inoltre, dal luglio 2018 è pendente al Tar del Molise il ricorso contro la Giunta del Molise, composta da soli uomini, così come è stato fatto ricorso contro la Giunta siciliana, pur essendo a Statuto speciale, che si trova nella stessa situazione. C’è anche stato un pronunciamento del 2012 del Consiglio di Stato che dice che la discrezionalità del presidente è comunque subordinata sia allo Statuto, che soprattutto alla Costituzione italiana, con riferimento all’articolo 51 sulla rappresentanza paritaria.”

Quindi, le sentenze dicono che una sola donna in Giunta non è condizione sufficiente per il rispetto della norma.

“Acquaroli ha ignorato l’avviso, anche se avevo scritto che da consigliera regionale ho la facoltà di fare un percorso transattivo. Avremmo potuto metterci d’accordo, senza andare in causa, invece sono stata costretta a fare ricorso.”

Ricorso che è stato depositato il 20 dicembre.

“Entro 3 mesi andavano impugnati i due decreti di nomina della Giunta e dell’assegnazione delle deleghe. Come consigliera di parità sono scaduta a primavera, ma per legge abbiamo l’obbligo della prorogatio essendo pubblici ufficiali: finché non viene nominata dal Ministero la sostituta dobbiamo esserci, quindi ho tutti i diritti ad intervenire. Il ricorso è stato firmato da 62 persone, tra le quali l’ex assessore Manuela Bora, due assessore di Pesaro, l’ex presidente regionale Vito D’Ambrosio, varie realtà marchigiane, tante donne e tanti uomini, questi ultimi circa il 60% del totale.”

Un dato, quest’ultimo, di grande rilevanza.

“Il concetto di equilibrio di genere o di democrazia paritaria, che rappresenti realmente quella che è la società, è un vantaggio non solo per le donne ma per tutti, consentendo politiche migliori sia per le donne che per gli uomini. Nel caso di discriminazioni di questo tipo, sono portatori di interesse anche gli uomini, che da una Giunta equilibrata traggono dei vantaggi.”

E arriviamo alla prima udienza.

“Ancora non ho letto la documentazione, ma avevamo chiesto anche la sospensiva, pur sapendo che non ce l’avrebbero data. Il Tar, nel motivare questa decisione, l’ha però motivata con il fatto che siamo in pandemia e in questo momento non sarebbe saggio bloccare una Giunta. Hanno fissato in fretta la prossima udienza, che sarà a fine giugno, per andare subito nel merito. In quella sede analizzeranno sì lo Statuto, ma anche tutta la giurisprudenza esistente. Tra l’altro a fine febbraio ci sarà anche la prima udienza in Sicilia e quindi sapremo come si orienterà il Tar siciliano. Magari da qui a giugno in Molise la situazione si sbloccherà e avremo più materiale per poter controbattere. I tempi sono lunghi, ma non demordiamo.”


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