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La battaglia dei manifesti,
il Pd sull’ex Gigli: “Con Fratelli d’Italia
sarebbe ancora un rudere, No grazie”

PORTO SANT'ELPIDIO - Dopo l'affissione di FdI, la replica del Pd, con Marcotulli che protesta:"Manifesto falso e diffamatorio, non riescono a giustificare lo sperpero di soldi"
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manifesto ex gigli

E’ una battaglia a colpi di affissioni quella sull’ex cineteatro Gigli. Stamattina a Porto Sant’Elpidio, dopo il manifesto di Fratelli d’Italia che denunciava lo sperpero di denaro pubblico per l’acquisto da poco meno di 3 milioni di euro della struttura che l’Amministrazione comunale ha intenzione di portare a termine, è comparsa la risposta del Pd. Nel manifesto campeggia un’immagine del vecchio Gigli, prima dei lavori di restauro dell’edificio e della riqualificazione di Piazza Garibaldi. “Ecco come sarebbe il Gigli con Fratelli d’Italia alla guida della città… No grazie!” la scritta che campeggia, accompagnato dal simbolo del Partito democratico.

Il clima insomma si fa incandescente, alla vigilia di una commissione consiliare convocata per giovedì pomeriggio proprio sulla scelta, che la maggioranza intende portare avanti, di definire l’acquisto dell’intero edificio e realizzarvi la nuova biblioteca comunale ed un polo culturale per i giovani.

L’affissione sta scatenando numerose reazioni in una città spaccata sull’argomento. Di certo il contromanifesto non è piaciuto agli esponenti di Fratelli d’Italia, che minacciano denunce. “Appena vista l’affissione – fa sapere il capogruppo di FdI Giorgio Marcotulli, ho inviato una pec per richiederne la rimozione e per conoscere il committente di quel manifesto. Ci riserviamo di interessare un legale, perchè la battaglia politica è una cosa, la falsità e la diffamazione sono altro. Sostenere che con Fratelli d’Italia l’ex Gigli sarebbe ancora nelle condizioni in cui si trovava prima del restauro è un falso storico, dato che nel 2018, quando si è votato per le elezioni amministrative, era già in fase avanzata la ristrutturazione. E’ ovvio, quindi, che se avessimo vinto non si sarebbe mai potuti tornare tornati alle condizioni in cui si trovava l’edificio negli anni precedenti. Inoltre non abbiamo mai detto che avremmo voluto lasciare l’immobile abbandonato a se stesso, ma sicuramente avremmo lavorato per concludere una trattativa più equa e vantaggiosa per il pubblico. Evidentemente, quando non si è in grado di giustificare una spesa spropositata, non restano altro che le illazioni”.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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