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“Sembra una programmazione a vista”,
Vallasciani (Pd) fa le pulci al Dup

FERMO - Le critiche del capogruppo dem in consiglio comunale sul documento unico di programmazione
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Sandro Vallasciani

“Nella gestione contabile degli enti locali, risulta centrale l’attendibilità della programmazione, funzione questa indispensabile per rispondere alle esigenze di celerità, certezza, efficienza, efficacia dell’azione amministrativa, rendendo disponibili le risorse finanziarie in tempi certi, con evidente assunzione di responsabilità dell’amministrazione nel versante della buona gestione economica”. E quanto riporta in una nota il capogruppo Pd, Sandro Vallasciani. 

“ll Documento Unico di Programmazione costituisce il volano e il raccordo tra obiettivi di mandato e i documenti contabili posti dal bilancio di previsione finanziaria e dal piano esecutivo di gestione, con l’evidente volontà di costruire un sistema gestionale costantemente aggiornato in funzione delle decisioni adottate e degli effetti conseguiti. Il Dup contiene due componenti dell’azione amministrativa: una collegata alla fase della programmazione di mandato, l’altra che guida la stesura dei documenti contabili (bilancio di previsione e piano economico di gestione), rapportandosi in un principio di continuità sulle scelte decisionali e sui precipitati risultati in termini possibilmente reali, evitando di programmare obiettivi non attendibili.

Rispetto a tali principi il documento presentato risulta assai distante, in quanto il clima di incertezza che stiamo affrontando è tale che proprio in relazione si evidenzia  che “Non sussistendo, comunque, allo stato attuale alcun dato numerico relativo alle effettive distribuzioni ai Comuni del Fondo di Solidarietà comunale, nel bilancio 2021/2023 sono state mantenute le previsioni 2020, riservandoci di procedere a variazioni di bilancio nel momento in cui verranno stabilite le assegnazioni del Fondo”.

Incertezza che accompagna l’andamento finanziario delle società partecipate ove si dice, “per quanto riguarda le risorse derivanti dalla destinazione di utili da parte delle società partecipate, nel Bilancio 2021/2013 non sono stati previsti utili da partecipate, non sussistendo al momento informazioni in merito a tale posta”.  Ricordiamo che, se il bilancio dell’ente nel 2016 ha giovato di ben 1.500.00 euro proveniente dagli utili delle partecipate, detta risorsa si è ridotta a soli 300.000 euro nel 2020 e a zero nel 2021. Non è chiaro inoltre se si potranno utilizzare sia per spese correnti che investimento risorse derivanti dagli oneri  di urbanizzazione che in questo documento sono scomparsi. L’anno 2021, registra  un calo significativo delle entrate correnti, circa – 200.000 euro per le entrate tributarie, altri – 200.000 euro per quelle extra tributarie e circa – 5.000.000 euro per quelle derivanti da contributi e trasferimenti correnti, cosa questa che non mancherà di incidere negativamente sui programmi che si vogliono avviare nel corrente esercizio.

Le difficoltà operative legate all’incertezza finanziaria in cui opererà saranno inoltre accentuate dal ricorso alla accensione di nuovi mutui per circa euro 3.764.678, pari al doppio della spesa contratta nell’anno precedente. Il quadro generale delle entrate di previsione, se confrontato con quello dell’anno precedente, registra un calo complessivo di oltre 9,5 milioni di euro che fa segnare la fine dei conferimenti straordinari dello stato a fronte dell’emergenza sanitaria affrontata nell’anno 2020, ragione per la quale si resta in attesa di capire se per il 2021 l’ente potrà contare ancora su ulteriori risorse straordinarie messe a disposizione dal governo. Nonostante la ristrettezza economica e la mancanza di risorse aggiuntive si continua ad investire nella riqualificazione degli impianti sportivi con l’indebitamento per l’accensione di mutui per circa 950.000 spesa questa che, visto il clima si poteva decisamente spostare al 2022. La manutenzione dei centri sportivi pesa sul bilancio per 700.000 a fronte dei quali entrano per tale servizio solo 19% della spesa, così come per i trasporti scolastici che incidono per 800.000 euro, le entrate per tale servizio coprono solo l’11% del totale.  Per quanto concerne gli investimenti nel campo delle opere pubbliche, si ipotizza un piano di intervento di oltre 50 milioni di euro nel triennio 2021-23, di cui poco meno della metà circa 21 milioni nel solo 2021 cosa direi poco credibile ed improbabile, sarebbe credo giunto il tempo di fare piani di investimento coerenti con le risorse effettivamente disponibili.  Il finanziamento nel triennio di opere fondamentali con i presunti proventi delle alienazioni è pura fantasia, in quanto è ben nota la crisi del mercato immobiliari e la scarsa propensione del mercato ad acquistare i beni comunali messi in vendita. Sono assai contrario alla realizzazione di uno studentato presso la ex Casina delle Rose, che vede un mutuo da contrarre per 2 milioni di euro, perché riteniamo che l’edificio debba mantenere la sua vocazione ricettiva e che quindi a fronte dell’investimento previsto per la sua ristrutturazione si preveda invece poi concedere in gestione ad organizzazioni alberghiere la struttura rifunzionalizzata con recupero delle somme spese per tramite di un canone di locazione o gestione. Altra cifra poco attendibile è quella di finanziare diverse opere pubbliche, per oltre 2,7 milioni di euro con contributi da parte di privati? ma quando mai è accaduto? Anche sulle partecipate il Dup non si esprime chiaramente. Nessun ragionamento sulla  opportunità o meno di alcune scelte aziendali come ad esempio quella della realizzazione del biodigestore da parte di Asite, quando proprio in questi giorni dilaga la polemica sulla realizzazione di un impianto analogo a Force, e di quanto ormai sia tardiva l’iniziativa visto il proliferare di questi impianti in tutte le marche. Anche su futuro della Solgas non vi è alcun pronunciamento sul fatto se si manterrà l’attuale assetto societario, ovvero si fonderà con la San Giorgio energie oppure si cederà la propria quota al mercato. Un ultima chiosa sulla mancanza di programmazione nel Dup in esame è data da l’assenza di strategie sul riassetto degli uffici ed in particolare sulla dirigenza, nonostante 2 dirigenti sono in pensione, un altro lo sarà a breve, uno da mesi in attesa di rientro, un altro probabilmente in partenza per altro ente, ed un altro ancora a scavalco con altro comune. In pratica da un lato è in atto una fase di dismissione dei dirigenti e dall’altro si chiede l’approvazione di un DUP con programmi di particolare entità e rilevanza per i quali mancheranno le figure a cui demandare la sua attuazione. Più che il Dup questo sembra un Dupav, Documento Unico di Programmazione A Vista”.


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