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LETTERE AL DIRETTORE
“Amandola ha bisogno di medici di base stabilmente presenti”

AMANDOLA - "Ritengo che un cittadino, anche se residente in aree interne, debba avere assicurato il servizio di un medico “di fiducia” e “di libera scelta” stabilmente presente (e perciò non occasionalmente presente) che assicuri la continuità nell’assistenza"
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di Orfeo Cruciani

Mio malgrado mi debbo occupare di nuovo del disagio che vivono gli amandolesi a causa del pensionamento dei medici di base, per fare delle osservazioni su quanto scritto su Cronache Fermane dal Direttore dell’AV4 Dott. Livini il 01.03.2021, constatato anche il silenzio assordante di altri soggetti deputati più di me a farlo. Mi auguro che alla mia azione ed a quella del Sindaco si aggiungano i sindacati e le associazioni dei consumatori.

Prendo atto della sua buona volontà e dei suoi sforzi, ma oltre alle buone intenzioni ci vogliono soluzioni immediate, definitive e credibili. Non credo alle soluzioni tampone e provvisorie perché purtroppo nel nostro paese non ci sono mai soluzioni più stabili e definitive di quelle provvisorie. Il diritto alla salute per i cittadini delle zone montane è un diritto reale, così come sancito dall’art. 32 della costituzione, o è un diritto dimezzato garantito solo se ci sono medici disponibili? Non mi risulta che i residenti nelle aree montane abbiano particolari sconti ed agevolazioni quando si apprestano a pagare ciò che è dovuto per il Servizio Sanitario Nazionale.

Si afferma anche che il servizio viene garantito comunque dalla medicina di gruppo. Non si comprende bene però di quale gruppo si parli, considerato che non ci sono più medici presenti tutti i giorni che formano il gruppo. E se ci fosse veramente il gruppo sarebbe opportuno che funzionasse molto meglio che nel passato, come in altre realtà della provincia di Fermo, dove per richiedere ed ottenere le impegnative per farmaci di uso ricorrente e continuato non si deve fare la coda come in genere avviene in caso di necessità di visita medica.

Sono certo che, pur avendolo scritto, neppure il Direttore Livini è convinto che l’apertura di un secondo ambulatorio in Amandola da parte di altri medici (magari per una o due ore alla settimana, come peraltro già succede) possa sopperire al servizio prestato da due medici che erano presenti tutti i giorni come facevano Siliquini e Fiori. Il frazionamento del portafoglio degli assistiti comporta necessariamente un decadimento della qualità e della quantità del servizio ed esclude per sempre la possibilità per Amandola di avere medici presenti tutti i giorni perché nessuno sarà interessato ad aprire un ambulatorio in modo stabile e continuativo per piccole quote di assistiti che si libereranno di volta in volta.

Ritengo che un cittadino, anche se residente in aree interne, debba avere assicurato il servizio di un medico “di fiducia” e “di libera scelta” stabilmente presente (e perciò non occasionalmente presente) che assicuri la continuità nell’assistenza che è aspetto essenziale per la tutela della salute. Non vedo giusta la costrizione, per gli amandolesi, di scegliere medici con ambulatori fuori dal territorio comunale.

 

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