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Il Pd all’attacco: ”La giunta regionale
nega un consiglio straordinario
aperto sull’emergenza sanitaria”

REGIONE - Rinviata al 16 marzo Ia convocazione prevista in un primo momento per martedì 9. I consiglieri del Partito Democratico nell'assise marchigiana. "In questa drammatica situazione il governatore Acquaroli svia dal confronto sulle scelte fatte nel merito della pandemia in corso"
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Il gruppo del Partito Democratico nell’assemblea legislativa delle Marche

“Il centrodestra di Acquaroli ci ripensa e dice no alla proposta di convocare un consiglio regionale straordinario sull’emergenza sanitaria avanzata da noi del Partito Democratico. Martedì sembrava che fosse stato raggiunto l’accordo tra i capigruppo di maggioranza e opposizione, invece ieri la clamorosa retromarcia, con la comunicazione data a tutti i gruppi consiliari dal presidente dell’assemblea legislativa delle Marche, Dino Latini, circa il rinvio della discussione alla seduta ordinaria del prossimo 16 marzo, anziché nella data del 9 come richiesto da noi Dem. Il motivo? La giunta regionale per quella data non sarebbe stata pronta”.

Inizia così la nota diramata dai consiglieri regionali del Pd presenti tra i banchi del consiglio regionale delle Marche, per un aspetto commentato da ogni singolo elemento, a partire dal capogruppo in assise, Maurizio Mangialardi.

“Ancora una volta il presidente Acquaroli scappa dalle sue responsabilità. La nostra iniziativa mirava a creare un momento di confronto che ritenevamo necessario e assolutamente non strumentale. Tanto è vero che avevamo avuto non solo la piena e immediata disponibilità del presidente Latini, ma anche di tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, evidentemente consapevoli della necessità di porre un argine all’atteggiamento autoreferenziale della giunta – commenta dunque Mangialardi -. Se oggi siamo in questa situazione, lo dobbiamo al fatto che non si sono presi provvedimenti adeguati quando è comparsa nella provincia di Ancona la cosiddetta variante inglese. Lì, una giunta capace, avrebbe aperto gli occhi, avviando un monitoraggio mirato e puntale per tracciare il virus e fermarlo, anziché ricorrere a una perimetrazione del territorio che ha favorito la circolazione del virus. Invece si è proseguito con lo screening di massa che non ha fatto altro che stressare il sistema, nonostante l’eccellente lavoro svolto dal personale medico e infermieristico e dell’intera struttura sanitaria, che ringrazio. Dunque, capiamo le ragioni del presidente Acquaroli, sempre sorpreso al punto di non essere in grado di mettere a disposizione dell’opinione pubblica neppure i dati della pandemia. Ma in una Regione come le Marche, rifiutare il confronto non è uno sgarbo a noi, ma alle marchigiane e ai marchigiani”.

“Da mesi avanziamo proposte per contrastare la pandemia – dice la vice capogruppo Anna Casini – chiedendo semplicemente di applicare le circolari ministeriali. Trovo molto grave il modo di cui la giunta continua a dare dimostrazione, ma anche la mancanza di trasparenza che caratterizza la sua azione. Abbiamo un sistema sanitario al collasso che regge soltanto grazie al tanto criticato Covid Hospital di Civitanova, mentre l’indispensabile accordo con i medici di base per la campagna vaccinale è stato raggiunto con 15 giorni di ritardo. In un’emergenza come questa la giunta dovrebbe rispondere con prontezza e puntualità, invece i cittadini della nostra regione non conoscono neppure le strategie messe in campo. È evidente che l’assessore Saltamartini non è in grado di gestire questa fase”.

“Aver negato il consiglio straordinario – sottolinea la consigliera Micaela Vitri – fa perdere altro tempo prezioso. Già il 9 marzo avremmo potuto discutere alcune concrete azioni che abbiamo presentato in una apposita mozione, rivolte in particolare a mettere in sicurezza quei soggetti più fragili che la giunta regionale ha dimenticato: dai disabili con i loro caregiver al personale scolastico con età superiore ai 65 anni, dagli assistenti scolastici tipo madrelingua e i tecnici agli studenti universitari di medicina tirocinanti. Rimandare anche soltanto di una settimana la trattazione di questo problema significa rimandarne anche un’auspicabile soluzione”.

“Nelle Marche – spiega Antonio Mastrovincenzo – solo oggi si sono registrati mille nuovi contagi. Un dato impressionante, che fotografa bene come la situazione sia ormai fuori controllo, aggravata dai ritardi della campagna di vaccinazione che relegano la nostra regione agli ultimi posti a livello nazionale. Aver respinto la nostra richiesta di un consiglio straordinario per conoscere quale fosse la strategia della giunta regionale e per avanzare le nostre proposte è un fatto molto grave, oltre che irregolare, e dimostra per l’ennesima volta l’arroganza e l’incapacità di questa Amministrazione di destra”.

“Il presidente Acquaroli – aggiunge il consigliere Romano Carancini – dovrebbe adoperarsi per garantire la partecipazione e la discussione politica. Dall’inizio del suo mandato, non si è ancora degnato di comunicare con i cittadini, alimentando confusione e incertezza, anche con i suoi continui proclami e le altalenanti critiche al governo. Acquaroli decida cosa vuol fare: il presidente della Regione Marche o il tribuno della Meloni? E l’assessore Saltamartini la smetta di dire che i vaccini non ci sono, perché sono oltre 40 mila quelli che giacciono inutilizzati nei frigoriferi della regione”.

“Il presidente Acquaroli – conclude Manuela Bora – ha più volte chiesto la nostra collaborazione, salvo poi negarla facendo bocciare in consiglio tutte le nostre proposte. Ora, in questa situazione così drammatica, nega addirittura la convocazione di un consiglio straordinario. Forse perché non possiedono i dati necessari a costruire l’azione di governo, o forse perché li hanno, ma temono di renderli pubblici”.


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