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«Obiettori fuori da ospedali e consultori»
Continua la protesta delle donne,
flashmob all’ingresso del Murri

FERMO - Una sanità pubblica e gratuita come diritto universale alla salute e alla cura è l'obiettivo primario della Rete femminista marchigiana
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di Andrea Braconi

Ospedale Murri protagonista di un flashmob per ricordare i diritti negati delle donne e chiedere la piena applicazione della legge 194. L’iniziativa si è svolta nel pomeriggio, all’esterno del nosocomio fermano, a poche ore dalle celebrazioni dell’8 marzo. Un modo simbolico, fanno sapere le organizzatrici, per continuare la protesta contro le recenti dichiarazioni degli assessori Saltamartini e Latini sui consultori, sulla RU486 e sui centri antiviolenza.

Lo scorso 6 febbraio la Rete delle donne marchigiane, denominata Moltopiùdi194, era scesa in piazza ad Ancona, insieme ad altri movimenti politici, contro la decisione della Giunta Acquaroli di non recepire le linee di indirizzo del Ministro della Sanità, che aveva espresso parere favorevole alla somministrazione della pillola RU486 nei consultori pubblici. “Le ultime esternazioni della Giunta Acquaroli e la presentazione della proposta di legge solo a sostegno delle famiglie naturali, in cui si afferma l’esistenza di un’unica tipologia di famiglia, con un’impostazione anacronistica e retrograda, confermano come il governo della Regione sia in mano a maestri del patriarcato che sono legati all’organizzazione generale di una società fatta di violenza e oppressione contro le donne e soggettività libere”.

Una sanità pubblica e gratuita come diritto universale alla salute e alla cura è invece l’obiettivo primario della Rete. “Vogliamo l’accesso ai servizi (vedi consultori) che garantiscano un percorso di accompagnamento, di assistenza, cura della salute sessuale e riproduttiva per tutte le donne e alle libere soggettività, nel rispetto dell’art. 15 della legge 194/78 e delle nuove linee di indirizzo del Ministero della Sanità. Vogliamo gli obiettori fuori dagli ospedali e dai consultori. Vogliamo la contraccezione gratuita, per garantire diritti e salute riproduttiva delle donne, e allo stesso tempo combattere le disgregazioni e le discriminazioni sociali economiche e geografiche a cui le donne sempre sono soggette”.

Inoltre, il movimento femminista chiede che l’educazione all’affettività e alla diversità vengano inserite nei programmi scolastici di ogni ordine e grado della scuola pubblica. “Chiediamo inoltre la formazione di tutte le professioni sanitarie per la corretta applicazione della legge 194 e per la corretta somministrazione della pillola RU486 e del secondo farmaco (misoprotolo). Chiediamo che i centri antiviolenza siano previsti ogni 40.000 abitanti. Chiediamo un salario minimo europeo e reddito di autodeterminazione, welfare universale e non familistico, diritto alla salute e all’autodeterminazione”.


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