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Prelievo multiorgano al Murri
Livini: “In un’epoca così difficile
il dono è un faro di speranza”

FERMO - Il prelievo si è concluso questa mattina alle prime luci del giorno. Il direttore Av4: "Ogni donazione è una sfida, che dobbiamo onorare per il gesto altruista delle famiglie che donano e per la memoria del donatore al quale va il nostro inchino. In un'epoca difficile come quella attuale, il dono è un faro che accende la speranza e che ci dà la certezza che un mondo migliore esiste"
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Il direttore Av4, Licio Livini

di redazione CF

Si è concluso alle prime luci dell’alba un prelievo multiorgano presso le sale operatorie dell’ospedale Murri di Fermo. E il nosocomio fermano torna ad essere punto di riferimento per le donazioni di organi. Che in un’epoca così difficile e complessa a causa della pandemia da Covid, assumono un valore ancor maggiore, esempio sublime di generosità, che riempie i cuori di tutti, a partire dai sanitari che si trovano ad operare.
“Un ennesimo gesto di altruismo e di speranza che – spiegano il direttore di Area vasta 4, Licio Livini e il primario del reparto di Rianimazione, Luisanna Cola – conclude il tragico epilogo di una malattia fulminante. Grazie al dono di un uomo di Porto San Giorgio di 73 anni e della sua fedele compagna di una vita, diverse persone avranno una nuova speranza di cura.
Una procedura complessa e rigorosa che ha visto la collaborazione stretta tra il nostro ospedale, il presidio di Torrette e il Nit di Milano. Ringraziamo in particolar modo l’equipe infermieristica della Rianimazione guidata dalla coordinatrice Emanuela Callarà e dalla dottoressa Daniela Fiore, e del Blocco Operatorio perché ci credono fermamente e si adoperano costantemente per questi successi. Grazie alla dottoressa Francesca De Pace, coordinatore regionale che ci spinge sempre a migliorarci, ai laboratori, a tutti i professionisti, neurologi, neurofisiopatologi, chirurghi, nefrologi, radiologi, dermatologi, oculisti, anatomopatologi, Servizio trasfusionale, anestesisti, equipe dei trapianti del professor Vivarelli di Ancona, il dottor Santillo della Dmo, autisti, Trenitalia, che a vario titolo seguono la procedura insieme alla Dmo.
Ogni donazione è una sfida, che dobbiamo onorare per il gesto altruista delle famiglie che donano e per la memoria del donatore al quale va il nostro inchino. In un’epoca difficile come quella attuale, il dono è un faro che accende la speranza e che ci dà la certezza che un mondo migliore esiste”.


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