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Uisp Marche:
”Sospensione degli allenamenti?
Discriminazione tra i tesserati sportivi”

REGIONE - I vertici regionali dell'ente: "La diversa affiliazione dell'atleta non può fare la differenza nel rapporto con sicurezza ed eventuale contagio. Auspichiamo sostegni dal nuovo governo e nel mentre: o chiusura per tutti o pari condizioni per ogni amante dello sport, indipendentemente dall'istituzione d'appartenenza"
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Il presidente del Comitato Regionale Uisp delle Marche, Simone Ricciatti

“La scelta di sospendere anche gli allenamenti degli atleti degli enti di promozione sportiva, nelle
zone rosse, che non trova riscontro nel dpcm in vigore da oggi, ma che si evince dalle faq del Dipartimento Sport, ci fa tornare alla disparità di trattamento che nel periodo della prima ondata di pandemia abbiamo avuto modo di denunciare nei provvedimenti normativi che si sono susseguiti, in relazione alle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria”.

E’ l’inizio di una nota firmata dalla Uisp regionale, che respinge al mittente la scelta di sospendere anche gli allenamenti degli atleti amatoriali, sostenendone le ragioni per come segue.

La diversa tessera che ogni atleta ha in tasca non può fare la differenza nel rapporto con la sicurezza e l’eventuale contagio, a meno che non si voglia pensare che tra coloro che praticano sport ci sia una sorta di pregiudizio legato alla affiliazione ad una Fsn, Dsa o ad un Eps e come tale lo si ritiene o meno un possibile untore”, spiegano i vertici marchigiani paragonando le attività con altri enti e federazioni sportive.

“E’ assolutamente un diritto violato ed una evidente discriminazione, a maggior ragione se si tiene in considerazione il grande senso di responsabilità manifestato dalla Uisp e dalla promozione sportiva in tutto questo anno di pandemia che abbiamo alle nostre spalle. Le realtà associative sono allo stremo, tante hanno già chiuso, nonostante le risorse comunque insufficienti che lo Stato ha garantito e gli investimenti fatti per la sanificazione e l’igienizzazione dei luoghi adibiti alla pratica – le illustrazioni -. Chiediamo infatti al nuovo governo che nel prossimo provvedimento relativo ai sostegni sia previsto un ingente fondo che possa garantire le indennità per i collaboratori sportivi nonché ristori per la mancata attività istituzionale dell’associazionismo di base e della promozione sportiva. E’ altrettanto una chiara disparità ed una violazione di un diritto, tenendo anche in considerazione che una scelta del genere produce una concorrenza sleale a favore degli altri organismi sportivi”.

“Abbiamo più volte stigmatizzato quegli organismi sportivi, senza distinzione alcuna, che hanno usato comportamenti furbeschi per aggirare le norme e per garantirsi il riconoscimento di attività di preminente interesse nazionale e che forse hanno amplificato la circolazione della popolazione. La Uisp si è sempre invece impegnata per fare un serio lavoro circa le proprie attività sportive che possono ottenere quel provvedimento del Coni, ma subisce le conseguenze negative delle scelte che si fanno e che non entrano nel merito delle altre attività di tutti gli organismi sportivi attraverso la responsabilità dei relativi controlli”.

Denunciamo pertanto fermamente questa scelta iniqua e continuiamo a stare al fianco delle nostre affiliate e insieme a loro rivendichiamo gli stessi diritti a svolgere le nostre attività, nel rispetto delle norme, con grande senso di responsabilità verso la salute pubblica – le conclusioni -. Si vuole chiudere? Valga allora per tutti, ma non accettiamo più interventi che offendono la nostra dignità e la nostra serietà”.


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