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La Chirurgia del Murri regge l’urto del Covid, Guerriero: “Garantiamo 2/3 interventi prioritari a settimana”

IL PRIMARIO del reparto Chirurgia dell'ospedale Murri di Fermo: "Attualmente abbiamo 8 posti a testa, sedici in totale, rispetto ai 32 che la chirurgia aveva prima però almeno un paio di interventi importanti a settimana riusciamo a farli"
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Il primario del reparto di Chirurgia, Silvio Guerriero

La Chirurgia ai tempi del Coronavirus. Posti letto ridotti, interventi ridimensionati nel numero con la precedenza, ovviamente, alle urgenze. Anche il reparto Uoc Chirurgia dell’ospedale Murri di Fermo, guidato dal primario Silvio Guerriero, sta pagando lo scotto del Covid nella più complessiva riorganizzazione degli spazi e delle priorità al nosocomio fermano. E lui, Guerriero, insieme al suo staff medico e infermieristico, è quotidianamente al lavoro per tamponare l’emergenza. Si sa che il suo è un reparto baricentrico essendo coinvolto praticamente in tutte le situazioni emergenziali, dall’oncologico al traumatico. Si va avanti, ci si rimboccano le maniche e si lavora con quello che si ha a disposizione cercando in ogni modo di reggere l’urto della pandemia evitando il più possibile ripercussioni sui pazienti, a partire dai tempi di attesa, con una lista di priorità ben precisa. E, non secondario, con un gioco di squadra allargato ai colleghi degli altri reparti, come gli anestesisti della Terapia intensiva, una sinergia che in situazioni limite, diventa ancor più essenziale per la tenuta dell’intero sistema sanitario.

“Attualmente la Chirurgia – spiega il dottor Guerriero – lavora ma con numeri ridotti perché con l’emergenza legata al Covid i posti letto sono stati ridimensionati. Attualmente abbiamo 8 posti a testa, sedici in totale, rispetto ai 32 che la chirurgia aveva prima. Però ci vengono assicurate due, al massimo tre, sedute a settimana per i pazienti in classe A di attesa. Parliamo di pazienti neoplastici e quelli che hanno una certa urgenza e sollecitudine ad essere operati. Soprattutto i neoplastici li stiamo operando. Siamo sempre al quinto piano dell’ospedale e lo condividiamo con il reparto di Urologia. L’attività chirurgica è resa possibile grazie all’incredibile abnegazione del personale della sala operatoria e alla grande disponibilità e collaborazione dei colleghi anestesisti. Almeno un paio di interventi importanti a settimana riusciamo a farli. Ieri ad esempio abbiamo effettuato un intervento di colon laparoscopico e una metastasi epatica. Oggi abbiamo un altro colon. Cerchiamo con ogni mezzo a disposizione di limitare l’attesa a un massimo di 30 giorni per i neoplastici”.

 


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