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Bilò e Marinangeli, Lega: ”Ittiturismo, un regolamento che definisce opportunità”

REGIONE - I consiglieri regionali del Carroccio: “Provvedimento molto atteso dagli attori potenziali di una nuova forma di accoglienza turistica, volta ad avvicinare i visitatori al mondo della pesca, alle sue tradizioni, alla sua cultura e all’ambiente circostante. Fondamentale definire i soggetti titolati, le attività connesse, limiti ed obblighi per l’esercizio dell’attività”
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I consiglieri regionali della Lega, Bilò e Marinangeli

Ulteriore passo avanti della Regione per creare nuove opportunità di impresa e occupazione con l’ittiturismo.

Approvato in aula consiliare, infatti, il regolamento in attuazione alla Legge Regionale 14 che ha introdotto la multifunzionalità nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

“Si tratta di un provvedimento molto atteso dagli attori potenziali di una nuova forma di accoglienza turistica volta ad avvicinare i visitatori al mondo della pesca, alle sue tradizioni, alla sua cultura e all’ambiente circostante – spiegano dalla seconda commissione, proponente della legge, i consiglieri regionali della Lega Mirko Bilò, relatore di maggioranza, e Marco Marinangeli -. Fondamentale l’apporto del vice presidente e assessore alle attività produttive, Mirco Carloni, che ha recepito le istanze di chiarezza e semplificazione. Il quadro normativo della pesca professionale, infatti, è particolarmente complesso ed era fondamentale definire i soggetti titolati all’esercizio dell’attività di itturismo, le attività connesse e i limiti e gli obblighi per l’esercizio dell’attività”.

Riflettori puntati sugli articoli 3 e 4 del regolamento da cui si desumono non solo le regole, ma anche le grandi potenzialità di sviluppo di un settore in particolare sofferenza anche per la stretta dei fermo pesca prolungati. Il primo definisce l’ambito dell’offerta residenziale per cui prevede pernottamento o alloggio nell’abitazione familiare dell’imprenditore ittico, oppure in edifici in disponibilità dell’impresa stessa, nel limite di 20 posti letto. L’articolo 4 invece regola l’attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande, che è principalmente finalizzata a valorizzare e promuovere l’utilizzazione dei prodotti aziendali, per il consumo sul posto che la vendita di cibo da asporto. I prodotti alimentari somministrati o commercializzati devono, in misura rilevante, derivare dall’attività dell’imprenditore ittico o dal territorio locale, nel rispetto di precise condizioni.

“Con la legge ed il regolamento si applica la disciplina dell’agriturismo alle attività svolte dagli imprenditori ittici, creando le condizioni per un progetto di rilancio i cui effetti benefici nel settore agricolo sono sotto gli occhi di tutti – concludono Bilò e Marinangeli –. Ringraziamo ancora il vicepresidente Carloni che, per la stesura del regolamento, si è giustamente confrontato con il settore per emanare una normativa che fosse tarata al meglio anche sulle necessità di specifici ambiti”.

 


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