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A Don Franco Monterubbianesi il premio nazionale ”Per Amore del mio Popolo”

FERMANO - Riconoscimento attribuito dal Comitato Don Peppe Diana che sarà conferito il prossimo 4 luglio a Casal di Principe, insieme a Nando Della Chiesa e Rosario Esposito La Rossa
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“Cari tutti, una grande notizia che nel suo valore viene dalla protezione dell’Alto di cui sempre vi ho parlato e che noi tutti abbiamo, chi lotta con noi e chi ci è vicino nell’amicizia ed è preoccupato per il nostro futuro”.

“La notizia è che sono stato scelto per un premio nazionale, conferitomi dal Comitato Don Peppe Diana e che si tratta dell’omonimo riconoscimento Per Amore del Mio Popolo, premio che mi sarà conferito il prossimo 4 luglio a Casal di Principe, insieme a Nando Della Chiesa e Rosario Esposito La Rossa”.

E’ la rinnovata lettera ai fedeli rivolta da don Franco Monterubbianesi (foto), raggiante nel comunicare la notizia del relativo riconoscimento attribuitogli.

“La dicitura del premio recita: Don Fanco Monterubbianesi, sacerdote e fondatore della prima casa a capodarco di Fermo, messaggero di liberazione e prete di frontiera, riceverà il riconoscimento “perché le sue battaglie credono in una società migliore, immerso in uno spirito di servizio per i giovani, per i disabili e per tutti coloro che hanno bisogno di una seconda possibilità. La sua opera, guarda al superamento dei limiti in un approccio visionario con profonde radici nella terra della concretezza – ha illustrato il clericale proseguendo -. Penso che questa dicitura che sia una sintesi del mio lavoro e che  appartenga anche a tutti voi, tasselli di speranza che mi aiuteranno a riprendere il suo ruolo in una società in Cui Capodarco, espressione di fede, miglioramento, futuro e cambiamento concreto non può morire. Io sono con voi e per voi, spero voi tutti sarete con me”.

“Il primo avvenimento è che domenica 28 marzo 2021, celebrerò con gli amici che potranno venire nel gazebo della cooperativa agricoltura Capodarco la grande festa dei poveri con Gesù all’entrata in Gerusalemme, come segno della pace di un popolo e di tutti quelli che lo seguivano e lo seguono per amore della verità, della giustizia e della condivisione degli ultimi a cui è promessa, a Pasqua, la Resurrezione e il messaggio di Liberazione che noi da sempre portiamo avanti come il vero credo di rinascita – ha inoltre illustrato don Franco -. Il primo aprile vorrei celebrare a Fermo, nella mia terra, la sera del Giovedì Santo, festa del sacerdozio con Don Vinicio per quella unione tra il mio sacerdozio visionario con il suo che è il modello della capacità gestionale. Noi rappresentiamo le due anime con cui la comunità deve seguitare a realizzarsi nella storia, perché come dice la liturgia della domenica di Passione  <conoscerete il Signore perché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato>. Nella sua Passsione, Morte e Resurrezione Gesù ha concluso con noi un’eterna alleanza con il nostro cuore di carne e non più di pietra e su questo tutti dobbiamo essere perdonati per quelli che sono i nostri limiti”, ha concluso don Franco.

 

 

 


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