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“Screening periodico nelle scuole per una didattica in presenza sicura”, la proposta parte dal Pd

PORTO SANT'ELPIDIO - il Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio presenterà un Ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale col quale chiedere alla Regione e ai Ministeri competenti di organizzare un servizio di screening periodico degli studenti, dei docenti, degli educatori, degli ATA e del personale amministrativo
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“Vogliamo dare una risposta alla richiesta dei genitori e di tanti alunni delle nostre scuole per il ritorno in classe, con lezioni in presenza. Ma la soluzione non la può offrire il singolo Comune, c’è bisogno della collaborazione della Regione o dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute. Riteniamo che si possa andare e stare a scuola in sicurezza non solo attraverso i comportamenti corretti dei quali gli studenti hanno sempre dato prova, ma anche attraverso un’attività di screening”. Il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci e la capogruppo del Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio Annalinda Pasquali illustrano l’ordine del giorno che verrà presentato al prossimo consiglio comunale. 

“La proposta di molti sindaci della nostra regione e d’Italia e anche di dirigenti, docenti e genitori è quella di realizzare un costante screening degli alunni e di tutto il personale della scuola al fine di elevare il grado di sicurezza nel quale svolgere l’attività didattica – spiegano Franchellucci e Pasquali –  Per questo motivo il Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio presenterà un Ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale col quale chiedere alla Regione e ai Ministeri competenti di organizzare un servizio di screening periodico degli studenti, dei docenti, degli educatori, degli ATA e del personale amministrativo delle scuole medie e superiori; oppure chiedere alla Regione, nelle more dell’organizzazione del servizio di screening, che metta a disposizione dei comuni le risorse necessarie per rendere immediatamente operativo tale servizio a livello comunale. Certamente non ci si vuole sostituire agli esperti, ma semplicemente proporre un’azione preventiva. Il nostro comune ha già dato prova di essere in grado di organizzare in modo efficiente un centro tamponi; questo può essere riproposto, implementandolo, o si può chiedere che personale sanitario si rechi nelle scuole. Infatti, tutti gli edifici scolastici, secondo i protocolli di sicurezza indicati dal Ministero, hanno un’aula Covid per l’accoglienza degli eventuali casi sintomatici di Coronavirus o sospetti”.

Franchellucci e Pasquali aggiungono: “E’ vero che le vaccinazioni del personale scolastico sono già cominciate, ma da qui al termine dell’anno scolastico non si conoscono i tempi entro i quali si concluderanno; inoltre, poiché la vaccinazione è su base volontaria non è certo che tutti i docenti e il personale che lavora nella scuola si vaccineranno. Per questo lo screening garantirebbe l’attività di prevenzione e lo svolgimento in sicurezza della didattica. A Porto Sant’Elpidio l’organizzazione è già rodata e questo andrebbe a vantaggio della comunità scolastica di tutta la provincia per la presenza di un Istituto superiore che oltre agli studenti della città accoglie studenti e docenti provenienti da tutto il Fermano e da altre province. Infine, sappiamo bene che tra i genitori e tra i docenti c’è divergenza di opinione sulla didattica in presenza, perché qualcuno teme il contagio e altri ritengono che la scuola sia, invece, un luogo sicuro. Su una cosa, però, tutti concordiamo: la didattica a distanza è inefficace. L’attenzione e l’apprendimento degli studenti sono minimi, pur a fronte dello svolgimento regolare dei programmi e anche il corpo docente risente della carenza del lavoro in team. La scuola deve essere una priorità tra le risposte alla crisi pandemica perché è l’unica che può garantire una prospettiva di futuro alla nostra collettività, abbattendo lo svantaggio sociale, favorendo l’inclusività. Dopo molte settimane di assenza dalle aule, spazi educativi e inclusivi, è assolutamente necessario lo svolgimento della didattica in presenza da realizzarsi in condizioni di assoluta sicurezza. Ogni giorno di chiusura in più crea la perdita di apprendimento a cui si aggiungono la demoralizzazione e la demotivazione della comunità scolastica e la sfiducia crescente nel sistema scolastico da parte delle famiglie. Abbiamo il dovere di dare una risposta alla nostra comunità e soprattutto dobbiamo occuparci del benessere e del futuro dei nostri giovani”.


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