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IL PUNTO Non chiamatelo ‘pesce di Aprile’, questa lettera, falsa, è un insulto a tutti i nostri anziani

FALSO - Quando spuntano false lettere di questo tipo c'è purtroppo ben poco da sorridere. E così qualche 'simpatico' personaggio si è inventato una comunicazione, con tanto di foto, che immortala la carta intestata dell'Asur regionale, in cui si annuncia dell'entrata in vigore di un avviso di restrizione obbligatoria.
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La lettera a cui abbiamo aggiunto la scritta FALSO per evitare che si diffonda ulteriormente

 

di Paolo Paoletti (direttore Cronache Fermane, Radio Fermo Uno)

Anche gli scherzi del primo aprile hanno un limite, soprattutto quando si è nel bel mezzo di una pandemia senza precedenti, con i vaccini che vanno a rilento e con un elenco delle vittime che ogni giorno si fa sempre più drammatico. Quando spuntano false lettere di questo tipo c’è purtroppo ben poco da sorridere. E così qualche ‘simpatico’ personaggio si è inventato una foto che immortala una presunta  comunicazione su carta intestata dell’Asur regionale, in cui si annuncia dell’entrata in vigore di un avviso di restrizione obbligatoria.

Nel testo di questo falso documento si legge: “Per tutti i cittadini di età compita di 75 anni e oltre, è fatto divieto di recarsi all’esterno della propria abitazione. Tale restrizione resta valida fino alla compiuta vaccinazione che sarà eseguita a domicilio entro 30/60 giorni dal ‘persionale’ medico dell’area di appartenenza”. L’italiano improbabile e gli errori di ortografia (appositamente lasciati anche nella nostra trascrizione) fanno già capire il livello di colui, colei o coloro si sono ‘divertiti’ a scrivere questa falsa lettera.

Nel testo vengono chiamate in causa anche le forze dell’ordine dicendo che verranno effettuati: “Pattugliamenti mirati presso le abitazioni ai soggetti indicati dall’anagrafe dell’ufficio comunale di competenza”. E ancora: “I trasgressori saranno puniti con un ammenda da 500 a 900 euro”.

La lettera continua con altre comunicazioni infondate. Più che uno scherzo, queste parole che scimmiottano quelle dei decreti ufficiali che abbiamo imparato purtroppo a conoscere,   rappresentano un vero e proprio insulto a chi ogni giorno si batte per dare il proprio contributo nella lotta al Coronavirus. Non c’è primo aprile che regga. Il problema è che tramite i social e le chat telefoniche la falsa lettera ha iniziato a circolare in tutto il territorio regionale fino ad arrivare ai telefoni di qualche anziano, che già scosso dalla situazione di paura,  ha corso il rischio di cadere nel tranello.  Qualcuno ha anche telefonato alla nostra redazione per chiedere chiarimenti. E ad ascoltare la loro voce preoccupata non veniva certo da ridere. Ci sono tanti modi per aderire al tradizionale scherzo di Aprile, purtroppo, in questo caso, è stato scelto quello meno appropriato.

E se davvero a qualcuno deve essere vietato “di recarsi all’esterno della propria abitazione”  deve essere proprio  a chi ha pensato di realizzare ‘a regola d’arte’ (conoscenza della lingua italiana esclusa) questo grave insulto ad una situazione di emergenza, preoccupazione e paura che tutti noi stiamo vivendo.


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