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Ultimo weekend “rosso” per le Marche: ecco cosa cambia Intanto il pranzo di Pasqua passa per il web

Rossi e poi arancioni. Le Marche aspettano con ansia martedì quando le misure anti Covid si alleggeriranno un pò grazie al cambio di colore. Per Pasqua intanto si resta in zona rossa e le cose da fare sono veramente poche. Stop a picnic e gite fuori porta. Intanto impazza il menù pasquale on line.

di Sandro Renzi

Rossi e poi arancioni. Le Marche tirano un sospiro di sollievo, ma solo da martedì  6. Per il weekend pasquale infatti continuerà a dominare il colore rosso. Cosa si potrà fare allora? Ben poco perché le restrizioni sono severe. Bar e ristoranti restano chiusi ed è consentito solo l’asporto dalle 5 alle 22, orario del coprifuoco. Nessun limite, invece, per la consegna a domicilio. Si può uscire all’interno del Comune di residenza solo per comprovate esigenze, lavoro e salute. Il Governo però ha concesso una deroga per le festività: sarà così possibile spostarsi in una qualsiasi città delle regione per fare visita a parenti o amici. Lo spostamento è consentito ad un massimo di due adulti con bambini conviventi al seguito purché di età inferiore ai 14 anni. Aperti in zona rossa, come noto, i soli negozi essenziali con esclusione ad esempio di quelli per abbigliamento o calzature per adulti, o casalinghi. Chiusi pure parrucchieri e centri estetici. Occhio ai controlli. Per Pasqua infatti il Viminale impiegherà 70 mila rappresentanti delle forze dell’ordine in tutta Italia per arginare le gite fuori porta o i picnic in spiaggia. Sempre ammessa l’attività motoria e la classica passeggiata purché nelle vicinanze di casa. Chiuse anche palestre, piscine, teatri e cinema. Dalla prossima settimana, però, riapriranno le scuole dall’infanzia fino alla prima media. Anche in zona rossa. Ed è una novità importante ed attesa da molte famiglie. Via libera inoltre agli spostamenti per raggiungere la seconda casa fuori regione di cui si abbia la disponibilità da prima del 14 gennaio.  Al contempo, però, sono diversi i governatori che banno deciso diversamente impedendo addirittura lo spostamento ai loro residenti.

Passate le feste di Pasqua, le Marche tornano in arancione. Scuola in presenza quindi anche per le superiori ma al 50%. Riaprono i negozi di abbigliamento, barbieri, centri estetici e parrucchieri. Mentre non cambia nulla per bar e ristoranti. Si potrà uscire senza addurre motivazioni particolari all’interno del Comune di residenza. Riaprono anche i centri commerciali che dovranno però abbassare le serrande nei giorni festivi e prefestivi. L’autocertificazione sarà necessaria per spostarsi da un Comune all’altr0 e sempre per esigenze particolari. Musei, cinema, palestre e piscine restano chiusi. Aperti invece i centri sportivi.

Una Pasqua insomma blindata in attesa di misure meno stringenti dalla prossima settimana. Il settore della ristorazione cerca di sopravvivere proponendo menù da asporto, sia a base di carne che di pesce. Basta fare un giro su Facebook per rendersi conto delle offerte gastronomiche per questa festività. Ristoranti e agriturismi si sono attrezzati con la consegna a domicilio ed i prezzi variano dalle 25/30 euro fino alle 80/90. Più i menù sono ricercati più cresce il prezzo. La nuova frontiera del delivery sembra prendere sempre più piede anche quando a casa arriva una proposta culinaria fondata sulla tradizione, ovvero agnello, vincisgrassi, frittura e salumi. Le prenotazioni ci sono e viaggiano sul web dove qualche attività è pronta ad effettuare consegne a domicilio anche fuori dalla provincia di Fermo.

 


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