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Code e attese al punto vaccinazioni, Livini: “Miglioriamo il servizio insieme”, dalle cause alle raccomandazioni

FERMO - Il direttore dell'Area Vasta 4 annuncia gli imminenti correttivi per lavorare in sicurezza e nei tempi previsti, ma serve la collaborazione di tutta la cittadinanza: "Osservando semplici regole del buon senso e cooperando coi medici curanti, la settimana prossima passeremo da 450 a 600 somministrazioni al giorno"
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Da sinistra la dott.ssa Laura Mariani, l’infermiera Valentina Damen, il direttore Av4, Licio Livini e il dott. Roberto Toscanelli

 

di Silvia Remoli

Per l’intera giornata di ieri, dalle ore 8 sino a dopo le 20, sono stati in tanti a sostare all’interno della cancellata della Scuola Elementare Don Dino Mancini, adibita a punto di vaccinazione territoriale, in fila per ricevere la propria prima dose anti-Covid.
Scaglionati nelle fasce orarie indicate nella prenotazione, i pazienti non avevano messo in conto l’evenienza di aspettare il proprio turno per diverso tempo all’aperto, ma, ci tiene a precisare il Dott. Licio Livini, presente sul posto, “la colpa delle lunghe attese non è da imputare né ai medici né agli operatori sanitari dell’Asur nè tantomeno alle istituzioni, agli enti e a tutti i volontari intervenuti (tra cui Croce Rossa Italiana, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Responsabili della sicurezza). Sono ben altri i motivi che concorrono ad ingolfare un sistema di per se emergenziale finalizzato alla vaccinazione di massa su base nazionale. Un sistema che peraltro di certo ci impegniamo a migliorare già da domani e ancor meglio dalla prossima settimana, ma, per farlo, dobbiamo chiedere la collaborazione di tutta la cittadinanza, utenti e medici di base compresi. Stiamo cercando di fare del nostro meglio, abbiamo attrezzato una struttura che comunque nasce come scuola e l’abbiamo trasformata in un presidio sanitario, destinando ogni aula del piano terra a piccolo ambulatorio. Addirittura avremmo voluto utilizzare anche il piano di sotto per poter far scorrere meglio le file, ma in quel punto preciso non arriva la rete e vi abbiamo dovuto rinunciare”. Coadiuvato dalla Dott.ssa Laura Mariani e dal Dott. Roberto Toscanelli, il direttore dell’area Vasta 4 analizza l’andamento di questi primi giorni di vaccinazione spiegando le ragioni concrete delle fastidiose lungaggini per poi indicare i miglioramenti in attuazione per prospettare un quadro ben più roseo già da lunedì prossimo e per chiedere altresì il rispetto da parte di tutti di alcune semplici regole comportamentali.

I MOTIVI DELLE LUNGHE ATTESE
Ecco qui di seguito alcune delle circostanze che contribuiscono a rallentare il serrato ritmo di marcia al quale vorrebbero attenersi gli operatori
Paura e rifiuto immotivato. C’è chi, fino al momento della somministrazione della propria dose, vuole essere rassicurato e tanto da interrogare il medico, o infermiere di turno, sugli effetti del vaccino, sulle differenze tra le varie tipologie, ecc, tutte informazioni che, ovviamente, vanno reperite prima e non in tal sede, senza approfittare della estrema disponibilità degli operatori. C’è chi addirittura, alla fine di tale “consulto” si alza e se ne va, rifiutato immotivatamente la dose che gli era stata destinata.
Mera curiosità e richieste “extra”. Quando i volontari, al fine di organizzare al meglio il flusso dei pazienti, chiedono a quale fascia oraria si aveva prenotato, c’è chi risponde: ” ah no, no, io sono passato di qui solo per vedere come funzionava”, con ciò, tra l’altro, creando un’ulteriore e altrettanto evitabile confusione. Ma c’è anche chi a fine giornata, senza avere effettuato prenotazione si reca al punto vaccinazioni e fa richieste personali come “che per caso se vi è avanzato un vaccino lo posso fare io , eh?” ignorando la regola per cui solo i prenotati possono riceverlo. Infatti solo coloro che sono in possesso di regolare prenotazione ed annessa documentazione, nonché gli iscritti alle liste di recupero ( tale lista include pazienti di paesi limitrofi come ad esempio Montegranaro e Petritoli, che sono inidonei all’Astra Zeneca e pertanto si devono far iniettare lo Pfizer).
Eccesso di anticipo ed eccesso di accompagnatori. C’è chi si si mette in fila per la fascia oraria successiva alla propria ” perché tanto sono arrivato prima e ne approfitto” così come c’è chi si porta figlio e nipote fin dentro la struttura, anche laddove non indispensabile, creando assembramento.
Mancanza di documentazione. Al momento della prenotazione si devono scaricare dei moduli da compilare, 4 per l’esattezza, (A,B,C,D) nonché l’informativa sui vaccini, da portare con sé in modo da evitare ulteriori attese. Chi non lo fa dovrà compilare tale modulistica sotto ai tendoni della Croce Rossa Italiana e della Protezione Civile, allungando ovviamente i tempi suoi e degli utenti successivi. “L’ideale”, aggiunge il dottor Toscanelli,” specie per il paziente anziano o con particolari problematiche è presentarsi con una scheda anamnestica compilata dal proprio medico, cosicché si abbia ben chiara la sua storia clinica”.

I MIGLIORAMENTI IN ARRIVO
Nell’immediato saranno disposti dei correttivi in merito alla sicurezza e all’organizzazione al fine di non creare troppa confusione, né tantomeno assembramenti.
Innanzitutto si faranno osservare pedissequamente le fasce orarie prenotate e si darà accesso solo a coloro in possesso di prenotazione ( o appartenenti a liste di recupero).
Inoltre dalla prossima settimana, quando cioè sarà il turno degli over 70, vi saranno anche i medici curanti presso la Don Dino Mancini a vaccinare i propri pazienti, il che darà una grossa mano rendere più scorrevole il flusso di utenti. Con tale collaborazione si conta di raggiungere quota 600 somministrazioni giornaliere rispetto alle 450 di questi giorni.

LE RACCOMANDAZIONI ALLA CITTADINANZA E IN PARTICOLARE AI PAZIENTI

Quindi, alla luce di quanto sinora riportato, poche e semplici sono le regole da rispettare per ricevere il miglior servizio possibile
1) presentarsi solo se prenotati ed esclusivamente nella propria fascia oraria (non con troppo anticipo per non creare assembramenti!) e con al massimo un accompagnatore se strettamente necessario
2) laddove si avessero dei dubbi sui vaccini occorre informarsi prima, chiedendo magari delucidazioni al proprio medico curante,  e non dentro le aule della scuola durante la vaccinazione stessa, togliendo così tempo prezioso a personale sanitario e agli altri in filo dopo
3) essere in possesso di tutta la modulistica necessaria ad entrare per ottenere il vaccino: tali fogli si trovano online e sono stampabili e compilabili e, soprattutto,  agevolerebbero così di molto il lavoro estenuante e frenetico di tutti gli operatori.

Le persone in fila alla don Dino Mancini in attesa del vaccino

 


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