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Formazione a misura d’impresa, la Camera di Commercio delle Marche a supporto degli istituti tecnici superiori

ITS - Nel convegno, presieduto da Gino Sabatini, dedicato all'investimento della Camera a favore degli ITS marchigiani si è discusso del lavoro dei giovani tra impresa, scuola, territorio, esperienze virtuose e start up innovative, dimostrando che  la transizione ecologica e digitale fanno perno sulla formazione, in particolare su quella tecnica. In collegamento anche l'assessore regionale alla Formazione Professionale, Aguzzi, il Direttore Ufficio Scolastico Regionale Filisetti e i presidenti dei quattro istituti regionali (Fermo, Fano, Fabriano e Recanati)
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di Leonardo Nevischi

Nel discorso programmatico in Parlamento dello scorso febbraio, il Premier Draghi ha indicato gli Its, ossia gli Istituti tecnici superiori, come «pilastro educativo» riservando loro un finanziamento di importante di 1,5 miliardi di euro del Recovery Fund. Un cambio di passo sulla scuola che ha prontamente fornito un assist alla Camera di Commercio delle Marche, che ha deciso di investire in favore degli Its marchigiani.

«Credo che si possa essere d’accordo sul fatto che esiste una frattura, resa ancora più ampia da questa pandemia, tra l’offerta formativa e la disponibilità reale di posti di lavoro – ha esordito Gino Sabatini, presidente della Camera Marche -. Le tematiche dell’istruzione, della formazione e della crescita delle competenze dei giovani, devono essere al centro delle politiche nazionali a cascata di quelle della filiera istituzionale auspicata dal governatore Acquaroli. Il governo centrale, le regioni, i comuni e gli enti locali devono lavorare all’unisono per concedere alle scuole maggiore autonomia nella definizione dei percorsi di istruzione proprio per dare una risposta concreta agli effettivi bisogni dei territori, ascoltando anche il mondo imprenditoriale che può essere un valore aggiunto. Per tale motivo diventa fondamentale investire meglio e di più negli istituti tecnici superiori e puntare sull’alternanza scuola-lavoro. La filiera istituzionale della quale fa parte a pieno titolo anche la Camera di Commercio delle Marche deve impegnarsi concretamente dentro e fuori le aziende, avvicinando i profili in uscita a quelli richiesti dagli imprenditori – ha seguitato Sabatini -. Sono convinto che questa sia la chiave per dare speranza alla nostra economia e un futuro alle nostre generazioni, ma anche a coloro che oggi sono fuori dal mercato del lavoro. Vorrei essere chiaro proprio sul ruolo degli Its e su quanto sono strategici: possono essere ancora determinanti per le Marche. Ho l’impressione che essi siano considerati scuole di serie B ma chi lo pensa non è mai entrato nelle politiche formative degli Its della nostra regione. Invece essi rappresentano una delle nostre eccellenze: sono scuole di primo livello grazie a docenti di qualità e grande esperienza, grazie ai laboratori che rappresentano l’anticamera delle aziende e grazie anche agli imprenditori che condividono con gli studenti le loro esperienze. Non dirò mai a nessuno che non è importante laurearsi ma evidenzio che il 35% dei posti di lavoro che si creeranno nei prossimi anni in Europa saranno destinati a qualifiche elevate: ciò significa che essere in possesso di un diploma d’istruzione terziario farà crescere notevolmente la possibilità di avere un lavoro e gli Its rappresentano un canale alternativo all’università. Come Camera di Commercio delle Marche ci sentiamo pienamente coinvolti e abbiamo configurato all’interno della giunta la delega ad Andrea Santori. Sono particolarmente orgoglioso anche di annunciare che il nostro Ente metterà a disposizione un rimborso per gli studenti che hanno forzatamente abbandonato i corsi Its a causa della pandemia».

«I quattro presidenti degli Its (di Fermo, Fano, Fabriano e Recanati) – prosegue Sabatini – rappresentano un collante straordinario tra aziende e studenti ed è per questo che la Camera di Commercio delle Marche ha voluto sostenere con piena convinzione l’attività dei loro programmi scolastici, mettendo a disposizione 250.000 € per un bando destinato a promuovere, per l’anno formativo 2021-22, l’offerta di istruzione tecnica superiore, per rafforzare il rapporto tra il sistema educativo e la progettualità didattica, innalzando la qualità dei percorsi formativi e favorendo lo scambio virtuoso di sapere delle tecnologie migliori nell’orizzonte delle nuove competenze professionali richieste dalle nostre aziende».

Un bando che è stato poi presentato nel dettaglio dal segretario generale della Camera, Fabrizio Schiavoni: «Le misure che la giunta della Camera ha deciso sono essenzialmente quattro, strutturate nei riguardi del rapporto tra mondo dell’impresa e mondo della scuola. La più significativa dal punto vista economico è appunto l’avviso pubblico di 250mila euro: ciascun istituto tecnico dovrà referenziare la propria reputazione con un curriculum specifico da inviare entro il 31 luglio. Un’altra misura è di 50mila euro e riguarda il recupero della dispersione scolastica che è avvenuto da parte dei figli di imprenditori che hanno dovuto abbandonare l’attività scolastica perché vittima della pandemia. Questo assegno aggiuntivo servirà per riprendere la frequenza scolastica».

Gino Sabatini

A seguire l’intervento di Marco Filisetti, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, che ha voluto puntare l’attenzione sulla tematica del “fare una buona scuola” «perché – spiega – le buone scuole sono tali quando insegnano quello che serve, dove serve e nella misura in cui serve. E gli Its sono un esempio di buone scuole, soprattutto in riferimento al sistema di aziende. Proprio per questo, insieme alla Regione e alla Camera di Commercio, stiamo lavorando ad un sistema che cerchi di rilevare il fabbisogno formativo del sistema socio economico produttivo marchigiano, facendo in modo che gli Its possano essere da esempio per replicare la stessa formazione sull’intero sistema d’istruzione marchigiano, che comprende circa 3000 classi».

A fare eco alle parole del dottor Filisetti è Andrea Santori, presidente dell’Its Smart – Sistema Moda, Ambiente Ricerca e Tecnologia di Fermo, nonché componente di giunta con delega alla formazione: «Stiamo lavorando per l’alternanza scuola-lavoro di tutte le quinte che quest’anno termineranno il loro percorso scolastico: tutte le imprese che compongono la Camera delle Marche, industriali, artigiani e agricoltori stanno portando la loro testimonianza per dar modo ai ragazzi, nonostante l’impossibilità di partecipare fisicamente, di immergersi in quelle realtà. Il nostro Its ha richiesto al mondo produttivo le figure di cui necessitano le piccole imprese. Abbiamo notato che la pandemia ha creato una difficoltà ad affrontare i mercati internazionali ed a posizionare i prodotti (dal momento che le fiere internazionali non si fanno più e c’è l’impossibilità di viaggiare), quindi con la Camera di Commercio abbiamo proposto dei bandi sulla digitalizzazione. Tuttavia all’interno delle imprese non si trovano figure capaci di aiutare l’azienda a posizionarsi sui mercati. Pertanto noi quest’anno abbiamo dato molto risalto alla comunicazione commerciale e web marketing sia per quanto riguarda il settore agroalimentare sia per il sistema moda, mentre per il settore della meccanica ci siamo rivolti verso l’industria 4.0 e la smart manufacturing».

A snocciolare il tema delle nuove tecnologie è poi Gabriele Marchetti, presidente dell’Its Turismo Marche e nuove tecnologie di Fano, che si focalizza sul fatto che «a causa della crisi pandemica molte aziende chiuderanno e dunque avremo bisogno di nuovi manager che siano in grado di sviluppare le competenze digitali nel vendere il proprio prodotto. Nel nostro istituto insegniamo a lavorare sull’elaborazione di contenuti video e immagine da saper poi sfruttare per avere contatti con potenziali clienti. I nostri corsi sono quattro: storyteller, social media manager, digital project manager ed uno di programmatori e-commerce».

Tocca poi a Stefano Zannini illustrare i percorsi formativi dell’Its di cui è presidente, ossia quello di Tecnologie e Made in Italy di Recanati. «Noi abbiamo cinque corsi: a Recanati per il marketing, il design e l’internazionalizzazione, ad Ancona per l’industria 4.0, a Pesaro per il design e la produzione del mobile, ad Ascoli per la meccatronica e lavorazione di materiali additivi mentre a Fano per la meccatronica e la robotica. La nostra fondazione è abbastanza fortunata perché abbiamo diversi soci che ci permettono di investire su questi tipi di corsi».

Per l’Its Efficienza Energetica di Fabriano è il presidente Giancarlo Marcelli ad illustrare come i suoi studenti «in alcuni casi diventino certificatori energetici appena dopo il conseguimento del diploma» rappresentando un vanto ed un motivo di particolare orgoglio per l’istituto.

A rompere le righe ci ha pensato l’assessore regionale alla Formazione Professionale, Stefano Aguzzi, che nonostante fosse precedentemente impegnato in una giunta urgente non ha voluto far mancare il suo contributo. «Quello che stiamo vivendo è un periodo particolarmente caotico – ha esordito -. È chiaro che oggi tendenzialmente pensiamo sempre ai problemi sanitari legati alla pandemia, ma tra qualche settimana quel tipo di emergenza sarà soppiantata dall’emergenza del lavoro. Quella dell’economia sarà una questione che arriverà con maggiore evidenza di quella sanitaria: noi presto ci renderemo conto che una serie di piccole imprese non riusciranno a ripartire. Quelle attività che già erano in difficolta prima della pandemia difficilmente riusciranno a reimmettersi nel mondo del commercio. Pertanto dobbiamo capire in quale modo ricondurre tutte queste attività e come preparare i nostri giovani per reincanalare in quei mondi le giuste competenze attraverso il sostegno alle imprese. Solo un gioco di squadra senza contrapposizioni tra forze politiche e associazioni potrà permetterci di finanziare l’approfondimento, la preparazione e la predisposizione di chi dovrà essere ricollocato nel  mondo del lavoro. Solo se saremo in grado di intercettare le esigenze reali del mondo dell’impresa e prepareremo i nostri giovani ed i disoccupati ad inserirsi tramite quei canali dove c’è realmente una richiesta di operatività e di forza lavoro riusciremo ad uscire dalla crisi economica che è alle porte».

 


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