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Sanità pubblica da rifondare e vaccini senza brevetto: doppio presidio di protesta nei luoghi simbolo dell’emergenza

FERMO - Tra Prefettura e Ospedale Murri (con un passaggio anche al presidio ospedaliero di Porto San Giorgio) mattinata di iniziative su temi come sanità, vaccini e lavoro
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di Andrea Braconi

Due presidi a distanza di poche ore, in altrettanti luoghi simbolo di questa emergenza sanitaria. Da un lato la Prefettura, che tanti incontri istituzionali ha ospitato e che continua ad essere un punto di riferimento del sistema territoriale. Dall’altro l’Ospedale Murri, cuore pulsante di una pandemia che oltre a centinaia di vite ha piegato un’intera comunità.

Andiamo in ordine cronologico, riportando le lancette alle 10 quando quella che a livello nazionale si è definita Società della Cura ha esposto due striscioni sotto al palazzo del Governo, in Corso Cavour. Una realtà variegata composta da vari movimenti e associazioni, che in oltre 20 piazze d’Italia ha presentato il suo “Recovery PlanET”. Un piano, come spiegato dagli organizzatori, “per una ripresa centrata sull’uguaglianza di genere, i diritti delle persone e dell’ambiente”.

E a Fermo (oltre ad un passaggio al distretto sanitario di Porto San Giorgio) si è scelto di alzare la voce sulla questione dei vaccini, con la necessità di non riconoscere il brevetto a livello mondiale di fronte ad una pandemia, “affinché tutti possano avere diritto alla salute”. In questo contesto, hanno aggiunto, la sanità non può che essere pubblica, anzi, ancora più pubblica rispetto all’arretramento che ha caratterizzato le scelte delle Regioni negli ultimi decenni. La riprova, hanno ribadito, è il depotenziamento subito da numerose strutture e da un’azione territoriale che durante questa emergenza ha mostrato tutti i suoi drammatici limiti.

Ma si è parlato anche di lavoro, della necessità di ragionare con una visione diversa. “Questa situazione tragica per tanti lavoratori può essere determinante per rivedere l’impostazione complessiva del sistema, soprattutto chi fa lavori di cura. Che venga riconosciuta, quindi, la dignità del lavoro con stipendi più equi e con una riduzione degli orari di lavoro, facendo contemporaneamente più attenzione a tutte quelle persone che sono in situazione di fragilità”.

Dalla Prefettura al Murri, dove a scendere in strada è stato il Partito Comunista. “Manifestiamo in favore della sanità pubblica – ha ribadito Filippo Pannelli, segretario provinciale di Macerata e referente per la provincia di Fermo -, sia dal punto di vista degli utenti che dei lavoratori, personale medico e non medico. Sono 3 gli argomenti che pensiamo rappresentino le criticità del sistema sanitario. Intanto il processo di privatizzazione in corso da decenni, con la chiusura di ben 13 ospedali territoriali solo nelle Marche, ed un conseguente ridimensionamento dei posti letto. Il secondo aspetto è legato ai lavoratori in ambito sanitario, cronicamente sottodimensionati, con disagi per utenti e lavoratori stessi. Poi vogliamo portare all’attenzione il tema geopolitico nella gestione vaccini, con il blocco voluto dalla UE. Noi siamo in sostegno della sanità pubblica e vogliamo ribadire la contrarietà ad un governo della finanza. Serve, quindi, un maggior investimento sulla sanità pubblica, con un produzione nazionale di farmaci affinché questo comparto torni ad essere strategico”.


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