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Venduta la sede Pd P.S.Giorgio, riorganizzazione del patrimonio fondazione “Marcucci”: ipotesi accorpamento su tre macro-bacini

VENDITA - Fiorentino e Biondi: "La cessione della sede di Porto San Giorgio è particolarmente dolorosa perché fa seguito alla ancor più dolora cessione del prestigioso immobile sito in piazza Mentana. Dolorosa per il segnale, dolorosa per i tanti sacrifici dei militanti che hanno lavorato per la realizzazione di tale patrimonio, ma necessaria"
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In questi giorni si è concretizzato un percorso, oramai in essere da anni, di riorganizzazione del patrimonio della Fondazione ‘Cesare Marcucci’. La fondazione ha infatti assorbito tutto il patrimonio immobiliare, archivistico e culturale, del Partito Comunista Italiano e del Partito dei Democratici di Sinistra ed ha, come scopo statutario, conservare ed innovare la tradizione culturale che questo comporta.

“In questa ottica ha un rapporto privilegiato con il Partito Democratico a cui ha messo a disposizione, di fatto gratuitamente, le sedi delle varie sezioni. A partire dal 2017, dopo un avviso sulla stampa locale, è stato dato avvio – spiegano il presidente del consiglio di indirizzo della fondazione, Alessio Fiorentino, e il presidente del CdA, Samuele Biondi – ad un processo di riorganizzazione del patrimonio diffuso sul territorio (Fermo, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, Porto San Giorgio, Montegiorgio, Montappone, Massa Fermana), riorganizzazione che ha sempre visto il confronto sia con la segreteria provinciale del Partito Democratico sia con le segreterie delle sezioni locali.
Allo stato, vista anche la condizione di mercato, si è giunti alla determinazione di vendere la sezione di Porto San Giorgio e di affittare una porzione della sede di Fermo; sulla scorta di ciò, con le risorse conseguenti oltre ad appianare tutte difficoltà di gestione finanziaria di un patrimonio così ampio si può immaginare una differente distribuzione sul territorio delle sedi della fondazione stessa, sedi che saranno anche per il futuro messe a disposizione del Partito Democratico.
Così è in corso un’ipotesi di accorpamento delle sedi secondo tre macro-bacini: Fermo/Porto San Giorgio – Zona Calzaturiera – Media Valle del Tenna (dove attualmente sono collocate le sedi di proprietà) mentre non è assolutamente da escludere la possibilità di individuare una sede anche nella Zona Montana/Vald’Aso”.

“Ovviamente la cessione della sede di Porto San Giorgio è particolarmente dolorosa perché fa seguito alla ancor più dolora cessione del prestigioso immobile sito in piazza Mentana operata agli inizi degli anni ’90, cessione resasi necessaria per la ristrutturazione del debito, nazionale, del Partito Comunista Italiano.
Dolorosa per il segnale, dolorosa per i tanti sacrifici dei militanti che hanno lavorato per la realizzazione di tale patrimonio, ma necessaria per le mutate condizioni di sostentamento, del tutto volontaristico, delle attività dei Partiti.
Ma permetteteci – concludono Fiorentino e Biondi – una punta di orgoglio: la fondazione ‘Cesare Marcucci’, e non per suo merito ma per merito di chi ha amministrato il patrimonio della sinistra negli anni precedenti, ha ancora un significativo patrimonio immobiliare, cosa che per esempio non è più nella Provincia di Ascoli Piceno, ha un bilancio allo stato in sostanziale equilibrio, cosa che non è in altre realtà, e può immaginare un futuro in equilibrio, futuro che sia centrato non tanto sulla gestione immobiliare quanto sulla gestione culturale e della riflessione politica a tutto tondo”.


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1 commento

  1. 1
    La Riscossa Nostra il 13 Aprile 2021 alle 9:24

    Gli investimenti di cui si parla nell’articolo, sono pressoché frutto al 100% dei sacrifici dei militanti che si richiamavano al comunismo e non al PdS o PD tantomeno alla liberaldemocrazia. Queste cose le so perché le conosco e le ho vissute. La fondazione Marcucci che li gestisce porta il nome di un dirigente nazionale comunista e non liberaldemocratico come Veltroni, Bettini e compagnia bella.. Non è sinceramente comprensibile e tollerabile l’espressione di dolore di questo articolo per i sacrifici fatti nel passato, in altre epoche e per altre prospettive sociali e politiche che non trovano assolutamente seguito nel Pd di qualche anno fa e tantomeno nell’attuale. Sarebbe più corretto e più onesto, nei confronti di quegli sforzi, di quei “diversi” militanti, tacere. E’ difficile chiedere tanto?

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