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“Il 20 aprile riaprire tutti insieme”: la ricetta Confartigianato per ripartire

L'ASSOCIAZIONE continua ad appoggiare le istanze delle attività che ancora convivono con le saracinesche abbassate. Lo fa lanciando una campagna che chiederà alla politica locale e nazionale di impegnarsi seriamente su tre requisiti indispensabili: la ripresa di tutte le attività imprenditoriali, vaccinazioni rapide e di massa, ristori finalmente adeguati
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Giorgio Menichelli, segretario Confartigianato

 

«Il 20 aprile è la data che sta circolando come possibile inizio di un ulteriore allentamento delle misure restrittive. Allora, il 20 aprile dobbiamo riaprire. Tutti insieme». Ne è convita Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli – Fermo, che continua ad appoggiare le istanze delle attività che ancora convivono con le proprie saracinesche abbassate. «Le chiusure prolungate stanno devastando l’intera economia italiana. Il sostegno dell’associazione non è rivolto quindi solo a palestre e attività sportive, completamente al palo, o a bar e ristorati che sopravvivono di delivery e take away snaturando la propria professionalità – si legge nella nota -. Il fermo sta paralizzando tutti gli imprenditori: parrucchieri ed estetiste (che non lavorano più con clienti fuori comune), commercianti al dettaglio (che hanno visto azzerato il movimento nelle città), il wedding (le cerimonie sono ferme), gli ambulanti (i mercati stanno riattivandosi a singhiozzo). Purtroppo, la lista è molto lunga». Così Confartigianato, dopo la manifestazione pubblica di febbraio in supporto delle aziende, torna con forza a difendere il mondo produttivo. Lo fa lanciando una campagna che chiederà alla politica locale e nazionale di impegnarsi seriamente su tre requisiti indispensabili: la ripresa di tutte le attività imprenditoriali, vaccinazioni rapide e di massa, ristori finalmente adeguati. A spiegare le ragioni dell’iniziativa sono Renzo Leonori e Giorgio Menichelli, presidente e segretario Confartigianato Imprese Macerata- Ascoli Piceno -Fermo.

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Renzo Leonori, presidente di Confartigianato

La ripresa di tutte le attività imprenditoriali – «Il ministro Mariastella Gelmini ha dato il suo benestare per iniziare le prime riaperture dal 20 aprile. Accogliamo positivamente questa intenzione e rilanciamo, invocando una ripresa totale delle attività imprenditoriali. Lo sappiamo e lo abbiamo ripetuto allo sfinimento: il Covid non si prende dentro un centro estetico o una parrucchiera, non ci sono contagi nei negozi di abbigliamento o nelle palestre. Le evidenze scientifiche concordano su questo aspetto. Riattiviamo il “Sistema Italia”. Consapevoli che forse è stato fatto un errore di valutazione sul rientro a scuola in questa fase. L’impatto della dad sui giovanissimi è dannoso, con complicazioni psicologiche in un momento di crescita personale. Ciononostante, le occasioni di incontro o gli stessi trasporti, seppur con le massime accortezze, rappresentano momenti di possibile diffusione del Coronavirus. E non si può dire lo stesso dei nostri luoghi di lavoro».

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Leonori e Menichelli

Vaccinazioni rapide e di massa – «La campagna non sta funzionando a dovere. Leggiamo con sconcerto di categorie che hanno già da mesi potuto usufruire del vaccino, scavalcando un criterio insostituibile come quello dell’età. Proteggere la popolazione partendo dalle fasce più anziane è il solo e unico modo per mitigare l’impatto della pandemia, ridurre i decessi e la pressione sugli ospedali. La salute è il bene più prezioso. Per metterci alle spalle l’emergenza dobbiamo velocizzare la campagna, interessando prioritariamente le fasce più deboli così che, diminuendo conseguentemente i decessi e i ricoveri, le imprese possano riaprire al più presto e rimettere in moto l’economia. Quanto alle vaccinazioni nelle aziende private, noi siamo pronti a dare un contributo. Aspettiamo disposizioni operative chiare e, soprattutto, in tempi utili».

Ristori finalmente adeguati – «Il dl Sostegni è un provvedimento inadeguato. I contributi arriveranno solo ad un’impresa su cinque e di misera entità. Una goccia in un oceano. Ricordiamo le nostre proiezioni, prendendo a campione circa 1.300 imprese tra le 9mila associate nelle tre province. Solamente il 20% circa ha diritto ad accedere al sostegno (269) e ci sono ditte che hanno visto in un anno andare in fumo migliaia di euro di fatturato, e si ritroveranno in tasca appena 3mila euro. Molte altre invece, avendo avuto comunque ingenti danni, non riceveranno alcun ristoro perché sotto la soglia del 30% (128 imprese). È all’orizzonte un Sostegni bis, e l’augurio è che il Governo non faccia gli stessi errori del passato. Che sia un vero ristoro, pensato per tutte le imprese, anche quelle che sono riuscite ad entrare con fatica nel precedente dl Sostegni».


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