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Dai pulcini del Torino all’esordio in Europa League, Graziano: «Disapprovo la Superlega, i sogni dei bambini tengono viva la passione»

SERIE C - Il centrocampista classe 1995, arrivato alla Fermana dalla Pro Vercelli lo scorso 14 gennaio e con un passato nel settore giovanile granata, si dice contrario alla nascita della nuova competizione europea tanto discussa: «È giusto che non si faccia»
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di Leonardo Nevischi

FERMO – Da Vercelli a Torino. Circa 80 km percorsi ogni giorno per raggiungere da casa sua il centro sportivo del Torino. Treni e pullman presi al volo per inseguire un unico sogno: diventare calciatore. E Giovanni Graziano ci è riuscito.

Oggi sta facendo le fortune del centrocampo della Fermana, dove con capitan Urbinati ha composto una diga perfetta davanti alla difesa, ma quello del mediano classe 1995 è un talento forgiato da Moreno Longo nelle giovanili del Torino, suo allenatore per 4 anni, e sbocciato definitivamente sotto la guida di Giampiero Ventura, che lo ha condotto fino all’esordio in Europa League.

Sì, avete capito bene. Fu proprio l’ex tecnico della nazionale italiana, che verrà per sempre ricordato come quello della disfatta storica dell’esclusione dal Mondiale del 2018, che l’11 dicembre 2014 lo fece esordire nell’ultima giornata del girone B della seconda competizione più importante d’Europa. Allo stadio “Parken” si sta giocando Copenaghen-Torino e in un attimo tutti i sogni del diciannovenne Graziano trovano una propria dimensione di concretezza: al minuto 66, fuori El Kaddouri, dentro Giovanni Graziano.

Lui lo ricorderà sempre come «il giorno più emozionante della mia carriera calcistica» ed allora, proprio perché in questi giorni si è discusso tanto dell’ormai nota Superlega e del concetto di meritocrazia legato anche ai sogni dei più piccoli di poter arrivare un giorno a calcare quei tipi di palcoscenici, è stato proprio il centrocampista della Fermana, che quel sogno lo ha già coronato, a spiegare quale sia la sua idea in merito.

«I sogni che si hanno quando si è bambini tengono viva la passione e ti motivano. È importantissimo che tutti possano sognare un giorno di raggiungere quel tipo di palcoscenico. Ancora oggi, noi che giochiamo a calcio per lavoro e siamo in Serie C, ci poniamo degli obiettivi da raggiungere perché se si vuole continuare a rimanere su certi livelli e se si ha l’ambizione di continuare a migliorare è importante coltivare un sogno. Poi esso può realistico o utopistico, può essere quello di giocare in Serie B o, perché no, di arrivare a giocare in Serie A, ma i sogni in ogni ambito della vita sono importanti ed è fondamentale che anche nel calcio mantengano viva la passione e la motivazione delle persone – ha sottolineato Graziano –. È giusto che questa Superlega non si faccia, così come sono state corrette le polemiche dei tifosi che hanno costretto Chelsea e Manchester City a battere la ritirata».

Un Giovanni Graziano che di sogni nel cassetto ne ha ancora molti, ma come gli aveva consigliato sette anni prima Fabio Quagliarella in ritiro «non dovrai preoccuparti se scenderai in Serie C a fare gavetta, dovrai solo pensare a giocare e migliorare». E così è stato. Zero patemi d’animo e la stessa voglia di sempre di scendere in campo e lottare su ogni pallone. E per la gioia di Giovanni Cornacchini, tutto questo continuerà a farlo fino a giugno 2023 nelle fila della Fermana.

A Fermo, Graziano, ha ritrovato Nicolò Sperotto, con il quale era al settore giovanile del Torino ed ha condiviso diversi viaggi per tornare a Vercelli dopo gli allenamenti, ed anche Lorenzo Grossi, con il quale ha in comune le esperienze a Gozzano ed alla Pro Vercelli. Tuttavia, il classe 1995 canarino, in quel di Gozzano, non ha condiviso lo spogliatoio solo con Grossi, bensì anche con un giocatore che quest’anno si è affacciato come un uragano nella nostra Seria A: Junior Messias.

«Ho giocato con Junior nella stagione 2018-19, ossia quella precedente al suo passaggio al Crotone – spiega Graziano –. Era un ragazzo umilissimo, molto professionale, e nonostante avesse delle qualità straordinarie arrivava sempre per primo al campo e lavorava tantissimo. A Rozzano faceva la mezzala e si sacrificava molto nel fare anche la fase difensiva. Già allora si capiva che fosse un giocatore di categoria superiore, ma nessuno si sarebbe aspettato un exploit simile da condurlo in Serie A a quell’età. Io comunque non sono rimasto sorpreso ed anzi sono certo che, nonostante il Crotone retrocederà, lui rimarrà nella massima serie».

 

Giovanni Graziano con Fabio Quagliarella

 

L’esordio di Graziano in Copenaghen-Torino (1-5) dell’Europa League del 2014

 

Giovanni Graziano in campo con la maglia del Torino Primavera


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