Il professor Sergio Labate
Molti esperti la definiscono come uno stato d’animo caratterizzato dall’incapacità di provare interesse o piacere verso tutto ciò che ci circonda, ciò che facciamo e situazioni in cui siamo immersi.
Lo scrittore Alberto Moravia l’ha trattata in un celebre romanzo. Anche Vasco Rossi le ha dedicato il testo di una canzone. La “noia” come sentimento, cifra esistenziale, stato d’animo, stasi della voglia di vivere e di trovare stimoli dentro e fuori di sé.
Un aspetto dell’esistenza che accompagna l’essere umano dalla notte dei tempi e che sarà affrontato in modo approfondito nel prossimo incontro web della rassegna “Un calice di Filosofia” con il professor Sergio Labate, docente di filosofia teoretica all’università di Macerata, che colloquierà con la giornalista Angelica Malvatani e con Domenico Baratto, presidente dell’associazione Wega che organizza l’evento.
Alle 18.30 di lunedì 10 maggio in diretta sulla pagina Facebook di Wega (facebook.com/wegaimpresasociale) e sul canale Youtube. La noia è uno stato emotivo tanto ignorato quanto presente.
Domenico Baratto
Quasi tutti lo sperimentano, ma molti cercano in tutti i modi di sfuggirla. La noia è dunque una condizione necessaria ma opprimente? O può essere una condizione non solo naturale ma anche salutare? Annoiarsi è un ostacolo o un aiuto per raggiungere una vita più felice? Domande alle quali si cercherà di dare risposte ma anche letture diverse di uno status dell’esistenza al quale quasi nessuno sfugge. Quindi al di là di una percezione negativa, la noia può nascere anche come blocco difensivo dalla realtà, per operare poi una crescita psicologica che renda più adeguato l’individuo con se stesso e il mondo esterno.
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