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Metropolitana mare-monti, Serena: “Tutti uniti, è un’opportunità per il rilancio del Fermano”

L'INTERVENTO - Elvezio Serena fornisce: "dati e curiosità su esempi virtuosi di ferrovie, un incoraggiamento per la realizzazione del progetto marchigiano. Una grande opportunità per lo sviluppo culturale, turistico, economico e sociale e del Fermano. Enti, politici, sindacati e associazioni: uniti per la Metropolitana Mare-Monti"
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Elvezio Serena

“Una grande opportunità per lo sviluppo culturale, turistico, economico e sociale e del Fermano. Enti, politici, sindacati e associazioni: uniti per la Metropolitana Mare-Monti”. Con queste parole Elvezio Serena rilancia ancora una volta l’idea, la proposta di realizzazione di una Metropolitana Mare-Monti nel Fermano. E snocciola anche dei dati.

“Per sostenere la validità della Metropolitana Mare-Monti, sulle tracce dell’ex Ferrovia Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola e della Filovia Porto S. Giorgio-Fermo, riporto alcuni dati su ferrovie che da anni svolgono, con successo, servizio di Trasporto Pubblico Locale e Turistico.
Esempio virtuoso a livello europeo, in Val Venosta la Merano-Malles, chiusa dalle Ferrovie dello Stato nel 1991 come ramo secco, riaperta nel 2005 dalla provincia autonoma di Bolzano con un investimento di 125 milioni di euro, (60 km a binario singolo) trasporta quasi 2 milioni di passeggeri annui. La sola val Venosta ha circa 35.000 abitanti, mentre il comprensorio del Burgraviato (Merano) ha circa 100.000 abitanti. Helmut Moroder, che diede vita al progetto facendo rinascere la linea, in un convegno dichiarava che puntavano a far viaggiare 1,5 milioni di passeggeri l’anno; invece, con grande sorpresa per tutti, si è arrivati a 1,7 milioni e, nel 2006, è stata raggiunta la capacità massima di utenza, con 2,7 milioni di passeggeri. Il treno, continuava Moroder, “attira almeno il doppio dei passeggeri rispetto ai bus”. La ferrovia elettrica Trento-Malè (65 km a binario singolo, prolungata a Marilleva e Mezzana) trasporta oltre 2,5 milioni di passeggeri annui, mentre la Vigezzina (Centovalli in Svizzera) Domodossola-Locarno (52 km a binario singolo) ne trasporta circa 500 mila all’anno, di cui oltre 300 mila riferiti al mercato turistico. I ricavi del traffico turistico/internazionale rappresentano circa il 90% dei ricavi complessivi, il numero dei gruppi organizzati trasportati è pari a 2.300/2.500 circa all’anno. La ferrovia elettrica Genova-Casella (25 km a binario singolo) sposta almeno 250 mila passeggeri annui. Ho viaggiato comodamente su tutte queste ferrovie, che svolgono sia un buon servizio per pendolari, sia un ottimo servizio turistico, in alcuni casi anche con trasporto e noleggio biciclette. Voglio segnalare infine, per il notevole successo, la ferrovia elettrica Foggia-Lucera (21 km su binario singolo), riaperta nel 2009 a 42 anni dalla chiusura. Il materiale rotabile utilizzato è di ultima generazione, con una capacità di 300 passeggeri, e collega in circa 15 minuti i due Comuni interessati con 56 corse giornaliere. Gli aspetti positivi riguardano anche il sistema di tariffazione, che permette l’utilizzo di un unico biglietto sia per il treno sia per gli autobus provenienti dai comuni limitrofi e l’orario cadenzato, un treno ogni 30 minuti, e di facile memorizzazione.

Elvezio Serena e la ‘Merano – Malles’

Quindi, visti i dati confortanti per queste storiche linee, iniziamo oggi a ragionare con soluzioni efficaci per ridurre drasticamente le emissioni entro il 2030. La Metropolitana di Superficie del Fermano consentirà di spostarsi in sicurezza dal mare ai monti azzurri, 365 giorni all’anno, per lavoro, studio, turismo o pellegrinaggio, senza l’assillo di dove parcheggiare l’auto e sovraccaricare le zone interne, come già abbiamo fatto con la costa. Non si ragioni solo in termini di nuove strade, autostrade, rotatorie, parcheggi, che sono importanti, ma che richiedono manutenzione, spesso dimenticata. E’ una visione obsoleta: il Ministero della Transizione ecologica ci chiede di liberare le strade da automobili e mezzi pesanti, che avranno ancora motore termico per altri anni.
Anzitutto confido nella Provincia di Fermo, che dovrà coinvolgere la Regione Marche, ma anche le province di Macerata (il treno aveva una propria stazione a Monte San Martino) e di Ascoli Piceno. Oltre ad Amandola, località molto attrattive come Montefortino, Montemonaco, Comunanza, Sarnano e Penna S. Giovanni trarranno sicuramente benefici con l’attivazione dell’infrastruttura, che avrebbe un bacino d’utenza locale (turismo escluso) di almeno 100.000 abitanti. I singoli Comuni, a partire da quelli più direttamente interessati della Valle del Tenna, daranno formale adesione, per poi unirsi in Consorzio. Dovranno svolgere un ruolo essenziale il Parco nazionale dei Monti Sibillini, le Unioni Montane dei Sibillini (con sede a Comunanza) e dei Monti Azzurri (con sede a San Ginesio). Ma anche i parlamentari e i consiglieri regionali eletti nel Fermano dovrebbero esprimersi presto sul progetto, che Steat e Trasfer dovranno appoggiare, dato che porterà sicuramente benefici anche a tutto il trasporto pubblico del Fermano con intermodalità, biglietto unico e trasporto biciclette. Dichiarino il loro sostegno alla realizzazione dell’infrastruttura, come ha già fatto la Cna provinciale di Fermo, le associazioni di categoria (Confindustria, Coldiretti, Confcommercio, Confagricoltura, ecc.), i sindacati e gli ordini professionali (Ingegneri, Architetti, Commercialisti, Geometri, Periti Industriali ). Chiaramente il al Fermano, l’associazione ‘Marca Fermana’ e le associazioni ambientaliste locali a partire da Italia Nostra dovranno esprimersi ufficialmente, così come le associazioni culturali, a partire dal Centro Studi e Ricerche ‘G. B. Carducci’, le Pro Loco e l’Unpli Ap-Fm, e quelle sportive. E sono sicuro che anche i vertici della Cassa di Risparmio di Fermo darebbero un parere favorevole per raggiungere l’ambizioso traguardo.
Siamo stati bravi a ottenere la Provincia di Fermo, obiettivo che a molti sembrava irraggiungibile, perché – conclude Serena – non possiamo ottenere la realizzazione di questa originale e caratteristica infrastruttura, che darebbe un futuro ai giovani del Fermano e delle Marche, e contribuirebbe a ripopolare i borghi colpiti dal terremoto? Prendiamo esempio da Ascoli Piceno, che in pochi mesi ha fatto massa critica e sta ottenendo risultati straordinari per realizzare la Ferrovia dei due mari, tra l’Adriatico e il Tirreno”


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