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Addio a Franco Battiato, il suo legame con le Marche e Musicultura: nel suo centro di gravità permanente anche Padre Matteo Ricci (Video)

IL MAESTRO della musica italiana si è spento oggi all'età di 76 anni. Tra le sue canzoni spazio anche per il gesuita maceratese. Ezio Nannipieri lo ricorda nel 2007 ospite di Musicultura sul palco dello Sferisterio con il brano "La cura": «Aveva una voce capace di entrare nell'anima»
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L'esibizione di Franco Battiato a Musicultura nel 2007

 

di Marco Ribechi

Da Catania a Pechino passando per le Marche e  Macerata. C’è stato spazio anche per Padre Matteo Ricci nell’infinita produzione musicale del Maestro Franco Battiato, morto oggi a Milo all’età di 76 anni.

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Franco Battiato in una foto del 2009

L’Italia piange uno dei suoi maggiori cantautori di tutti i tempi, capace come nessun altro di creare testi dal profondo valore filosofico, spesso incentrati sul significato della vita umana e delle sue manifestazioni, intrecciandoli con musiche pop sempre d’avanguardia. Un artista che fin dagli esordi nel 1972 è stato capace di conquistare ogni tipo di pubblico pur restando sempre onesto ed estremamente indipendente ma soprattutto schivo alle interviste e alle telecamere. Storie di viaggi, posti remoti, tradizioni, raccontate attraverso immagini fortemente evocative. E così, in quello che forse si può considerare il suo brano più celebre, ovvero “Centro di gravità permanente”, ritroviamo anche un simbolo maceratese dipinto con pennellate impressioniste nei suoi abiti più consoni. Si tratta di Padre Matteo Ricci, il “gesuita euclideo vestito come un bonzo per entrare a corte dell’imperatore della dinastia dei Ming”. Proprio il religioso maceratese, primo sinologo della storia e personalità di grande impatto nel mondo cinese, è stato ritratto nel 1989 in questi versi del Maestro in un’epoca in cui la figura del missionario gesuita era ancora celata persino alla maggioranza dei maceratesi. Una canzone pop ma dal profondo valore universale, ispirata dai testi del grande esoterico e maestro di danze greco-armeno Georges Ivanovič Gurdjieff, citato in moltissimi brani e di cui Battiato stesso era grande estimatore.

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Franco Battiato con Piero Cesanelli allo Sferisterio, dietro di loro Ezio Nannipieri

Franco Battiato è però legato alle Marche e al maceratese anche per la sua presenza nel comitato di garanzia di Musicultura, al quale aveva aderito con entusiasmo ma da cui si era allontanato negli ultimi anni per concentrarsi sulla sua dimensione artistica: «Battiato è stato l’artista più socratico della musica italiana – ricorda Ezio Nannipieri, direttore artistico del festival – credo che non passasse un giorno senza domandarsi come sia giusto vivere. Lo abbiamo ospitato due volte nella nostra manifestazione, una volta a Recanati e una allo Sferisterio. Proprio nell’arena nel 2007 Piero Cesanelli lo fece incontrare, un po’ a sorpresa, con la scrittrice sua grande amica Fleur Jaeggy e ricordo la dolcezza con cui si sono salutati prima di eseguire il brano La cura.  Aveva una voce che scavava nell’animo e molti altri artisti ne hanno interpretato i brani, credo che però colei che si è più avvicinata alle sue intenzioni è stata Alice (anche lei ospite nel 2009 di Musicultura proprio con Prospettiva Newskij, video in basso, ndr) che, forse, le ha addirittura amplificate. Oggi è un giorno molto triste per tutta la musica italiana».

 

 


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