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Estremismo di destra,
indagini della Digos anche nel Fermano

POLIZIA - Le indagini sono partite nel 2019 e riguardavano alcuni sodali residenti in Abruzzo. Da lì si sono poi sviluppate in altre province
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Materiale trovato nel corso di una delle perquisizioni

 

Indagine su di un movimento di estrema destra chiamato L’Ultima legione, 25 perquisizioni in tutta Italia, una di queste a Monte San Giusto che ha riguardato una persona che avrebbe detto di essere amico di Luca Traini, l’uomo che il 3 febbraio del 2018 aveva compiuto un raid per le strade di Macerata sparando a sei persone, e che era in contatto con uno dei sodali. Il suo ruolo nel movimento sarebbe comunque marginale. A mettere a segno la perquisizione è stata la Digos di Macerata su mandato della procura distrettuale de L’Aquila, che sta conducendo le indagini. In tutto sono state 18 in Italia le provincie interessate alle perquisizioni: Milano, Como, Chieti, Verona, La Spezia, Genova, Pescara, Terni, Macerata, Piacenza, Modena, Vicenza, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza, Venezia. Nella nostra provincia, da quanto emerge, nel corso della perquisizione è stato acquisito materiale che sarà ora analizzato dagli inquirenti. E proprio a Fermo in prima linea la Digos. 

Agli appartenenti ad Ultima Legione viene contestato il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all’uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all’odio ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi, per avere, in concorso tra loro, promosso, organizzato, diretto o partecipato all’organizzazione Ultima legione. Le indagini sono partite nel 2019 e riguardavano alcuni sodali residenti in Abruzzo. Da lì si sono poi sviluppate in altre province. I fatti contestati traggono origine da dichiarazioni e documenti diffusi online tramite le piattaforme di messaggistica digitale Whatsapp e Telegram di Ultima Legione ed affini, nonché sui social network Facebook e VKontakte (social network russo noto per l’assenza di censura interna).

Sono state analizzate anche riunioni organizzative e di propaganda promosse da Ultima Legione in occasione delle commemorazioni di Benito Mussolini che periodicamente si sono svolte a Predappio, documentate da scatti fotografici e dichiarazioni pubblicati nelle community di Ultima Legione o sui profili pubblici e di libero accesso nonché sulla pagina web del movimento. Inoltre dalle indagini è emerso che alcuni appartenenti si definiscono apertamente fascisti e denigrano i valori della Resistenza con definizione de1 “25 Aprile –  fine di una libertà inizio di una prigionia“, ed anche della Costituzione Italiana, ritenuta “una puttanata“ e “prostituzione”. Sempre secondo gli inquirenti la violenza sarebbe stata esaltata in più occasioni quale metodo di lotta politica, con l’aperta finalità di cavalcare il dissenso, anche propugnando, in diverse circostanze, il ricorso alle armi, con frasi pubblicate in chat del tipo: “Le armi si trovano… si trovano”. “Ho sempre gli anelli alle dita e il manganello dietro ora ho pure un machete”. La propaganda razzista e l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali, nazionali, etnici e religiosi è consistita nella  pubblicazione, sulle varie chat e sul web, di dichiarazioni e meme improntati, in particolare, alla negazione della Shoah e con l’esaltazione delle leggi razziali, con frasi del tipo: “Elimina l’ebreo e il mondo diventa migliore almeno di un po’”. L‘odio è stato  indirizzato, oltreché  contro i1 popolo ebraico, anche contro persone di diversa etnia di provenienza, contro gli islamici, ed anche in senso omofobo. L’alto valore simbolico del linguaggio utilizzato e dei richiami al nazi-fascismo, sono spesso tesi al parallelismo tra l’epoca imperiale, che mette in rilievo la grandezza nazionale,  ed il contesto attuale, del quale vengono evidenziati gli aspetti negativi che avrebbero portato la recessione economica, la disoccupazione e la violenza, ricondotte perlopiù ai processi migratori e, da ultimo, anche all’emergenza pandemica Covid, vista in chiave complottista e negazionista. Significativa è l’affermazione di un appartenente al movimento che commenta i filmati ritraenti i mezzi dall’Esercito Italiano utilizzati  a Brescia per il trasporto delle bare dei  deceduti a causa del Coronavirus per essere sottoposti a cremazione. Con cinismo, è stato associato l’utilizzo dei forni crematori ad un giusto mezzo, con chiaro riferimento a Hitler, al nazismo ed all’Olocausto.

(Ultimo aggiornamento alle 15)

 


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