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Disoccupazione femminile, il grido di una sangiorgese: “Molte di noi, madri, rimaste senza lavoro: la Regione ci aiuti”

APPELLO alla Regione di una donna sangiorgese: "Giusto aiutare tutti coloro che sono disoccupati ma molte donne tra i 40 e i 50 anni sono senza lavoro. E non è certo l'unica difficoltà che incontriamo"
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“Sì, giusto aiutare i ragazzi, dare loro una speranza per il futuro. Ma ci siamo anche noi”. E’ l’appello di una sangiorgese, madre di due figli, disoccupata, che si fa portavoce di tante come lei, donne dai 40 ai 50 anni, che stanno vivendo sulla loro pelle una crisi occupazionale senza precedenti. E da qui l’appello, accorato, al presidente della Regione, Francesco Acquaroli e, più in generale, alla politica tutta: “Non si dimentichino, quando parlano di favorire l’occupazione, di tutte noi donne rimaste senza lavoro, con una famiglia da portare avanti. Con mille difficoltà che con coraggio e tenacia affrontiamo quotidianamente. Ma quella forza che ci ha mandato avanti fino ad oggi sta svanendo” sotto i colpi dello scoramento. E, in alcuni casi, peggio ancora, della depressione.

“Sono disoccupata, e lo dico con orgoglio perché voglio lavorare. Ho due figli agli studi e un marito pensionato. Ma la sua pensione, da sola, non ci consente di andare avanti. Cerco continuamente offerte di lavoro e mi viene sistematicamente risposto che non sono più giovane, che non faccio al caso loro, che non ho esperienza per quella mansione. Tutte frasi certo non facili da sopportare, sì in alcuni casi le reputo umilianti. La nostra Costituzione non parla forse, al primo articolo, di una Repubblica democratica fondata sul lavoro? Dove? Quando? Quale? Abbiamo studiato (lei ha un diploma in Ragioneria, e ha il patentino europeo Ecdl). Io ho fatto qualsiasi lavoro, ma questo non mi ha consentito, con occupazioni non durature, di maturare un’adeguata contribuzione. Sono disposta a svolgere qualsiasi lavoro pur di guadagnare qualcosa ma anche per provare a rialzare la testa, l’animo, a sentirmi un minimo realizzata. Invece sono costretta a passare le giornate al pc, a cercare offerte di lavoro, a spedire il curriculum vitae e a sentirmi rispondere in quel modo. No, non è facile per niente non abbattersi. Ma cerco di resistere. E così, tante mie coetanee nella mia stessa condizione. Ecco perché vorrei, vorremmo, che quando si parla di favorire l’occupazione, qualcuno pensasse anche a noi, a noi donne dai 40 ai 50 anni, disoccupate”.


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