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Questione ospedale, Fratelli d’Italia incontra l’opposizione consiliare comunale

AMANDOLA - Il coordinatore provinciale del partito, Balestrieri, a colloquio con i consiglieri Vittori, Del Gobbo, Tidei e Mecozzi nel merito delle strutture sanitarie del comune montano. Dalla Regione confermato lo stato di avanzamento dei lavori e l'impegno messo in campo in tema di edilizia sanitaria volto ad adeguare il presidio ai requisiti affinché la struttura ricalchi il profilo di nosocomio di area disagiata
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Giovedì scorso si è tenuto ad Amandola un incontro tra il gruppo di opposizione consiliare rappresentato da Raffaele Vittori, Danilo Del Gobbo, Valerio Tidei ed Adriano Mecozzi, con il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Andrea Balestrieri ed una rappresentanza di sostenitori del partito guidato a livello nazionale dalla leader, Giorgia Meloni.

Focus dell’incontro: le strutture sanitarie del comune montano. L’assessore regionale Baldelli ha informato il coordinatore Balestrieri sullo stato di avanzamento dei lavori e sull’impegno già messo in campo in tema di edilizia sanitaria e ospedaliera volto ad adeguare il presidio amandolese ai requisiti necessari perché la struttura possa rispondere ai requisiti di legge di un ospedale di area disagiata.

“E’ bene fare chiarezza sulla situazione delle strutture ospedaliere – l’esordio di Balestrieri -. Nel nuovo ospedale in costruzione ci sono state numerose difficoltà, sia a livello di progettazione sia a livello di funzionalità. Bene hanno fatto in questi mesi i consiglieri di opposizione di Amandola ad evidenziare le criticità e ad affidarsi alla nuova giunta regionale affinché trovasse soluzioni adeguate alle evidenti storture derivanti dalle scelte della passata giunta regionale”. Elencando i vari dubbi che il capogruppo Vittori aveva esposto all’assessore, viene anche rimarcato quello che era il sospetto di molti: “Affinchè l’ospedale di Amandola sia un vero presidio ospedaliero è necessario rispettare i requisiti minimi richiesti dalla normativa vigente e per questo dovranno essere apportati evidenti correttivi di pianificazione”, il lapidario commento dell’assessore, con la Regione che, secondo i militanti di partito “sta, però, buttando il cuore oltre l’ostacolo avendo stanziato nuovi fondi”.

“Sono le migliorie minime per far sì che Amandola abbia una struttura funzionale ad essere un ospedale, cosa a cui l’assessore tiene molto”, dichiarano i consiglieri. Durante l’incontro pubblico il gruppo di opposizione ha affrontato anche il tema della struttura provvisoria, che dovrebbe ospitare il reparto di medicina, che il sindaco ha più volte dichiarato terminato e pronto all’uso. I consiglieri hanno dunque letto ai presenti il verbale del tavolo tecnico tenutosi il 4 giugno 2018 tra gli allora vertici regionali, sia tecnici che amministrativi, ed il sindaco e vice sindaco di Amandola. In tale tavolo Marinangeli propose l’area di Pian di Contro per una struttura provvisoria con servizi sanitari annessi. I consiglieri evidenziano però, dopo aver effettuato un sopralluogo nella struttura, come i servizi sopra citati siano in realtà dislocati non nella nuova struttura, bensì nel vecchio ospedale Vittorio Emanuele II dove si stanno attualmente svolgendo anche le operazioni di vaccinazione.

“L’assessore Saltamartini – dichiara l’ opposizione consiliare – aveva chiarito molto bene la questione qualche settimana fa rispondendo ad una interrogazione presentata. È evidente che le mancanze non si esauriscono ai soli collaudi. Un reparto di medicina, come ribadito da Saltamartini, non può essere scollegato dai necessari servizi ospedalieri di supporto. Chiaramente la decisione sull’apertura o meno è e rimane di natura tecnica e non politica. Sentir dire addirittura su una rete nazionale che mancasse una firma per mancanza di volontà politica è una sciocchezza di chi non conosce nemmeno il diritto amministrativo”.

“Cosa accadrà quindi se i tecnici Asur non dessero l’autorizzazione all’apertura del reparto? – si chiedono i consiglieri – Sarebbe un ulteriore clamoroso errore della precedente amministrazione regionale e dall’attuale sindaco che graverebbe sulle spalle dei cittadini del comprensorio”. Segue anche la proposta: “Il Comune ha incassato oltre 190 mila euro da donazioni finalizzate al ripristino del vecchio ospedale. Se questi fondi venissero usati per ripristinare alcuni spazi nel vecchio nosocomio dove, tra le altre cose, ad oggi funzionano la dialisi, la radiologia, il punto prelievi, il Ppi, la Potes oltre agli ambulatori e dove si stanno somministrando i vaccini Covid, la Regione si troverebbe a riattivare dei servizi praticamente abbattendo i costi da sostenere. Tra l’altro come ricordava l’assessore Baldelli il vecchio ospedale va in ogni caso valorizzato. Una struttura simile non può essere lasciata in tali condizioni”. Riflessione accolta con entusiasmo da Balestrieri che da sempre ritiene che ci vogliano competenze e determinazione per riconquistare il diritto alla salute che la precedente giunta regionale ha negato all’alto Fermano.


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