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Tre anni per completare il porto, l’annuncio del presidente Marconi: “Vogliamo una struttura aperta al territorio” VIDEO

P.S.GIORGIO -Piano del porto, futuro dell'approdo, strategie di rilancio della più importante infrastruttura nautica del territorio. Di questo e non solo ha parlato Renato Marconi, presidente della Marina, negli studi di Radio Fermo Uno insieme al direttore Poalo Paoletti.
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di Sandro Renzi

La Bandiera Blu, il piano del porto, il futuro della nautica e le prospettive dell’approdo, di questo e non solo, ha parlato il presidente della società Marina, Renato Marconi, ospite del direttore Paolo Paoletti negli studi di Radio Fermo Uno. Occasione per fare il punto su quello che l’infrastruttura sangiorgese rappresenta nel contesto provinciale e regionale. La società che l’ha in concessione, composta dal gruppo Renzi, dalla Marinedi e dall’imprenditore Sarnari, di fatto controlla una delle più significative infrastrutture turistiche della costa marchigiana. “La Marina di Porto San Giorgio è una delle più importanti della costa Adriatica con circa 850 posti barca –ha esordito Marconi- e quando fu realizzata su iniziativa del cav. Ugo Renzi fu una delle più importanti realtà in Italia. Lo scorso anno si può considerare come quello dell’avvio del rilancio, nonostante il Covid, con l’ingresso del gruppo Marinedi che ha messo in rete 14 approdi in tutta Italia. Fare parte della rete Marinedi è senz’altro una opportunità. Questo permette di avere uno standard di servizio. I nostri clienti possono girare gratuitamente tra tutti i porti del gruppo ad esempio”.

Il tutto mantenendo per ciascun porto la sua identità. “Una rete insomma che punta a salvaguardare anche il retroterra di un porto. Ciascun luogo rappresenta le diversità italiche” aggiunge il presidente Marconi. Capitolo dragaggio. Le operazioni esterne ed interne sono state completate o lo saranno a brevissimo, entro la fine del mese, interessando il canale d’accesso. “Grazie ai lavori seguiti dal Comune ed al livellamento interno effettuato dalla società Marina riusciremo a portare i fondali intorno ai 3 metri e mezzo rispetto al metro e ottanta di un anno fa e farà la differenza, ci auguriamo, in vista dell’estate” prosegue Marconi. Anche quest’anno l’approdo potrà inoltre vantare una nuova Bandiera blu, l’ennesima. Sono ben 35 quelle che sventolano sull’approdo, da quando la Fee ha istituito questo riconoscimento. “Segno che questo porto è stato progettato con lungimiranza”.

Porto e non solo però se si guarda anche al comparto turistico ed economico. Porto insomma come volano e biglietto da visita. “Il nostro sogno è portare il diportista a soffermarsi qui per conoscere l’entroterra. Stiamo ad esempio arricchendo l’offerta con la possibilità di noleggio delle bici, moto, auto, per girare il comprensorio, partendo da Fermo per arrivare ai borghi delle Marche che sono meravigliosi ma poco frequentati. Il nostro scopo non è solo economico ma anche sociale da questo punto di vista”. Lo stesso che ha spinto la società ad aprirsi alle scuole attraverso visite guidate al suo interno. “I bambini hanno imparato la vita dei pescatori e del diporto –commenta Marconi- una compenetrazione tra Marina e città che si è concretizzata pure attraverso l’iniziativa culturale che punta a organizzare eventi anche all’interno dei recuperati locali dell’approdo, punto del vecchio pontile poi smantellato. E lì ogni mese avremo un artista. Una vera e propria casa degli artisti. Una effettiva integrazione con il tessuto sociale”.

L’altra sfida che vede la società impegnata in questi mesi è quella di completare il porto stesso, compresa ovviamente l’area nord. E di questo Marconi ha discusso proprio oggi con il sindaco Nicola Loira. “Ci siamo confrontati sull’autorizzazione per completare l’area nord con servizi per la nautica nel rispetto dell’ambiente. Un’area da fecondare completando la piazza che c’è già, prevedendo negozi, ristoranti, foresterie e uffici. Circa 5 ettari con meno di 9.000 mq di strutture da edificare, molto verde, tanti parcheggi. Tutto questo migliorerà l’ambiente e farà diventare l’area centrale anche per Fermo ed il fermano”. I tempi? “Cronologicamente –assicura Marconi- potremo iniziare a vedere i primi segni del nostro programma, iniziato il 1 gennaio del 2020, entro il 2023. Sarà la data di completamento del porto e speriamo di vederlo pieno di barche. Tutta questa iniziativa vive e cresce solo e in quanto ci sono barche. Puntiamo a passare da 190 imbarcazioni a 550. Questo il nostro obiettivo”.


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