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Macerie sisma, due vie per non fermarsi: riciclo e più quantitativi per gli impianti

PROPOSTE - La Regione chiede di riutilizzare i detriti per nuove edificazioni legate alla ricostruzione, inoltre ha chiesto una deroga al Governo per accrescere i conferimenti
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Lavorazione di macerie al Cosmari

 

Macerie sisma, la Regione incontra associazioni e grandi aziende pubbliche per stimolare la domanda di riciclato e smaltire le eccedenze degli stabilimenti di trattamento. Chieste al Governo deroghe per l’aumento della capacità di lavorazione. L’obiettivo è accelerare la ricostruzione, non rallentandola con il problema del trattamento delle macerie che, «specie negli stabilimenti del Maceratese, trova ostacoli a seguito del superamento delle quote ricevibili autorizzate» dice la Regione.

La strada da percorrere, individuata dalla Regione, è quella di applicare il modello dell’economia circolare nella ricostruzione, stimolando la domanda di aggregato riciclato per l’edilizia sostenibile. Un “doppio binario” di interventi e strategie, che, nell’immediato, vede anche la richiesta della Regione al Governo di riproporre la deroga ai quantitativi di macerie ricevibili dagli impianti di trattamento. Parallelamente la Regione sta lavorando a una gestione smart del problema per consentire ai tecnici, in tempo reale, di mappare la disponibilità degli impianti e i quantitativi di riciclato impiegabile. Tutto questo è stato al centro di un confronto, promossa dall’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli con le associazioni di categoria e imprenditoriali, l’ingegnere Marco Mari della struttura commissariale, l’ufficio speciale per la ricostruzione, la Protezione civile, l’Arpam, Anas, Ferrovie e Quadrilatero. «Vogliamo intervenire sul problema contingente degli impianti e sul modello di ricostruzione da portare avanti, evitando rallentamenti e stress ambientali – ha sottolineato Castelli – Il percorso da intraprendere è chiaro e va perseguito nello spirito di massima concertazione e collaborazione che contraddistingue l’operato della giunta Acquaroli». Castelli evidenzia come l’esecutivo regionale abbia registrato «qualche segnale di allarme per quanto riguarda la capacità di abbancamento degli impianti, che vanno disinnescati con azioni mirate. Alla struttura commissariale è stato chiesto di attivarsi con il governo per rinnovare la deroga a ricevere un quantitativo maggiore di macerie private da trattare, scaduto lo scorso 31 dicembre. Parallelamente vanno coinvolti, come fatto in questo confronto, i grandi driver delle costruzioni. Ad Anas, Ferrovie e società Quadrilatero abbiamo chiesto la disponibilità ad utilizzare questi aggregati, quantificandone un consumo che favorisca il continuo impiego dei prodotti trattati». Tra gli obiettivi immediati anche quello di promuovere un’applicazione, curata da Arpam, utile al monitoraggio in tempo reale delle disponibilità impiantistiche di cui le imprese e i tecnici potranno avvalersi nel corso della ricostruzione.

 

 


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