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Copagri: ”Grande rammarico per lo stop ai negoziati sulla riforma della Pac”

AGRICOLTURA - Il presidente Verrascina: ''Vanno superate le preclusioni che rischiano di rallentare il processo che porterà all’approvazione del Piano Strategico Nazionale per il medio periodo, vale a dire il quinquennio 2023-2027
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“La mancata conclusione dei negoziati sulla riforma della Pac, che accogliamo con grande rammarico, ha rinviato l’intera partita alla prossima tornata negoziale, che dovrebbe svolgersi alla fine di giugno, con la speranza di arrivare ad una conclusione entro la fine della presidenza portoghese dell’Ue”.

Lo sottolinea il presidente della Copagri, Franco Verrascina, a margine dell’ultima tornata negoziale durante la quale non è stato trovato l’accordo politico sui tre atti legislativi della riforma della politica agricola comunitaria, che dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2023 e guidare la Pac del successivo quinquennio, mettendo sul piatto oltre 390 miliardi di euro.

“L’interruzione delle trattative rappresenta un’occasione persa per definire il complesso percorso che porterà l’agricoltura comunitaria in un futuro nel quale dovranno trovare maggiore attenzione tutte le tematiche inerenti alla sostenibilità; lo stop, inoltre, che auguriamo venga superato mettendo da parte ogni possibile preclusione di sorta, rischia di rallentare il processo che porterà all’approvazione del Piano Strategico Nazionale, fa notare il presidente.

“In ogni caso, l’eventuale conclusione delle trattative, che auspichiamo arrivi entro breve, sarà solo l’inizio di un lungo percorso che proseguirà con l’intensa e delicata partita del Psn, che a nostro avviso dovrà essere caratterizzato dalla giusta ambizione necessaria a raggiungere i nove obiettivi strategici della Pac – prosegue Verrascina, ricordando che – l’orizzonte deve essere quello di dare certezza giuridica agli agricoltori e salvaguardarne la redditività, in linea con lo spirito della Politica Agricola Comune e con la necessità di far ripartire l’economia e i consumi”.

“Dobbiamo puntare a una Pac flessibile, che possa rispondere alle diverse esigenze degli stati membri, permettendo al nostro Paese di salvaguardare le tante tipicità della nostra agricoltura, definendo politiche e strumenti in grado di adeguarsi ai cambiamenti improvvisi che possono sopraggiungere e stravolgere il sistema, come ci ha insegnato la drammatica emergenza pandemica – continua il presidente della Copagri, ricordando che – dalla Pac dipendono il sostegno al reddito agricolo e lo sviluppo del settore”.

“Con il Psn, che andrà chiuso entro l’estate del 2022, abbiamo davanti a noi un appuntamento che non possiamo mancare; la priorità deve continuare a essere quella di difendere il reddito degli agricoltori, tutelandone l’insostituibile operato, che li rende i primi custodi dell’ambiente e del territorio, con il fondamentale ruolo di salvaguardare e sostenere la biodiversità, contribuendo alla sostenibilità culturale, ambientale ed economica, mantenendo al contempo vive le tradizioni agricole locali e valorizzandone le produzioni territoriali che fanno grande il Made in Italy nel mondo”, conclude Verrascina.

 


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