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La ricerca unica arma per sconfiggere la sclerosi multipla, il Fermano si mobilita

EVENTO - Al Murri negli ultimi anni si è investito nella cura della SM e la UOC di Neurologia ha un numero crescente di prese in carico di persone, attualmente più di 300
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Il 30 Maggio ricorrerà la giornata mondiale della Sclerosi Multipla e, da venerdì 28 a domenica 30 maggio, verranno organizzati in tutti i comuni del Fermano banchetti di raccolta fondi e vendita di gardensie, nelle piazze, attività commerciali e parrocchie, dai volontari dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), una delle organizzazioni no profit più attive, punto di riferimento per tutte le persone affette dalla patologia e per le loro famiglie.

La Commissione Sanità del Comune di Fermo, unitamente al sindaco Paolo Calcinaro, l’Assessorato ai Servizi Sociali e all’Amministrazione, vuole sensibilizzare tutti i cittadini a sostenere l’AISM e la ricerca che oggi è l’unica arma per sconfiggere la malattia.

La sclerosi multipla (SM) è una malattia complessa ed eterogenea a patogenesi immuno-mediata, ovvero dovuta ad una alterazione del sistema immunitario che “attacca” il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), producendo sintomi neurologici vari e di diversa gravità a seconda della zona danneggiata. È una malattia cronica, il cui decorso all’inizio è scarsamente prevedibile.

Le donne risultano maggiormente colpite, con un rapporto di 2-3 a 1 rispetto agli uomini.

La diagnosi avviene tipicamente tra i 20 e i 40 anni, ma può manifestarsi anche in età pediatrica ed in adulti oltre i 50 anni.

Cosa causi la SM rimane ancora oggetto della ricerca, seppure molti meccanismi del danno mediato dal sistema immunitario sono conosciuti. Pur non essendo una malattia ereditaria, l’interazione fra fattori genetici ed ambientali risulta importante per il suo sviluppo. La SM può presentarsi con episodi acuti in cui i sintomi spesso possono ridursi o scomparire dopo un certo tempo e meno frequentemente può esordire con un graduale ed insidioso peggioramento di sintomi neurologici nel tempo con lenta progressiva disabilità. La SM non comporta però necessariamente una disabilità grave e talvolta è possibile conviverci con una buona qualità di vita.

Negli ultimi anni sempre più terapie si sono rese disponibili per curare (ma non guarire) la SM, modificando il suo andamento. E’ importante iniziare la terapia appena la SM si manifesta e adattarla al suo livello di aggressività. Esistono anche farmaci per gestire i sintomi della malattia ed un ruolo molto importante ha la riabilitazione fisica. Spesso la sintomatologia coinvolge i disturbi della minzione, visivi, i disturbi psicologici ecc e questo richiede un approccio multidisciplinare dove il neurologo è coadiuvato da altri specialisti (urologo, oculista, psicologo, ecc).

In Italia la SM colpisce circa 120.000 persone, circa 2.700 nelle Marche. Al Murri negli ultimi anni si è investito nella cura della SM e la UOC di Neurologia ha un numero crescente di prese in carico di persone con SM, attualmente più di 300.

Soprattutto alla diagnosi ma anche durante il corso della malattia, le persone talvolta si sentono smarrite, demoralizzate e faticano a condividere la loro patologia e le sue implicazioni. L’AISM, vuole fornire loro vicinanza, informazione, orientamento, supporto a chiunque vive con la SM. È presente su tutto il territorio nazionale con sezioni provinciali e coordinamenti regionali e ha un ricco sito (www.aism.it) da consultare. A Fermo esiste un gruppo operativo incluso nella sezione provinciale di Ascoli Piceno, che ha come responsabile Catia Smerilli e ha sede in via del Bastione, 3. “Vogliamo mettere in luce ulteriormente questo gruppo operativo del nostro territorio – affermano i referenti della Commissione Sanità -, non solo alle persone affette da SM ma anche ai sanitari, ai cittadini che possono consultarsi, interagire e collaborare con esso. E’ infatti molto l’impegno che il gruppo profonde ma anche molte le necessità per poter rispondere al meglio alle richieste che sopraggiungono. E’ quindi l’impegno e l’adesione di tutti noi insieme che può aiutare sia la ricerca , sia il nostro gruppo operativo, sostenendo l’iniziativa Bentornata Gardensia”.


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