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LETTERE AL DIRETTORE “Agli Anni Azzurri e a Chirurgia del Murri quanta dedizione nei confronti di mio padre”

RINGRAZIAMENTO da parte di Giorgio Nerpiti che si domanda: "Come mai quando sono state assegnate le onorificenze destinate a chi si è distinto nell’emergenza epidemiologica, ci sono state distinzioni tra gli operatori del settore pubblico e quelli che invece lavorano nel privato?"
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“È sicuramente nei momenti difficili della vita che più si apprezza quanto le persone intorno sappiano incarnare sentimenti di comprensione umana e di religiosa misericordia. Mio padre Antonio che ci ha lasciato pochi giorni fa e noi suoi familiari lo abbiamo sperimentato negli ultimi mesi durante la sua lunga degenza presso la Residenza Anni Azzurri Valdaso di Campofilone, così come nel suo breve ricovero presso il Reparto di Chirurgia dell’Ospedale Murri di Fermo”. Inizia così, con queste parole, la lettera di ringraziamento alla Residenza Anni Azzurri e al reparto del Murri guidato dal primario Silvio Guerriero, che Giorgio Nerpiti, Omm di Montegiorgio, ha inviato alla redazione di Cronache Fermane.  “Avrei piacere di ringraziare gli operatori sanitari che sono stati vicini a mio padre e soprattutto avrei piacere di trasmettere un messaggio positivo che in questo periodo è rarissimo”.

“In entrambi i casi tutto il personale, dai dirigenti al personale Osa, ha dimostrato – scrive Nerpiti – una dedizione al paziente che travalica ogni clausola contrattuale non facendosi ‘rimanere in tasca’ la pietà recitata da De André ed interpretando anzi in prima persona la Pìetas romana di cui in qualche modo dovremmo essere tutti eredi. Per il paziente, soprattutto per la solitudine cui è condannato in questi tempi, una parola gentile, un gesto d’affetto, una carezza dell’animo sono un bene prezioso ed insostituibile che aiutano a superare i momenti più tristi del ricovero ospedaliero. Tutto questo non è mancato a nostro padre e di tanto ci sentiamo in debito con chi lo ha così amorevolmente assistito. E non capiamo come mai il 2 Giugno, quando sono state assegnate le onorificenze destinate a chi si è distinto nell’emergenza epidemiologica, ci siano state distinzioni tra gli Operatori del settore pubblico e quelli che invece lavorano nel privato. Un grazie a tutti, in particolare per la struttura della Valdaso, al direttore Sanitario Gioia Renzi ed alla dottoressa Valeria Servodidio”.

 


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