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Montepacini, cena sociale con gli operatori del progetto Era Domani

FERMO - Tra i commensali anche esponenti istituzionali del Comune di Fermo, come il sindaco Calcinaro, e delle famiglie impegnate nell'accoglienza come la Bronzi, Moschini e Ricci. In sala ed ai fornelli i giovani della Fattoria Sociale, supportati dallo chef Aurelio Damiani
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Tante (e succulente) pietanze con prodotti a chilometro zero. E tanta, tantissima emozione nella serata vissuta a Montepacini dagli operatori del progetto Era Domani insieme alle famiglie Bronzi, Moschini e Ricci che, in questi anni, hanno condiviso il percorso di accoglienza di ragazze e ragazzi titolari di protezione internazionale.

Ad accogliere i commensali i giovani della fattoria sociale. Da un lato i cuochi Edoardo Evandri, Samuele Tosti e Francesca Ambrogi, supportati dal celebre chef Aurelio Damiani. Dall’altro i camerieri Simona Dalmenghi, Paolo Benfaremo e Michele Cappella, coordinati da Marco Marchetti.

Uno staff d’eccezione, per una cena speciale durante la quale si sono alternanti racconti e momenti di riflessione sullo sviluppo del progetto. “È la prima volta che ci vediamo tutti insieme, Comune di Fermo compreso, al di fuori dell’aspetto istituzionale – ha commentato l’operatore Marco Milozzi -. Con noi ci sono 4 ragazze e ragazzi che sono stati o che sono attualmente in accoglienza nelle famiglie. Sono ragazze e ragazzi che si sono impegnati molto: c’è chi fa servizio civile da poco, chi ha appena avuto un contratto di lavoro dopo alcuni tirocini, chi lavora in un pub, chi ha preso la patente. E noi siamo orgogliosi di aver contributo a tutto questo, insieme alle stesse famiglie”.

Un lavoro di equipe partito da molto lontano, ha ribadito Gianluca Del Papa. “Con molta fatica abbiamo costruito questo progetto, abbiamo raggiunto e contattato queste tre straordinarie famiglie. Personalmente vorrei che quello che abbiamo costruito possa avere un seguito, che si intrecciasse ancora di più questo rapporto con l’amministrazione comunale, che possa avere più visione in città e che sia più conosciuto da tutti. Inoltre, siamo felicissimi anche di trovarci qui: in parte siamo stati testimoni, collaborando tantissimo con Montepacini e organizzando tante cose con i nostri ragazzi”.

Numerosi gli aneddoti: da chi all’inizio si domandava “come è possibile che una famiglia italiana possa ospitarci?” ai piccoli aspetti quotidiani che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare il rapporto tra operatori, ragazzi e famiglie. “Si sono creati legami forti – è stato sottolineato -. Loro si sono dovuti adattare al nostro modo di vivere e noi al loro, ma abbiamo tantissimi e bellissimi ricordi dei momenti vissuti insieme”.

“Più che un’esperienza è stato un incontro – si è proseguito -. Tra noi è nato un grande affetto e anche se non ci sentiamo sappiamo che ci siamo”. Oppure, “mi hanno fatto sentire che non sono solo e non sarò mai solo – ha commentato un ragazzo -. E questa è una cosa importante, che porto con me. Ringrazio tutti voi che mi avete fatto conoscere questa famiglia meravigliosa e ringrazio anche a loro perché mi hanno insegnato tante cose. Oggi posso dire che noi siamo una vera famiglia”.

Per il Comune, dopo il saluto iniziale del sindaco Paolo Calcinaro, è intervenuto Fabio Ragonese, affiancato dalla collega Ida Imperato. “Condivido le parole di chi esprime il desiderio che questa esperienza possa essere il più possibile trasmessa e comunicata, anche se non è semplice. Non sempre, infatti, si riesce a veicolare in maniera efficace qualcosa di così intimo e profondo, mentre queste esperienze si conoscono se si vivono, se se ne comprendono la naturalezza e la spontaneità. Nel mio piccolo sicuramente testimonierò questa cosa perché credo sia veramente la strada maestra dell’integrazione, cioè coinvolgere le persone che vivono in un territorio e costruire relazioni”.

A chiudere Alessandro Fulimeni, responsabile dei progetti Sai Siproimi, che ha ringraziato tutti i presenti. “Un progetto che abbiamo voluto fortemente e che non era scontato, dietro al quale c’è stato un grande lavoro da parte dei miei colleghi, delle famiglie ed una collaborazione del Comune. Questo tipo di accoglienza raccoglie alcuni elementi fondamentali per praticare un percorso di autenticità, che sono l’informalità, la cooperazione e la reciprocità. Il contesto è ovviamente difficile, siamo consapevoli di un esagerato clima razzista presente in Italia e in Europa, oltre che di una retorica insopportabile dell’altro. Ma l’altro siamo noi stessi, la tensione continua nel riscoprirci attraverso l’incontro e il confronto”.

Nelle ultime settimane sui canali Facebook, Instagram e Telegram del progetto Era Domani sono stati pubblicati i primi video sull’accoglienza in famiglia. Nei prossimi giorni, oltre ai racconti delle famiglie Bronzi e Ricci, sarà consultabile anche la clip con le dichiarazioni del sindaco Calcinaro.


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