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Sanità, Calcinaro: “Lacune nel Fermano? Frutto delle scelte della politica regionale, un direttore ‘locale’ per l’Av4 locale importante ma non esclusivo”

FERMANO - Le considerazioni del sindaco del Comune capoluogo di provincia, Paolo Calcinaro, nelle vesti anche di presidente della Conferenza dei Sindaci del Fermano, dopo l'intervista all'assessore regionale Saltamartini sullo stato di salute della sanità fermana
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Paolo Calcinaro

di redazione CF

“Lacune nella sanità fermana? In alcuni casi sì, ma sono frutto di una passata programmazione regionale”. Il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, anche nelle vesti di presidente della conferenza dei sindaci del Fermano, non ha dubbi. Le sue dichiarazioni, ovviamente, arrivano a seguito delle parole dell’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini che ieri, sulle pagine di Cronache Fermane, non è certo andato per il sottile nel delineare un quadro analitico dello stato di salute proprio della sanità nella nostra provincia. Saltamartini stesso ha parlato di lacune. E l’assessore non ammetterà più ‘negligenze’.

Affermazioni che per qualcuno dovrebbero provocare una reazione, una presa di posizione, da parte dei sindaci del Fermano. Per la serie o queste lacune esistono, ma da tempo, (e quindi i sindaci dove sono stati in questi anni?) o non esistono e quindi Saltamartini andrebbe contraddetto, smentito.

“Allora, chiariamo subito un aspetto fondamentale: la legge ha voluto che noi sindaci – la risposta di Calcinaro – fossimo solo spettatori in ambito Sanità, che è in mano alla Regione: la conferenza dei sindaci da oltre un decennio è difatti solo consultiva per la Regione e non più decisoria. Comunque sulle dichiarazioni di Saltamartini vorrei fare due considerazioni. La prima: alcune lacune effettivamente ci sono ma sono frutto di scelte della politica regionale che reputo siano state affrettate, come ad esempio la repentina riconversione delle strutture sanitarie territoriali che invece potevano essere un supporto al nostro ospedale Murri, rimasto unica frontiera della sanità di tutto il Fermano, con un unico Pronto soccorso per tutta la provincia, dopo la riconversione, appunto, di quelli territoriali. La politica regionale doveva togliere i punti di primo intervento? Ok ma contestualmente doveva a quel punto fortificare il Pronto soccorso del Murri. Hanno migliorato gli spazi ma il personale? Anche quello andava potenziato perché rappresenta un problema preminente, parlando, dicevamo, dell’unico Pronto soccorso del Fermano. Dunque non è stato sostenuto dalla Regione con un rischio di default. E poi i reparti d’urgenza: si doveva arrivare prima ad avere l’emodinamica, e non parlo di quella programmata. A me che l’Unità operativa complessa in questione sia a Macerata, Civitanova o dove volete, importa relativamente. A me importa avere a Fermo un’equipe che possa rispondere con tempestività alle esigenze della popolazione”.

Filippo Saltamartini

E’ prevista al nuovo ospedale di Campiglione: “Infatti noto con piacere che vi sono gli spazi ma a questo punto serve anche un preciso impegno sul personale. Ma torniamo al concetto di prima: sono scelte che fa la politica regionale nel bene e nel male. Io, noi primi cittadini, possiamo impegnarci per indicare le necessità dal territorio nei limiti delle nostre competenze. E a mio avviso l’ex direttore Av4 ha lavorato ottimizzando quello che aveva sotto mano, quello che la Regione concedeva. E’ la precedente programmazione regionale che ha lasciato nel Fermano delle lacune su personale e ampliamento delle specializzazioni pur, bisogna dirlo e ricordarlo, investendo sulla realizzazione del nuovo ospedale: ma da qui al completamento, ed al corretto riempimento della nuova struttura, le lancette continuavano, e continuano, a girare per i cittadini che quotidianamente devono confrontarsi con la nostra Sanità. Conosco bene Saltamartini come già collega sindaco in Anci. Filippo è una persona intellettualmente onesta che dice quello che pensa, diretto, e mi sento anche di dire che a volte fa bene perché dà degli scossoni. E le sue parole hanno un fondamento però ora lo responsabilizzano anche, in quanto conscio dei problemi. Bene l’analisi, bene la denuncia ma ora servono risposte. Noi, come sindaci, nel nostro ruolo consultivo, siamo pronti al confronto, anche nella nuova identità per le strutture territoriali in supporto al Murri. E poi si parta con i bandi per l’acquisizione di nuove tecnologie altrimenti il nuovo ospedale partirà come una scatola vuota. So, comunque, che la Regione sta dando input su quest’aspetto, così come sulla robotica. Insomma programmare e risposte veloci sul Pronto soccorso. Mi concedo un ragionamento con tutti i cittadini: il personale del Pronto soccorso e del nostro Ospedale è composto dagli stessi sanitari che qualche mese fa tutti definivamo ‘eroi’. Hanno lavorato per un anno e mezzo sotto enormi pressioni, con loro colleghi che morivano. Non passiamo da un eccesso all’altro; e non pensiamo che nella Sanità fermana non ci siano eccellenze di riferimento per il territorio e per territori limitrofi”.

Dunque le parole di Saltamartini non sono una critica all’operato dell’ex direttore Livini? “Credo che le parole dell’assessore fossero rivolte più alla politica programmatoria che non al terminale esecutivo anche perché l’impegno sul territorio c’è stato e tutti i sindaci, senza possibilità di smentita, hanno avuto sempre un terminale attento dei temi posti”.

E, chiudendo in bellezza, inevitabile la domanda sulla fermanità o meno del nuovo direttore di Area vasta 4, su cui l’assessore regionale è stato netto definendo l’argomento ‘stucchevole’ e ribadendo che al Fermano serve “il migliore”. “Per la nuova nomina di direttore Av4, la provenienza e conoscenza del territorio è un fattore non esclusivo ma importante. Questo – lapidario Calcinaro – mi pare elementare”.

L’INTERVISTA Saltamartini: “Ricognizione sulle lacune della sanità fermana. Un direttore Av4 ‘locale’? Stucchevole, serve il migliore”


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