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“Corridoio Adriatico, mettere a sistema le opportunità con protocolli d’intesa tra regioni”

SVILUPPO - Sottoscritto un protocollo d’intesa per raggiungere insieme l’obiettivo di far inserire il Corridoio Adriatico nella Rete Tn-T europea al fine di favorire la realizzazione dell’Alta Velocità. Questo metodo è stato salutato con grande favore dagli autorevoli partecipanti al convegno ed indicato come la forma necessaria per poter portare avanti il progetto.
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di Massimo Valentini, Presidente Fondazione San Giacomo della Marca

Dopo il recente convegno sul tema: “Il Corridoio Adriatico: la Rete TN, l’Alta Velocità e l’Arretramento” si impongono alcune riflessioni. La prima riguarda la duplice autorevole attestazione arrivata dai Coordinatori delle reti di Trasporti Europee e dal rappresentante della Nuova Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture relativamente all’opera del prolungamento dell’Alta Velocità sino a Bari e dell’arretramento da Pesaro a Termoli con trasformazione dell’attuale tracciato ferroviario in metropolitana di superficie a servizio regionale e pista ciclo pedonale.  Tale opera è stata infatti riconosciuta come avente tutti i requisiti necessari per essere ricompresa tra quelle prioritarie per la modernizzazione dei trasporti, necessaria al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che sia l’Europa che il nostro Paese si sono dati. Naturalmente per raggiungere tale obiettivo occorre seguire il dovuto percorso istituzionale per inserire questa opera nelle previsioni delle reti europee e nazionali che necessariamente richiedono una prospettiva di lungo periodo. Si è avuta un’autorevole attestazione che non stiamo parlando di un sogno, ma di una concreta possibilità che si può perseguire.

La seconda attestazione riguarda la bontà di un metodo che ha visto la collaborazione istituzionale tra 4 regioni che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per raggiungere insieme l’obiettivo di far inserire il Corridoio Adriatico nella Rete Tn-T europea al fine di favorire la realizzazione dell’Alta Velocità. Questo metodo è stato salutato con grande favore dagli autorevoli partecipanti al convegno ed indicato come la forma necessaria per poter portare avanti il progetto. A questo punto si impongono alcuno necessari sviluppi per dare seguito alla precedenti considerazioni.

In primo luogo occorre uno sviluppo della forma di collaborazione tra le 4 regioni che dovrebbe passare da un’iniziale protocollo d’intesa alla creazione di un veicolo stabile (società di scopo) che persegua l’obiettivo dell’alta velocità sino a Bari con arretramento da Pesaro a Termoli e realizzazione nel vecchio tracciato di una metropolitana di superficie con attigua pista ciclo pedonale. Il primo atto di questo veicolo, come richiesto da tutti gli autorevoli partecipanti al convegno, dovrebbe essere quello di commissionare un piano strategico con relativo studio di fattibilità dell’opera che venga redatto secondo i moderni criteri dell’impact investing.

Non trattandosi di una progettazione esecutiva tale impegno è ampiamente alla portata delle Regioni coinvolte e costituisce la base necessaria per poter poi negoziare il riconoscimento dell’opera tra le priorità strategiche sia in sede europea che nazionale. Solo passando da generiche petizioni di principio a studi che attestino la bontà dell’opera, secondo gli obiettivi di sostenibilità che l’Europa si è data, è possibile argomentare e avere un riconoscimento. Gli atti successivi del nuovo veicolo istituzionale per la realizzazione dell’opera potrebbe poi concentrarsi sui seguenti punti.

Tra qualche mese sarà operativo l’allungamento del Corridoio Baltico-Adriatico sino ad Ancona e partiranno i primi bandi, occorre pertanto avviare il lavoro preliminare per poter presentare proposte per la realizzazione dell’opera dell’Alta Velocità con arretramento sino ad Ancona. Poi occorre sulla base del piano strategico elaborato negoziare con l’Europa l’inserimento nella futura revisione del Corridoio Baltico-Adriatico il prolungamento da Ancona sino a Bari , occorre inoltre iniziare una negoziazione con il governo, sempre sulla base dello studio di fattibilità elaborato, per l’inserimento dell’opera tra le priorità strategiche superando definitivamente la vecchia e inaccettabile strategia di puntare per la dorsale adriatica solo sulla velocizzazione e sulle barriere anti rumore. Questo veicolo permanente tra le regioni, sostenuto da tutte le comunità territoriali, avrà pertanto il compito di svolgere quella necessaria regia che mettendo a sistema tutte le opportunità possa portare nel tempo al raggiungimento di questo obiettivo strategico.


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