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Malattie reumatiche e sport, un binomio possibile GUARDA LA PUNTATA

FERMO - Seconda puntata con il programma di Radio Fermo 1 Reuma On Air, momento di approfondimento con le dottoresse Farina e Martufi, nonché la presidente dell'associazione malati reumatici delle Marche, Rosi. Durante la trasmissione i contributi giunti dal mondo delle istituzioni con il sindaco di Fermo, Calcinaro e la presidente della Provincia, Canigola.
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di Paolo Gaudenzi

“L’esercizio fisico nelle malattie reumatiche” è stato il rinnovato appuntamento con il programma, Reuma On Air, momento di approfondimento medico organizzato dalla Novartis e che proseguirà a cadenza settimanale fino al termine del mese di giugno.

Una puntata ricca di spunti, ritmata, con figure mediche di primo piano quali la dottoressa Antonella Farina, la dottoressa Dina Martufi e Stella Rosi presidente associazione malati reumatici delle Marche con due flash giunti dal mondo delle istituzioni, vedi le incursioni telefoniche sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro e la presidente della Provincia di Fermo, Moira Canigola.

Da destra le dottoresse Antonella Farina e Dina Martufi

Tutto, naturalmente, diretto e moderato con la regia del direttore Paolo Paoletti. “L’esercizio fisico, un concetto che fa bene sempre, per tutti ed a prescindere – l’approccio alla questione da parte della dottoressa Farina -. Aumenta il metabolismo basale, oltre che stimolare il benessere psicologico. L’apparato cardiaco e respiratorio sono avvantaggiati dall’attività fisica, con benefici del sistema immunitario, indipendentemente dalle malattie reumatiche”.

Dalla panoramica generale al tema della puntata, questione abbracciata dalla collega Martufi: “Sono ben 13 i gruppi di patologie reumatiche, tantissimi dunque, ma con basi comuni e ad interessare muscoli ed organi. Il ruolo principale della cura viene svolto dalla terapia farmacologica. Diciamo che la riabilitazione e l’esercizio fisico agisce in sinergia con la componente chimica, che migliora in crescendo con l’esercizio fisico. Camminata od esercizio a corpo libero non fa differenza, l’importante è che sia calibrata al caso specifico. Il dato triste? La bassa percentuale di pazienti reumatologici a svolgere esercizio fisico, un aspetto senza dubbio da enfatizzare. Nel piano riabilitativo individuale mettiamo sempre, a tutti i pazienti, esercizi pianificati caso per caso, ed in base alla fase della malattia”.

“Nelle situazioni più ardue si dovrebbero utilizzare supporti agevolanti come ortesi, realizzati in materiale termoplastico, o plantari agevolanti – ha proseguito -. Tutto parte comunque da una valutazione ambulatoriale del paziente. Spesso il primo passo per procedere è lo studio della colonna vertebrale, per verificare il profilo sagittale, spesso a mostrare  curve in avanti o il rachide spostato, con anche quindi disallineate. In questi casi tutto diventa difficoltoso. Una buona attività fisica, studiata al caso, porta quindi ad aiutare il ripristino delle regolarità. Stretching e mobilità aiutano reallinerare e ritrovare la giusta postura”.

Nel mentre il contributo telefonico del sindaco Calcinaro: “Al Murri ci sono cose che funzionalmente non vanno, è innegabile, ma tutti noi dobbiamo ricordare le eccellenze che, di contro, caratterizzano il nostro nosocomio. Una di esse è appunto il centro reumatologico. Eccellenze tra l’altro invidiate anche dai territori vicini”, ragionamento avallato anche dalla presidente Canigola: “Siamo un po’ esterofili, quello che sta fuori dal nostro territorio ci sembra sempre migliore, il caso di Reumatologia ne è un esempio lampante. Conoscenza ed informazione aiutano la prevenzione, sarà compito delle istituzioni far giungere alla cittadinanza tale coscienza informativa, a partire dal messaggio da far veicolare dentro le scuole”.

“La vicinanza delle istituzioni al mondo delle associazioni delle malattie reumatiche rappresenta una granitica base di partenza – ha affermato Antonella Farina riprendendo il filo con i temi sanitari -, lo scopo è dunque quello di avvicinare tutti, malati ed istituzioni. Comune e provincia possono fare tanto, stando vicini alle associazioni che si occupano di patologie, ed informare, divulgare in maniera capillare cosa facciamo e come vengono trattate le patologie nel nostro territorio”.

“Solo il 30% dei pazienti interessati fanno attività fisica, limiti che il soggetto erroneamente etichetta come distorto, penso al fatto dello sforzo erroneo fatto in palestra ed il relativo dispendio di energie – le considerazioni della dottoressa Stella Rosi -. Il paziente malato non sente più vive le proprie forze, smette di fare per non avere dolore ed affaticarsi, tende a chiudersi in se stesso con il risultato che, paradossalmente, perde occasione per ottenere benefici. Invece dovrebbe essere l’opposto, dovrebbe aprirsi. Ed inoltre, terminati i percorsi riabilitativi andrebbe sempre mantenuto il movimento del corpo, oltre alle normali attività quotidiane. Per capire la valenza del concetto basta pensare ad un motore: se resta fermo mesi, fa la ruggine, se invece sta in esercizio regolarmente, con costanza, tutti gli ingranaggi scorrono senza sforzi e con assoluti benefici”.

“Il nuoto? E’ molto importante, e permette di non caricare le articolazioni, in acqua tutto è più leggero – le risposte delle esperte alle sollecitazioni giunte dagli ascoltatori -. Il campanello d’allarme è solo uno: non sentire dolore, altrimenti è sintomo che qualcosa non va -. L’accento va alle attività aerobiche, facendo attenzione all’affaticamento, in sintesi procedendo con attività crescente e graduale. Senza dimenticare la regolarità. Nel north walking non vanno invece ricercati percorsi irregolari e difficili. La schiena? Ci sono due chiavi di lettura. vi è il dolore meccanico, che arriva la sera e per eccessivo sovraccarico giornaliero, e solitamente si avverte superati i 45 anni; l’infiammatorio invece è quello che ci sveglia la notte, e di solito arriva in età inferiore ai 45 anni”.

In sintesi, soffrire di una malattia reumatica non preclude la possibilità di effettuare esercizio fisico, con panorama del tutto agli antipodi rispetto alle medesime patologie reumatiche di decenni fa, dove si tendeva addirittura ad ingessare gli arti. Il messaggio degli scienziati è dunque uno: enfatizzare l’attività con carichi e percorsi rispondenti alle soggettività.

Questi i prossimi appuntamenti sulle frequenze 101.0 da Fermo e dintorni, Macerata e dintorni, Amandola ed entroterra Fermano; 93.8 dalla costa fermana e maceratese; 88.9 da Petritoli e valle dell’Aso; o in streaming scaricando l’app di RadioFM1, dal sito www.radiofm1.it o in diretta Facebook alla pagina RadioFm1:

– 17 giugno “Malattie infiammatorie croniche intestinali e alimentazione in reumatologia” con i dottori Antonella Farina, Giampiero Macarri, Paola Pantanetti (in collegamento telefonico Stella Rosi)

– 24 giugno “Presa in carico del paziente reumatico, una mossa vincente” con le dottoresse Antonella Cognigni, Antonella Farina, il dott. Luca Mastroianni e la presidente Stella Rosi

– 31 giugno “Telemedicina, una grande alleata” con il primario della reumatologia del “Murri” Stefano Angelici, la dottoressa Antonella Farina, il professor Mauro Galeazzi, Stella Rosi e Sivia Tonolo, presidente Amar

Gli ascoltatori potranno intervenire in diretta chiamando il numero 0734620707, tramite la diretta Facebook alla pagina RadioFm1 e con WhatsApp al 3342275000.

Programma offerto da NOVARTIS

 

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