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Trasformare un’idea innovativa in impresa: il progetto Rotary Fermo per creare opportunità per i giovani

ROTARY -  Tantissimi per stimolare la creatività e concretizzare nella nascita di imprese e quindi opportunità per i giovani e per il territorio.
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Il tema per l’anno rotariano 2020/2021 del Presidente Holger Knaack, è “Il Rotary crea opportunità”. Nasce in questa ottica il progetto Idea Enterprise, del Rotary Club di Fermo, guidato dalla presidente Margherita Bonanni, che offre opportunità a quei giovani intraprendenti e volenterosi che, seguito il percorso di formazione e prodotto il business plan, saranno in grado di trasformare la loro idea innovativa in impresa. Ruolo centrale sarà quello dei tutor. 

Margherita Bonanni, presidente Rotary Fermo

La  professoressa Cristiana Pennacchietti parla di: ” Passione, processi di sviluppo sostenibili, attenzione al sociale, e creatività. Questi gli asset portanti delle idee imprenditoriali sviluppate dai candidati che ho seguito nel percorso di partecipazione al concorso  promosso dal Rotary Club di Fermo. Meccanica e passione, la passione per le escursioni con le loro mountain bike che li ha stimolati a ideare un sistema di gonfiaggio autonomo, veloce e poco faticoso, con un occhio di “riguardo” anche all’estetica il climb easy” .

Il Tutor del Rotary , ingegner Stefano Berdini  illustra uno dei tanti progetti avanti, dal nome PRBike: “E’ molto interessante ed è stato portato avanti dagli ideatori con molta cura, preparazione e completezza. L’idea è molto originale e va a soddisfare un mercato di nicchia fatto principalmente dagli appassionati di mountain bike per risolvere velocemente ed efficacemente il problema delle gomme sgonfie. I ragazzi hanno lavorato molto bene ed hanno presentato un business plan completo e dettagliato sia dal punto di vista tecnico che economico”.

Meccanica e processi di sviluppo sostenibile  hanno inspirato le idee imprenditoriali di altri due candidati, determinati nel contribuire a creare una coscienza green partendo dagli individui. “Uno – spiegano i tutor –  dopo aver studiato i flussi dei rifiuti di imballaggi in alluminio recuperati in Italia, che solo nel 2019 sono stati pari all’87% di cui il 13% destinati al recupero energetico, ha sviluppato il CYCLONE GREEN: un macchinario in grado di rimuovere e neutralizzare in modo sicuro e pulito in contenuto delle bombolette esauste semplicemente utilizzando le capacità dell’acqua di catturare le particelle nocive. L’altro invece ha pensato di tornare a valorizzare gli spazi inutilizzati delle rotatorie stradali in modo sostenibile e smart, fornendo così un servizio alla comunità” .

A seguire quest’ultimo progetto l’esperto Rotary, dottor Alessandro Ciaudano: “E’ stata un’esperienza interessante e assolutamente nuova per me; ho cercato di spostare l’attenzione dalla progettazione del prodotto per apprendere le leve basilari al fine di trasformarlo in un business, è questo il passaggio fondamentale per essere in grado di sviluppare e valutare ogni tipo di idea, di prodotto . Per fare un business plan occorre ragionare in modo integrato: la validita’ del prodotto viene valutata rispetto ai potenziali clienti , rispetto al mercato , rispetto alla possibilita’ di creare reddito in un determinato tempo. Occorre avere la possibilità di misurare i risultati, sapere come apportare le correzioni per raggiungere i risultati previsti” .

Infine, lavorando ai loro Business Plan i ragazzi insieme ai loro tutor, hanno potuto trattare di argomenti relativi alle conoscenze e competenze tipiche del mondo imprenditoriale come i concetti di Vision e Mission, di individuazione dei loro early adopters e l’importante studio di fattibilità aconomico-finanziaria, il tutto lungo un percorso entusiasmante, coinvolgente e di alto profilo professionale.

Il Tutor Rotary Giuseppe Di Monte aggiunge: ” L’attività di tutoraggio è stata intensa e ricca di spunti e riflessioni che sono andati oltre la pura formalizzazione del documento. I ragazzi seguiti hanno proposto soluzioni partendo da un problema vissuto in prima persona, , o che riguarda il mondo intero.
Hanno proposto una soluzione ad un problema molto sentito dai cittadini affetti da disabilità motoria durante i loro spostamenti: trovare un parcheggio disponibile e raggiungere velocemente e in sicurezza i luoghi in cui si devono recare. Una delle scoperte rilevanti è stata quella che si può: generare valore per la startup, grazie all’individuazione di clienti che potrebbero essere disposti a pagare per questa soluzione generare valore per l’intera società, migliorando lo stile di vita delle persone affette da disabilità rispondere ad un problema che gli enti, pubblici e privati, devono affrontare per garantire la fruibilità delle loro strutture a tutti i cittadini e a tutti i dipendenti”.

“Il progetto Snowsoles presentato dallo studente di ingegneria –  sostiene il Tutor Rotary Ingegnere Stefano Berdini –  mi è parso molto interessante e caratterizzato da un’idea che si trova già ad uno stadio avanzato di sviluppo. Di fatto il prodotto proposto è una innovazione di un prodotto esistente ma che si adatta meglio per le caratteristiche tecniche ad un mercato potenzialmente più ampio andando a risolvere il problema di camminare senza rischi in terreni innevati o con presenza di ghiaccio. Il business plan è stato predisposto in modo molto dettagliato affrontando tutte le sfaccettature del business proposto ma anche dei relativi elementi economici indispensabili per il successo dell’idea stessa”.

La tutor interna Teresa Cecchi e il Tutor Rotary Giordano Ciccioli  parlano della idea innovativa PLANB: ” Può la tanto decantata bioplastica essere tossica? Purtroppo alcuni catalizzatori usati per la sua sintesi lo sono e, durante la sua biodegradazione possono essere rilasciati nell’ambiente o, ancor peggio, nel corpo umano se la bioplastica è usata nel campo biomedico. Da ciò ha preso ispirazione la nostra Vision: Rendere il PLA, la bioplastica di elezione in campo biomedico, un materiale completamente non tossico mediante la sostituzione del catalizzatore a base di stagno attualmente utilizzato con altri che non mostrino tossicità. Il progetto presentato è stato incubato dal 2016 nei laboratori di chimica del Montani nell’ottica della chimica verde che abbiamo perseguito anche mediante la valorizzazione degli scarti alimentari. L’analisi economica dell’idea di business presentata è estremamente allettante dato l’altissimo valore aggiunto dei materiali che sono in uso nel campo biomedico, data l’assenza di competitors in grado di produrre tali materiali senza l’uso di catalizzatori tossici e con un approccio circolare, e infine dato che il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti”.
Il Tutor interno, professor Daniele Egidi ci descrive l’idea innovativa del gruppo che ha seguito: L’azienda TecnoFood, mira a produrre prodotti alimentari innovativi, sfruttando le biotecnologie per regimi dietetici controllati; senza rinunciare ad un aspetto fondamentale: il gusto e fa tradizione. Durante la stesura del progetto i ragazzi si sono confrontati con esperti di marketing, biotecnologie e microbiologia alimentari, centri di ricerca e consulenti aziendali; che hanno favorito lo sviluppo dell’azienda, dando spunti solleticando la creatività e l’ingegno dei ragazzi.

Tantissimi altri progetti, per stimolare la creatività e concretizzare nella nascita di imprese e quindi opportunità per i giovani e per il territorio.

 


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