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Al Teatro dell’Aquila di Fermo la 51° Assemblea Regionale dell’Avis Marche

AVIS - A Fermo (in collegamento anche il presidente nazionale Gianpietro Briola) è stato votato il nuovo direttivo che a breve nominerà il presidente e, nella stessa occasione, verranno decise le cariche del Consiglio.
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Ha sempre parlato al plurale, usando termini come “noi” o “squadra”, ha costantemente evidenziato il ruolo delle realtà provinciali e comunali, ma l’attenzione questa volta era tutta su di lui, Massimo Lauri.

Al Teatro dell’Aquila di Fermo è andata in scena la 51° Assemblea Regionale dell’Avis Marche, questa particolarmente importante perché ha sancito l’epilogo del doppio mandato affidato a Lauri. A Fermo (in collegamento anche il presidente nazionale Gianpietro Briola) è stato votato il nuovo direttivo che a breve nominerà il presidente e, nella stessa occasione, verranno decise le cariche del Consiglio.

Dopo 8 anni dunque si è chiuso il periodo di Lauri alla guida dell’associazione volontari del sangue, archiviato con tanti bei risultati raggiunti, una crescita concreta e la stima da parte non solo dei soci, ma anche di migliaia di donatori.

Lauri, è stato emozionante salutare la platea per l’ultima volta da presidente? “Sì, avevo tanta emozione perché consapevole di lasciare dopo anni impegnativi, nei quali ho messo l’anima per l’Avis. Porterò sempre con me, oltre al lavoro e agli obiettivi raggiunti, i bei ricordi delle persone conosciute”.

Cosa la rende orgoglioso? “Aver mantenuto l’unità, essere riuscito a far collaborare bene le 5 Avis provinciali che sono comunque assai diverse. Mi ha fatto piacere inoltre ricevere tanti messaggi di apprezzamento e ringraziamento in quest’ultimo periodo”. E un rammarico invece? “Non esser arrivato ad una sistema gestionale unico, ci siamo riusciti solo per la contabilità, ma per quanto riguarda ad esempio le chiamate dei donatori, restiamo con un programma non modernissimo”.

Certo che l’ultimo anno è stato duro con la pandemia…”Il più complicato, ma soprattutto per le Avis comunali perché si sono trovate in oggettiva difficoltà tra centri trasfusionali trasferiti o addirittura chiusi. Sono stati mesi frenetici. Purtroppo abbiamo dovuto rallentare l’attività nelle scuole, le iniziative pubbliche e promozionali e speriamo che questo non abbia come conseguenza a breve termine un calo dei donatori”.

Che Avis lascia? “In buone condizioni, abbiamo aumentato le donazioni di plasma pur essendo una regione che era già ai vertici in Italia in rapporto alla popolazione. Anche il numero dei donatori fino alla pandemia era sempre aumentato. Risultati che magari vengono associate a me, ma sono frutto di un lavoro di squadra e quindi rinnovo il grazie a tutti”.

E ora che farà? “Resto comunque un avisino, quindi a disposizione, vedremo in che modo continuerò a collaborare. Sarò sicuramente più presente nella mia Montefiore dell’Aso e mi dedicherò maggiormente a fare il nonno”.


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