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Amandola e il Fermano piangono Ugo Funari: il sindacalista infaticabile sempre dalla parte dei più deboli

AMANDOLA - Il ricordo: "Con lui se ne va una generazione di persone serie, legate ai valori della famiglia, che hanno lavorato duramente con misere retribuzioni e pochi diritti, subendo spesso vessazioni e umiliazioni dai padroni di un tempo"
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Ugo Funari

Il mondo sindacale e del lavoro piange la scomparsa di Ugo Funari di Amandola. Gli abitanti della Comunità montana dei sibillini, La Cgil e lo Spi Cgil, perdono una figura storica del sindacato.

Ugo Funari

“Ugo – racconta Alessandro De Grazia, segretario generale Cgil Fermo –  era conosciuto, apprezzato e ben voluto da tutti. Con Lui se ne va una generazione di persone serie, legate ai valori della famiglia, che hanno lavorato duramente con misere retribuzioni e pochi diritti, subendo spesso vessazioni e umiliazioni dai padroni di un tempo. Una generazione che lavorava, dal sorgere del sole al tramonto, nei campi come mezzadri o salariati, come operai in precarie condizioni di sicurezza nelle officine e nei cantieri, che ha costruito strade e impastato cemento per far ripartire un paese, l’Italia, dopo la distruzione prodotta dalle guerre del nazifascimo. Nel dopo guerra il giovane Ugo Funari con la Federmezzadri della Cgil si occupava del miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito dei mezzadri, salariati e lavoratori della terra”.

De Grazia che lo ricorda: “Ugo era infaticabile, si recava direttamente nelle famiglie, in tutte le famiglie, anche a piedi nel dopo guerra e nei posti più impervi della montagna, per informarli sui diritti conquistati dal sindacato che a loro spettavano, per far ottenere un sussidio alle famiglie più povere, la pensione, un assegno di sussistenza, un contributo dello stato e a volte, anche e soltanto qualche parola di conforto e incoraggiamento. Memorabili furono le battaglie per far applicare la legge del Governo De Gasperi che assegnava il 58% al lavoratore della terra e il 32% al proprietario terriero, ottenuta grazie e soprattutto alle battaglie, alle tante partecipate manifestazioni della CGIL/Federterra. Prima di questa legge il proprietario terriero percepiva il 70% del ricavato e il mezzadro, che lavorava la terra, otteneva solo il 30%. E’ stato al servizio di tutti gli abitanti della comunità amandolese e dei Comuni della Comunità Montana dei Sibillini fino a qualche anno fa, quando purtroppo le precarie condizioni di salute hanno fermato la sua lunga attività sindacale. Ciao Ugo, i tuoi valori di solidarietà, dell’aiutare le persone in difficoltà come si faceva un tempo non solo tra le famiglie contadine, con il tuo esempio quotidiano si identificavano pienamente con i stessi valori del sindacato Cgil. Rimarrai per sempre un esempio da seguire per le future generazioni”.


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