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Hero, la maratona in mountain bike più dura d’Europa: il Fermano rappresentato sul tracciato trentino

EVENTO - 86 km di percorso, per un totale di 4600 metri di dislivello. Il suggestivo racconto di Gianni Eclitti, in pista per la quarta volta nell'edizione 2021 andata in scena sabato scorso nel cuore delle Alpi. Con lui, dai centri della nostra provincia, Graziano Vesprini, Sergio Ricci, Stefano Vitellozzi, Giorgio Capancioni, Giovanni Sicignano, Marco Vittori, Andrea D'Ascanio, Maurizio Berdini, Leonardo Buratti, Andrea Campetella, Luca Mandozzi, Claudio Pucciarelli, Fabio Eugeni ed Antonio Angiulli nonché la quota rosa Sara Grifi
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di Paolo Gaudenzi

 

MONTE URANO – 86 km di percorso, per un totale di 4600 metri di dislivello.

In alternativa, ecco un tracciato leggermente più abbordabile, di 60 km con 3200 metri di dislivello. E’ la Sud Tirol Dolomites Hero, maratona per mountain bike andata in scena sabato scorso, 12 giugno, a Selva di Valgardena nella sua undicesima edizione.

Un evento sportivo a cui ha partecipato Gianni Eclitti (nelle foto) che la racconta per come segue: “Tutti la dipingono come la maratona in mountain bike più dura del Mondo, ma credo che in realtà sia la più dura d’Europa, di certo a mio avviso è la più bella d’Italia in assoluto – precisa Eclitti -. Con me anche l’amico e compaesano Graziano Vesprini, in un contesto in cui hanno preso parte anche altri 16 atleti fermani, per un totale di 3842 partecipanti. Un percorso davvero duro quanto intrigante, che va chiuso nel tempo massimo di 12 ore e 15 minuti. Solo partecipando si prende piena coscienza di quello che significa affrontare una cosa del genere, basta pensare che l‘organizzazione ha collocato lungo il percorso tappe intermedie, i cosiddetti cancelli, traguardi frazionati che, se non valicati nel lasso di tempo previsto, comportano l’estromissione dal resto della sfida”.

Eclitti prosegue. “La strada, come la difficoltà, è davvero tanta, al passo del Pordoi c’è stata gente che è scesa ed ha coperto un tratto di percorso a piedi. La soddisfazione del taglio del traguardo, però, è davvero immensa ed unica. Si mette in gioco se stessi, in un contesto sportivo veramente massacrante, a rappresentare un vero banco di prova per corpo e mente”.

Oltre ai monturanesi già citati quali Gianni Eclitti e Graziano Vesprini, sono saliti all’estremo nord italico per l’impresa anche altri atleti del Fermano, precisamente Sergio Ricci, Stefano Vitellozzi, Giorgio Capancioni, Giovanni Sicignano, Marco Vittori, Andrea D’Ascanio, Maurizio Berdini, Leonardo Buratti, Andrea Campetella, Luca Mandozzi, Claudio Pucciarelli, Fabio Eugeni ed Antonio Angiulli. Nella spedizione fermana anche la quota rosa, rappresentata da Sara Grifi.

“Per approcciare il tutto serve un anno di preparazione, periodo temporale caratterizzato da sacrifici e salite affrontate al limite delle forze – ha illustrato nel dettaglio Eclitti -. Altro passaggio arduo è quello dell’Ornella, dove anche i campioni scendono per procedere a piedi. Si parte da Selva, per scalare la prima salita a 4,8 km, per un dislivello di 900 metri per arrivare alla Dantercepiens, con discese mozzafiato, molto tecniche quanto pericolose, e poi si risale ancora verso Campolongo, ed ecco un’altra bellissima discesa ad Arabba per poi salire all’Ornella, si scende al Pordoi, transitando per Campitello poi verso la valle Del Duron, ultima fatica, ultima vetta da conquistare”.

“Non importa come si approccia – le conclusioni -, se a piedi, o in sella ma sai che si tratta dell’ultima salita, per poi liberare tutto in discesa fino ad arrivare all’ultimo km, dove ammiri la famosa staccionata. E’ stata la nostra quarta edizione, ma ci si sente presi e catturati emotivamente sempre e con la stessa emozione della prima volta. La cosa più emozionante? L’arrivo al traguardo e tua figlia che ti aspetta, e sa che stai arrivando, alzi la bici al cielo, baci tua figlia, metti la medaglia al collo ed è fatta: come recita il nome della manifestazione, a quel punto sai di essere un eroe“.

 

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