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Emergenze, la rete che fa la differenza: per i Vigili del Fuoco Volontari nuovi mezzi e supporto di Prefettura e sindaci

PONZANO DI FERMO - Presentati i due nuovi mezzi a disposizione dell'associazione presieduta da Samuele Santarelli. Un imprenditore calzaturiero ha messo a disposizione gratuitamente uno spazio come deposito
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di Andrea Braconi

Una campagnola idrica, utilizzabile per l’antincendio boschivo a supporto del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che entrerà in servizio tutti i pomeriggi la prossima settimana. E poi un furgone, donato dal Comando regionale della Guardia di Finanza, completamente riverniciato e allestito all’interno con strumenti utili per tutte le emergenze: alluvioni, motoseghe, kit di demolizione ed attrezzature elettroniche di qualsiasi tipo, comprese le telecamere per controllare sotto le macerie.

Due mezzi fondamentali per l’attività dell’associazione dei Vigili del Fuoco volontari della provincia, che sono stati inaugurati a Ponzano di Fermo. A questo si è aggiunta la firma di un’importante convenzione con il Comune guidato dal sindaco Ezio Iacopini.

A moderare l’incontro di presentazione Antonio Filippini, disaster manager e giornalista dell’Ufficio Stampa della Regione Marche, che ha brevemente illustrato le caratteristiche del volontariato di Protezione Civile. “Il volontariato è una risorsa importante – ha affermato – ma deve essere formato e qualitativamente specializzato sulle tipologie di interventi”. Filippini ha sottolineato sia l’importanza di una sinergia con le istituzioni (“Occorre che in tempo di pace ci sia sempre di più l’occasione per pianificare le emergenze”) che la scelta di professionisti attraverso un’adeguata pianificazione, per ottenere così una risposta pronta ed immediata nelle situazioni più estreme.

Il compito di ringraziare tutte le autorità militari e civili presenti è toccato al sindaco, che ha anche ripercorso l’esperienza vissuta insieme all’associazione in occasione di una fortissima perturbazione. “In poco tempo hanno liberate diverse strade dai tronchi caduti”. Iacopini, inoltre, ha voluto precisare come sia importante portare avanti il progetto di una Protezione Civile intercomunale, stimolando la Regione a sostenere economicamente questo percorso.

“Il mondo della Protezione Civile è un mondo che ci appartiene e che abbiamo nel cuore” è stato l’incipit del prefetto Vincenza Filippi, che ha colto l’occasione per proporre un protocollo d’intesa con Regione ed associazionismo sotto l’egida della Prefettura, per mettere a sistema una collaborazione istituzionale. “Serve una convenzione per rendere operativo il ruolo dei piccoli Comuni nell’aiuto alla popolazione”. Il prefetto, infine, ha ricordato l’importanza di un aggiornamento dei piani comunali di Protezione Civile, ricevendo il plauso degli altri sindaci presenti.

Una proposta di un modello di sistema, la sua, immediatamente colta dal consigliere regionale Andrea Putzu, che ha ripreso anche gli spunti proposti da Iacopini. “Insieme ai colleghi Marinangeli e Marcozzi parleremo con l’assessore Aguzzi per stilare un protocollo d’intesa di supporto alle iniziative nei piccoli Comuni”.

Non è voluto mancare alla cerimonia Luca Bonello, presidente nazionale dell’associazione. Nel suo intervento ha ripercorse “le radici del 1972 di una realtà che si onora di rappresentare tutti i volontari dei Vigili del Fuoco, la seconda gamba del Corpo nazionale. Nel 1984 si pensò di trasmettere questa esperienza anche al volontariato civile, aprendosi all’interno delle strutture operative di Protezione Civile. Noi siamo una delle componenti di questa sistema, un valore aggiunto, siamo la gente tra la gente, il cittadino comune che cerca di essere altamente professionale e sempre pronto per una chiamata improvvisa, conoscendo bene il contesto istituzionale nel quale opera”.

Anche il disaster manager Francesco Lusek ha portato il proprio contributo alla discussione, ricordando il compianto volontario Umberto Cardinali (morto durante lo spegnimento di un incendio) e rimarcando l’importanza di una formazione del volontariato specifica e specializzata. “Quando il responsabile Samuele Santarelli mi ha proposto di supportarlo, abbiamo cercato di mettere in rete questa associazione tenendo conto di alcuni fattori, come il rispetto delle norme e le necessità del territorio, per arrivare a costruire poi un team di soccorso. Qui sono state creare unità specializzate che sono riuscite a fronteggiare diverse crisi, compresa una missione in Albania in occasione del terremoto integrati con team di vari Paesi europei. Poi ci sono state attività locali ed emergenze connesse al maltempo”.

Fino all’arrivo del Covid, quando è stato costituito uno specifico team sul rischio biologico, attivato anche per la sanificazione del Pronto Soccorso di Fermo. “Era un’emergenza nuova, che è stata affrontata con il massimo impegno. Tutto questo è stato sostenuto da un comitato tecnico fatto di professionisti che lavorano nell’ambito della Protezione Civile e che si sono affiancati ai volontari: fanno loro formazione e li aiutano a mettersi in rete con il territorio”.

Un’associazione che si muove sui 400 interventi all’anno, ha precisato Lusek, e che non sostituisce nessuno ma supporta enti locale e componenti dello Stato integrandolo con professionalità ed attrezzature, sempre dietro esigenze specifiche. “Non sono neanche un’alternativa ai gruppi comunali di Protezione Civile ma un rinforzo, una sorta di cavalleria per situazioni complicate che si integra a livello territoriale”.

Tra le sue proposte anche un protocollo di intesa come quello avanzato dal prefetto, utile per rafforzare anche la sinergia con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. E poi l’esigenza di una sede idonea, il vero tallone d’Achille dell’associazione. Sul punto l’onorevole Mauro Lucentini ha voluto annunciare come l’imprenditore calzaturiero Mauro Raparo, originario di Montegranaro, abbia messo a disposizione gratuitamente uno spazio a Campiglione per collocare i mezzi del gruppo di volontariato. “Se non ci fossero persone come Santarelli e Lusek – ha proseguito il deputato della Lega – non avremmo oggi questo gruppo di volontariato. Ho avuto l’onore di confrontarmi con Guido Bertolaso e secondo me lui ha fatto una grande Protezione Civile. Penso che gli dobbiamo molto per quello che ci ha lasciato in eredità. Credo che dovremmo tornare a percorrere la vecchia strada che, forse, abbiamo lasciato troppo in fretta”

Lucentini ha anche fatto riferimento ad un protocollo chiaro per stabilire chi fa cosa, come avviene in altre province del nord Italia dove esiste una collaborazione quotidiana tra Vigili del Fuoco e associazione Vigili del Fuoco Volontari. “Se ognuno fa la sua parte, sarà molto più facile fronteggiare le emergenze” ha concluso illustrando due battaglie sulle quali sarà impegnato nelle prossime settimane: una nuova postazione dei Vigili del Fuoco nella media Valtenna e la realizzazione della strada Monti Mare, che va proprio nella direzione di facilitare il tempo di intervento nelle emergenze”


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